Tra ricordi e pensieri

Nella mia testa c’è una guerra.

Da una parte ostinati ricordi mi spronano a combattere per continuare a vivere, dall’altra disperati pensieri mi obbligano a non crederci più. I pensieri sono sguardi freddi, senza espressione, duri. Non hanno lacrime da versare, non hanno nemmeno il desiderio di farlo, stanno lì, silenziosi.

Voglia di vivere nei ricordi, tempo di morire nei pensieri.

Mi dicevi: il destino non si conclude nel ricordo di una sconfitta ma nella riserva di una speranza. Sei sempre stato un padre tremendamente orgoglioso ed affezionato, una forza granitica, una limpida fonte di conforto per ogni avvenimento infausto. Ci vorrebbe una scala per arrivare a te e riprendere il mio posto con feroce tenacia, ci vorrebbe un miracolo per restare qui a superare ostacoli e difficoltà con la fretta di lasciarmi l’indefinito alle spalle.

Nella penombra di una piccola luce l’odore della notte è mite, squame d’argento poggiano sulla coperta bianca disegnata da minuscole rose, squame che sembrano definire i contorni di un angelo.

Poi …

Si apre piano la porta, passi lenti si avvicinano al letto. Avanzano ancora. Sul camice bianco è ricamato un nome. Pezzi di me entrano nelle sue mani. Controlla il battito del cuore e la regolarità del respiro fino a quando quei pezzi fuggono via. Mi guarda ed io guardo lui senza parlare, quasi in attesa di un evento che debba compiersi. I pochi minuti che rimane con me sembrano eterni, tutto è silenzio. Sento il cuore battere forte, ho quasi timore che possa essere udito. Una cerimonia breve, militare. Pensieroso siede sul letto e scarabocchia con una matita una diagnosi incerta. Lascia il foglietto sul comodino tra la bottiglietta d’acqua e i fazzoletti di carta chiusi da un piccolo adesivo rosso a forma di cuore. Un cuore dimenticato.

Il suono dei suoi passi si allontana dal mio posto nel mondo.

La notte sta per finire, è quasi follia sperare di sopravvivere quando la carne non ha più valore.  Una croce di legno appesa al muro e dannatamente storta proietta la sua ombra sul comodino, sulla diagnosi e sul piccolo adesivo a forma di cuore.

Con una immaginaria riga sottile unisco i ricordi ai pensieri: è la nuova via corazzata “al combattimento” e “alla fortuna”. Una via che non cede, non molla e non si arrende.

Costi quel che costi.

Ho il cuore pieno di quella riserva di speranza, mentre scrivo.

Auguri

Quando alla fine dell’anno si ricorderanno, con cerimonie più o meno solenni, tutti i progetti, i sogni e i desideri che hanno caratterizzato questo 2018 mi accadrà di rivivere la mia vita, una vita fondata sul voler vivere e non soltanto esistere. Mi accorgerò allora di essermi fermata esattamente ad un anno fa e di essere passata in volata tra progetti, sogni e desideri.

In questo salto acrobatico non voglio dimenticare nessuno.

Non voglio dimenticare Voi.

Auguri sinceri, buone feste

Buone Feste!

Qualcuno dice … la vita è regolata dal caso.

Non so se questo sia vero ma il secondo semestre di quest’anno il caso mi ha marcata stretta regalandomi momenti non proprio allegri. Alcune criticità sono finite ma altre due aspettano di essere presto risolte ed io spero tanto di farcela.

E’ tempo però di brindare con allegria e, ove possibile, tenere a bada i bilanci.

Il mio abbraccio, seppur virtuale, è per Voi che sempre vi sento accanto.

Il 2018 sia per tutti un anno pieno di serenità.

Carissimi auguri!

Affy    

Certe volte …

Certe volte scrivere è facile, certe volte lo è meno.

Il 1 marzo 2012 leggendo il tuo blog ero rimasta colpita da quel racconto così vicino alla mia vita e di getto avevo lasciato un commento. Galeotta fu Erzecovina.

In oltre cinque anni avevamo scoperto di avere diverse cose in comune.

Ricordi? Avevamo la stessa voglia di crederci sempre anche quando la vita si dimostrava disturbante perché, ci dicevamo, non bisogna mai perdere la speranza, sopravvivere si può.

E’ tuo l’ultimo commento al post “Per te” dedicato nel mese di maggio a mio padre ed ancora oggi non ci voglio e non ci posso credere. Cerco di far finta che non sia vero.

In una sera di agosto ti sei immerso in un luogo e in uno spazio senza frastuono.

Sono finite le nostre interminabili telefonate, le nostre lunghe lettere.

Cerco di trattenere in silenzio un’altra lacrima.

Inutilmente.

Ciao    Arthur

 

Per te

Oggi ho rosicchiato al lavoro un po’ di tempo.

Lungo il tragitto da casa verso te penso a questa relazione a distanza che manteniamo, una traccia d’intimità fatta di ore che contengono una minuscola scheggia di felicità. La felicità non è peccato.

Mi piace raccontarti di me e di quello che c’è intorno a te.

Alcuni giorni fa qui, in questo posto calmo dove la vita scorre a ritmo lento, è arrivato un ragazzo. Oggi c’è una scritta a ricordarlo:

“Zitto zitto così me ne sono andato per via di una manaccia scellerata

che con una botta sola mi ha freddato, togliendomi il gusto della vita.

Ma non rimpiango tanto d’esser morto, lasciare questo mondo avido di pane,

quanto non mi perdono, a giusto o torto, di essere stato ammazzato come un cane”.

Ci sono storie che entrano nella memoria e non ne escono più. Fanno rintoccare paure che ci portiamo dentro alimentate anche da certe favole oscure che un tempo si raccontavano ai piccoli dove si narra di adulti cattivi da cui loro devono imparare a difendersi.

Seduta su un masso di pietra ti guardo fisso negli occhi. Occhi che sorridono come gli angoli della tua bocca. Conosco bene quello sguardo che mi regala una sensazione rassicurante capace di raddrizzare le idee contorte dando una sana scossa a quelle pigre. Ho una mappa interiore segnata dai confini dei vecchi punti di riferimento che non ho mai accantonato e tu, giocoliere fuoriclasse, riesci a tenere tutto in equilibrio.

E’ una conversazione silenziosa la nostra ma attraverso parole mute ho la capacità di imparare ancora qualcosa da te. Ci sono ricordi che emergono dall’oscurità della memoria che sembra di poterli nuovamente incontrare ma poi scivolano sparendo nell’oblio. Qualcuno però rimane a galla, sbilanciato a tuo favore.

A vivere si imparano un sacco di cose, il bello poi è raccontarle agli altri. Chissà se lo sai che in città stanno scomparendo le fontanelle e i gabinetti pubblici non ci sono già più.

In una canzone di Fabrizio De Andrè c’è un strofa che dice:

“Ninetta mia crepare di Maggio ci vuole tanto, troppo coraggio.

Ninetta bella, dritto all’inferno, avrei preferito andarci in inverno”.

Ecco perché oggi sono qui un po’ arrabbiata con te Papà che in un giorno di maggio hai lasciato per sempre la mia mano …

Affy

 

Liebster award, Tag e … Donald

Il Premio Liebster Award è un riconoscimento virtuale tra blogger, attraverso la nomination facciamo conoscere nuovi blog che meritano, è un modo gentile per fare passaparola e raccontare qualcosa di noi attraverso l’intervista virtuale.

Per questa motivazione ringrazio la cara amica di blog Fulvialuna1 per avermi nominata e a tutti consiglio una visita tra le pagine del suo versatile blog.

Le regole per poter partecipare:
• Ringraziare i blog che ti hanno nominato e assegnato il premio
• Rispondere alle 11 domande poste dal blog o dai blogger che ti hanno nominato
• Premiare a tua volta 11 blog con meno di 200 follower (scusate se nomino chi ne ha di più)
• Formulare le 11 domande per i blogger che si nomineranno
• Informare i blogger del premio assegnato

Queste sono le undici domande e di seguito le mie risposte:

1) Qual è stata la molla che ti ha spinto ad aprire un blog?

Il blog è stato voluto da alcuni miei amici circa quattro anni fa, mi hanno consegnato la chiave e da quel momento …

2) Cosa guardano i tuoi occhi?

Tutto quello che mi circonda, sono curiosa del mondo.

3) Cosa toccano le tue mani?

Mi piace toccare i sassi e affondare le mani nella sabbia.

4) C’è un giorno da leone che vorresti vivere?

Lasciare per un giorno la Terra e andare su una stella.

5) Se potessi vivere in un quadro, quale sarebbe?

“La ragazza di spalle” di Salvator Dalì

Uno sprazzo di memoria mi riporta a una strada polverosa, case a due piani e l’odore delle foglie dei limoni. Ricordo gli abbracci e gli occhi azzurri di mio nonno. Il frinire delle cicale alla sera e le stelle come diamanti che brillano dentro un cielo d’inchiostro. Seduta, rapita davanti a quella visione slegata, assaporo ciò che nasce e poi muore davanti al mio sguardo.

6) Qual è l’animale con cui ti senti affine?

La chiocciola perché …

7) Qual è il fiore a cui ti senti affine?

La gipsofila, un fiore semplice.

 

8) Qual è il monumento che più ti piace e perchè?

Il Colosseo. Non è il monumento che in assoluto mi piace di più ma è quello che  mi è caro perché l’ultima volta che l’ho visitato ero in compagnia di mio padre.

9) La tua paura più grande è?

Precipitare nel vuoto da una certa altezza.

10) Ti piace il tuo nome? Se no con quale lo sostituiresti?

I miei hanno scelto un nome con la stessa iniziale del cognome e il mio nome mi piace.

11) Io amo …

La vita, la mia. Nonostante tutto.

Avete voglia di partecipare “tutti” a questo tag? Rispondete alle 11 domande di Fulvialuna, a me sono molto piaciute:

  1. Qual è stata la molla che ti ha spinto ad aprire un blog?
  2. Cosa guardano i tuoi occhi?
  3. Cosa toccano le tue mani?
  4. C’è un giorno da leone che vorresti vivere?
  5. Se potessi vivere in un quadro, quale sarebbe?
  6. Qual è l’animale con cui ti senti affine?
  7. Qual è il fiore a cui ti senti affine?
  8. Qual è il monumento che più ti piace e perchè?
  9. La tua paura più grande è?
  10. Ti piace il tuo nome? Se no con quale lo sostituiresti?
  11. Io amo …

 

Ed ora un breve aggiornamento sul piccolo Donald perché privatamente mi avete scritto per avere notizie e c’è anche chi mi ha inviato un fantastico disegno!         🙂

Parlare di Donald mi emoziona un po’ perché ho trascorso con lui ogni attimo libero ed è per questo che anziché parlare preferisco lasciarvi qualche fotografia …

Un abbraccio grande           ❤

Che vita da … Donald!

Ciao,

sono ancora piccolino ma voglio ringraziarvi tutti per l’affetto che mi state dimostrando. 

La mia mamma non si sta prendendo troppa cura di me, mi lascia spesso solo e senza il suo calore.

Eppure, come potete vedere, sto benone. Mangio, bevo e mi diverto a giocare con Affy.

Stamattina, appena mi sono svegliato ero solo ed ho cercato di buttarmi giù dal vaso per richiamare l’attenzione di Affy ma poichè tardava ad arrivare ho iniziato a sbatacchiare forte le mie piccole ali. Lei è corsa da me e mi ha tenuto nella sua mano, al calduccio.

Per farmi dimenticare la continua assenza di mia madre  ha sistemato un carretto siciliano dentro il vaso ed io mi sono accomodato dentro il calesse. Come stavo bene così, io e lei, qualche minuto in panciolle in mezzo a tutti quei colori!

Mi ha lasciato anche un telefono così stanotte se ho paura la chiamo!

Un piccolo bacino ad ognuno di voi.

Ciao dal vostro Donald                           🙂

(cliccando sulle immagini mi vedrete meglio)

Oggi sono nato!

Goditi quest’avventura perché poi ne avrai nostalgia”.

Nei giorni scorsi ho ripetuto a me stessa più volte questa frase. Non m’importava alzarmi di notte pronta a vegliare oppure correre in tutta fretta dall’ufficio a casa aggrappandomi a quel dettaglio significativo che mi dava gioia ed emozione.

Senza far rumore, come per un ingenua scaramanzia, ripetevo a memoria i movimenti. Aprivo piano la finestra, chiudevo gli occhi per paura di trovare il vaso vuoto ed in silenzio aspettavo.  Quando li riaprivo la piccola perla bianca bombata era lì, tra il fogliame, e mi regalava tutta la sua straordinaria rasserenante complicità.

Questa mattina, mentre ancora la città dormiva, la perla si è aperta e da quel guscio bianco è sbucato un piccolo esserino grigio, tutto accartocciato, stropicciato e bagnato.

Ed io in pigiama, inebriata dalla sua forza travolgente, confesso che ho pianto.

Di gioia, naturalmente.           🙂

Una perla bianca

“Occorre vivere anche quando non sei ispirata” mi diceva papà.

Certe volte è facile, certe volte meno soprattutto quando scegli la solitudine per sfuggire alla marginalità.

La vita non è una musica che puoi accendere o spegnere a tuo piacimento. La vita ogni giorno è una sfida che raccogli, affronti e impari a conviverci. Tanti piccoli passi giornalieri spesso impercettibili condivisi tra limiti, fatiche e conquiste.

Domenica pomeriggio sono stata scelta per accettare una sfida che non ribalterà la mia vita ma che la renderà incredibilmente straordinaria per alcune ore o al massimo per alcuni giorni. Sfida che sarebbe destinata all’oblio se non fosse riscattata almeno dalla scrittura, da poche righe scritte su un blog.

Tu, come una minuscola perla bianca sei entrato incredibilmente dentro la mia vita e ne condividi gli spazi.         🙂

Puliti dentro e belli fuori

 

 

 

 

 

 

Quando “Sua Maestà il cioccolato” chiama io ci sono!     🙂

Il richiamo non deve essere neppure troppo insistente tant’è che nel mese di ottobre ero all’Eurochocolate di  Perugia.

Girare tra le bancarelle allestite in maniera magistrale con fontanelle dispensatrici di cacao e sculture di ogni tipo era stato per me come entrare nel mondo dei balocchi dove tutto profumava di dolci prelibatezze. Che cultura attraverso assaggi e selezioni.

Ieri, dentro un cassetto, ho ritrovato una tavoletta di cioccolato al latte da duecento grammi acquistata durante quell’evento. Scartarla è stato un attimo, sentirmi avvolgere da un intenso sensuale piacere per quel pezzo di cacao – circa trenta grammi – che buonissimo e burroso scivolava in gola è stata esultanza di gioia.

Poi … bolle dalla bocca che solo un processo chimico di saponificazione poteva produrre.

Già, perché la tavoletta di cioccolata in realtà è una saponetta.  😦  Ho contattato il medico di famiglia al quale ho farfugliato di aver deglutito un prodotto strano della Costa d’Avorio.

“ … ma cosa? cocco, banano … “ mi ha chiesto.

“ … no, una specie di cacao” ho risposto evasiva.

“ … hai fatto bene, la serotonina regala buonumore, mette allegria, ti farà bene Affy vedrai” sono state le sue parole.

“ … sarà sicuramente così, grazie dottore”. Ho riattaccato. Puliti dentro e belli fuori recitava in una pubblicità l’attaccante Alessandro Del Piero e se il motto è stato valido per una bottiglia d’acqua figuriamoci per un pezzo di sapone.

Alessandro per un serio problema ai legamenti del ginocchio oggi non gioca più però mi fa tornare in mente la sua Juventus. Domani avrò venti esagitati colleghi che riassumeranno la partita vittoriosa disputata ieri dalla Juventus contro il Chievo per passare poi ad immaginare già vincente quella di martedì con il Barcellona.

Li ascolterò come ho sempre fatto, forse gli racconterò che anche il mio sabato è stato in qualche modo  juventino perché non sarò bella fuori ma sul pulita dentro stavolta cari colleghi proprio non ci piove!.

p.s. domattina doccia al cioccolato, attirerò qualche moscone?       😉

The versatile blogger award

Ringrazio la padrona di casa  Carla   per la nomination e, molto volentieri, partecipo.
Regole:
mostrare il premio sul tuo blog
– ringraziare chi nomina, fornendo il suo link
– condividere 7 fatti della propria vita
– nominare 10 blogger e avvisarli.

Cosa dire di me che ancora non si conosce? Rischio di essere ripetitiva o di annoiare, comunque ci provo!

  1. Tempo fa mi era venuta la brillante idea di tagliare i capelli ed avevo scelto un parrucchiere dove non ero mai stata prima e per il quale non serviva prendere appuntamento. Per raggiungere questo sforbiciatore dovevo percorrere una strada costeggiata da pini. Pini come l’albero che vedete nella foto. Non so, sarà stata una premonizione, un avvertimento ma ho sentito che stavo per finire così. Rapida inversione di marcia e felice ritorno a casa. Con tutti i capelli in testa.
  2. Senza un vero motivo ho provato a fumare ma ho subito smesso.
  3. Una mattina di luglio ero in fila alla posta insieme ad altri utenti  per pagare un conto corrente. Improvvisamente tre malviventi con armi in pugno e passamontagna sul viso hanno fatto irruzione intimandoci di sdraiarci tutti a terra. Ricordo che erano molto nervosi, agitati e il pianto terrorizzato di un bambino accanto alla sua mamma mi aveva fatto temere il peggio.  Sono stati i tre-quattro minuti più lunghi della mia vita, ancora oggi ripensando a quella rapina sento la stessa sensazione di impotenza e paura.
  4. Non ho nessun tatuaggio.
  5. A volte consumo il pranzo in un bar vicino l’ufficio dove confezionano panini gradevoli nell’aspetto e ottimi nel ripieno. Dopo tanto tempo non ho ancora capito però a cosa servano quei due lunghi pericolosi stuzzicadenti infilzati in superficie e che si vedono nella fotografia.
  6. Non amo la caccia. Nonostante ciò conosco un gruppo di persone che praticano la “falconeria” e addestrano i rapaci. Grazie a loro ho avuto modo di avvicinare i falchi e posso affermare che sono animali bellissimi.
  7. Non ascolto volentieri  le persone arroganti, lunatiche, boriose, maleducate e incoerenti. E mi comporto come un gatto. Conquisto una comoda poltrona, rallento il respiro e pacificamente gli regalo la mia attenzione: l’apertura di mezzo occhio!

Nomino tutti coloro che mi seguono.

Un abbraccio da Affy                     🙂

Un bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto

L’Ingegner Rinaldi è molto apprezzato nel nostro lavoro, è un anziano consulente capace di assumersi i rischi.

Ha una mentalità aperta che nel comunicare riesce a fare squadra.

Stamattina parlava di calcio con i miei colleghi ed io digiuna di pallone stavo in silenzio. Le sue parole smozzicate nei contenuti ma accese nei toni mi arrivavano come una corrente di risacca, quel riflusso tipico e ondoso del mare.

Un bicchiere è mezzo vuoto e mezzo pieno nello stesso momento.

Mezzo pieno. Per me è stato inevitabile pensare a mio padre.

Mio padre amava il calcio e quando la domenica pomeriggio Paolo Valenti commentava i risultati sportivi io accanto a lui disegnavo. Erano disegni semplici. Talvolta solo un albero spelacchiato, una casetta sghemba o un piccolo zoo dove sarebbe stata impresa coraggiosa riconoscere un cane da un gatto. Per mio padre però quei disegni erano bellissimi ed io mi ero convinta che lo fossero davvero. Mentre coloravo, lui, seduto in poltrona, s’infervorava per le azioni commesse dai giocatori. Lo sentivo gioire per un gol, stizzirsi se uno di loro faceva catenaccio o peggio ancora favorire con un falso contatto il rigore alla propria squadra. In quel caso alzavo gli occhi dal disegno e spostavo lo sguardo sul televisore senza capirci poi un granché.  Quello che vedevo erano i giocatori correre da una parte all’altra, un paio di loro fermarsi per sistemarsi i calzettoni o con le mani ferme sulle ginocchia, piegati, a riprendere fiato. Una domenica avevo anche visto l’attaccante alzare il braccio destro e mandare a Falcone l’arbitro. La squadra in quel momento perdeva punti e pezzi, il pubblico sugli spalti dello stadio rumorosamente fischiava. Mio padre masticava la rabbia, io soffrivo per lui ed allora bucavo il foglio del disegno con la punta della matita. Ogni disegno aveva i suoi forellini, le sue prese d’aria. Quando a fine partita gli consegnavo il disegno lui mi chiedeva notizia di quei forellini e io gli spiegavo che a bucare erano stati i rami dell’albero, il fumo del comignolo di una casa o un topolino che inseguito dal gatto da quel forellino era appena scappato. Mi abbracciava forte forte e mi faceva il solletico, io mi spanciavo dalle risate.

L’Ingegner Rinaldi sta adesso parlando della carriera di un grande calciatore, Tommaso Maestrelli. Apre il portafoglio ed estrae un francobollo con il ritratto del giocatore, un bel primo piano sullo scorcio di un campo di calcio con le gradinate di uno stadio “perché a quarant’anni dalla scomparsa di Maestrelli è stato così che si è voluto ricordare”.

Mio padre amava la classe esemplare di Gaetano Scirea, di Gigi Riva, di …” dico sottovoce. Avverto su di me lo sguardo comprensivo dell’Ingegnere e quasi mi dispiace aver interrotto a mezz’aria la sua ultima frase.

Un bicchiere è mezzo vuoto e mezzo pieno nello stesso momento.

Mezzo vuoto. E’ forte il peso della tua assenza. Stamattina in ufficio si parlava di calcio ed io che sono a digiuno sono rimasta in silenzio per tutto il tempo. Solo alla fine ho riempito di ricordi un pallone e simbolicamente l’ho tirato verso il cielo.

L’ho tirato lassù per te papà perché, come insegna Rinaldi …  insieme possiamo fare ancora squadra.

  ❤

 

Martedì grasso ma non per tutti

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Ieri sera tra amici abbiamo festeggiato Carnevale.

Una grande abbuffata che è terminata con le classiche frappe fritte, castagnole fritte, ravioli fritti, frittelle fritte.

E, per me,  notte in bianco.

Questa mattina è presto, troppo presto. Prima di salire in ufficio faccio un giro al supermercato. L’insegna recita: “Il tuo market”, ma è solo una strategia d’attacco. In realtà è poco più che una grande bottega ma ha un’insegna vintage come quelle cose che durano nel tempo e che oggi sono spesso oggetto di scambio nei mercatini di antiquariato.

E’ al reparto della frutta che la vedo. E’ chiusa nel suo cappottino, un turbante di lana a raccogliere la bianca chioma. Si leva un guanto e conta poche monetine racchiuse nel palmo della mano destra. Sono di fronte a lei e lo sguardo mi cade su quella mano aperta, su quei pochi soldi che non arrivano neppure a due euro. Smarrita si guarda intorno e posa su una cassetta una busta bianca che contiene fette biscottate, marmellata e latte. Trattiene nelle mani soltanto due mele e un’arancia, la sua scelta d’acquisto.

Conosco il personale del supermercato e Sara è perspicace nell’incontrare il mio sguardo ed a capire la situazione. Rapida batte lo scontrino con la spesa abbandonata che le porgo. Vado fuori ad aspettare la signora e quando è a pochi passi da me le consegno il sacchetto.

Mi guarda sorpresa, imbarazzata.

Io non trovo le parole.

Le chiedo solo scusa.

Tag: la carta d’identità dell’anima

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La cara amica blogger

Carla

mi ha taggata ed io ben volentieri partecipo!

Questa è la carta d’identità dell’anima. Il TAG nasce infatti dalla voglia di scoprire i tratti “autentici” di ciascuno di noi, di poter attribuire loro il valore che meritano e di poterci scoprire diversi nella copertina ma simili nelle pagine della nostra storia. Ciascuno di noi si presenta con le fattezze che coglie lo sguardo e, finchè non si sgretola il silenzio, l’immagine conduce il gioco. Ma se potessimo esibire, per prima, la CARTA D’IDENTITA’ dell’Anima, cosa cambierebbe? Per alcuni nulla, per altri tanto, tutto, potendo mostrare che la vera bellezza ha sede nel cuore.

Regole:

Menzionare chi ha creato il TAG     …. lei, Carla
Utilizzare la stessa immagine o crearne una nuova (cimentatevi, saprete fare di meglio!)
Compilare la CARTA D’IDENTITA’
Nominare tutte le persone che vorrete ed avvisarle di essere state taggate.

Cognome Afinebinario

Nome: Affy

nata il: in un mattino d’autunno mentre tamburellava sui vetri una fitta pioggerellina. Avvertivo il pianto di mia  madre e la gioia di mio padre. Oggi nei cassetti della memoria conservo quelle “lacrime di gioia” che sono consolatorie nella fragilità delle mie emozioni trovando spesso il modo di scivolare nella profondità del cuore.

a: una città che è stata spesso Paradiso e alcune volte Inferno

cittadinanza: nei posti dove fiorisce il seme della poesia

residenza: nei silenzi quando sono i battiti a far rumore

via: del coraggio per la diversità

stato civile: un quadro non convenzionale

professione: scrutatrice degli altrui pensieri, degli sguardi e delle parole non dette

statura: quando l’anima si eleva tutto il resto non conta

capelli: lunghi fili per tenere stretti i sogni

occhi: sempre alla ricerca di una scintilla speciale

segni particolari: ho alcune cicatrici in risposta ad un amore ma non mi sono arresa perchè l’amore sa andare “oltre”.

Nomination:

Nomino tutti coloro che hanno voglia di partecipare a questo tag!

Un caldo abbraccio      

far domande è un gioco dei bambini

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La figlia di una mia collega è una bimbetta curiosa. All’arrivo ti tempesta di baci salvo poi rifilarti in volata,  quando meno te l’aspetti, una domanda apparentemente innocua.

Prende fiato, mi guarda e …

“… ma tu zia Affy sei sempre calma?”

Ed io mi sento come quando il computer non parte. Poi gli assesti un colpo, un piccolo colpo di lato e il monitor si accende.

Guardo la piccola e penso a tutti i tentativi striduli per ritagliarmi un modello di persona calma. Tentativi naturalmente sconfitti che hanno lasciato il tempo ad una irritazione con la quale convivo in un equilibrio che mi rifiuto di spezzare.

Prendo fiato anch’io ed inizio ad elencarle tutte le piccole cose quotidiane che mi irritano:

  • mi irritano le persone arroganti e superficiali
  • mi irritano le persone che pretendono di entrare nei vagoni del treno o della metro prima di far scendere gli altri viaggiatori
  • mi irritano le persone che come avvoltoi te le ritrovi dietro al tavolo di un ristorante in attesa del posto che stai ancora occupando
  • mi irritano le persone che da un call center ad ogni ora,  nei momenti meno opportuni, ti chiamano per proporti un’offerta o sollecitare acquisti non richiesti
  • mi irritano le persone che amano alla follia gli animali ma pur possedendone non provvedono a raccogliere i loro bisogni
  • mi irritano le persone che all’interno di un supermercato conversano con persone occasionali al centro della corsia formando un’inutile fila
  • mi irritano quelli che dal finestrino dell’auto sputano
  • mi irrita chi nel parcheggiare occupa due spazi
  • mi irritano le persone che salgono su bus e metro nelle ore di punta con lo zaino sulle spalle e si muovono come cavalli
  • mi irritano quelli che vogliono venderti rose o collanine non richieste
  • mi irritano le persone che cercano a tutti i costi di apparire naturali perchè di se stesse accettano ben poco, persone leggere come filo di vento che non si sa da dove arriva e dove va.
  • mi irritano …

La bimbetta curiosa interrompe il mio elenco, fa volteggiare nell’aria un mestolo con la stessa maestrìa di chi fa della cucina un luogo di pensiero ed io la imprigiono dentro il mio abbraccio.

Mi guarda con aria furba e mi tempesta di baci.

Prende nuovamente fiato.

Ci siamo.

Un’altra domanda apparentemente innocua è già sospesa nell’aria …       🙂

Il piacere si serve fuori orario

Questa insegna è affissa sulla porta di un locale aperto nella zona da appena due settimane.

Il locale è vicino all’ufficio e per rispettare la regola del “servizio fuori orario” io e Fotograffio siamo entrati alle quindici.

Zelanti camerieri in un ambiente informale ma con un servizio attento hanno servito pasti della cucina scientifica. Il menu oggi contemplava cucchiaiate di un brodino color albicocca e qualche ghirigoro incollato a bordo piatto. Per solidarietà con gli altri avventori abbiamo assaggiato quel liquido, abbiamo posato compostamente i cucchiai e lui con il cellulare ha scattato una fotografia.

Siamo rientrati, digiuni,  in ufficio. Abbiamo infilato una chiavetta nella macchina distributrice di cibo e bevande finchè non abbiamo letto la scritta  “credito zero”. Dal cassetto abbiamo raccolto tutti gli alimenti e ci siamo avviati ai nostri posti di lavoro.

Tarallucci, buondì, barrette di cioccolata, mini-patatine fritte ed altro valgono quest’oggi ben oltre un tesoro.

Ripenso a quella mezza dozzina di platani imponenti fuori quel locale,  a quei tavolini deserti all’aperto, alla mancanza totale di sentori di spezie, erbe e profumi di cucina e penso ancora al gusto di quel brodino color albicocca.

E penso pure che un fanculo alla cucina scientifica da parte nostra oggi ci sta, oh se ci sta!     😉

il-pasto

Macerie e speranza

A luglio, io ed altri amici, eravamo nei comuni del centro Italia colpiti poi dal terremoto. Città sonnolente circondate da mura antiche. Chi vi sostava, soprattutto nell’ora del tramonto, non poteva che rimanere avvinto dalla bellezza irreale dei colori e dei luoghi.

Erano state giornate serene pervase da un’animazione insolita fatta di risate e allegria. Il sole, sempre alto, faceva specchio sulle montagne. C’era soddisfazione per quanto compiuto nell’ultimo ciclo lavorativo e felicità per le vacanze estive, imminenti, che bussavano alle porte.

Quanti ricordi ruotano intorno a me mentre scrivo.

In questi giorni, io con i soliti amici, siamo tornati là. Il paesaggio, solitamente ridente, offre un aspetto di desolazione e abbandono, l’aria è incupita dalla neve e dalla foschia e un miagolio di morte imperversa tutt’intorno. Un uccello solitario passa con il suo volo e scompare lentamente dietro una collina. Non un suono di campana, non uno di quei rumori abituali che formano il colore tanto caro alle campagne ma soltanto un silenzio rassegnato, cupo, che aumenta se possibile l’aspetto sinistro della natura circostante.

Entriamo in un bar deserto, dietro al bancone c’è un ragazzo con una sigaretta spenta tra i denti. Ha gli occhi amichevoli. Dopo aver preso nota delle consumazioni armeggia tranquillo con la macchina del caffè, prende il vassoio e si siede al nostro tavolo. Non aspetta che un nostro cenno per parlarci della sua ragazza e dei progetti che ogni giorno formula:  sposarsi, prendere un fazzoletto di terra sulla quale ha da tempo posato gli occhi e vivere in una rustica casetta.

Oggi che il terremoto ha scavato una brutta ed  indegna fossa in cui si tenta invano di seppellire tutti gli avvenimenti ad esso indissolubilmente legati, è stato bello soffermarsi a raccogliere una pagina di vita sorseggiando un caffè. Grazie Lorenzo per l’incantesimo di questo incontro. Tu che dopo aver perso la casa non ne molli le chiavi, hai rafforzato in me, con apparente leggerezza, il valore dell’infinito e della speranza.

Duemilasedici/duemiladiciassette tag

 

Processed with Rookie Cam

In quest’ultimo periodo il mio blogghino è rimasto un pò in disparte (‘nnaggia!) complici il lavoro e un’influenza che mi hanno letteralmente stesa.

Le feste sono finite e senza azzardare pronostici per questo nuovo anno mi butto a capofitto e svolgo un compitino. In fondo sono stata invitata e volentieri ho risposto all’invito.

Ringrazio quindi  londoner 18

e ringrazio anche Neogrigio

REGOLE:

  • Utilizzare l’immagine.
  • Ovviamente rispondere alle domande.
  • Citare 9 blogger/amici e farglielo sapere in un commento sul loro blog (per me vale la regola dell’assoluta libertà, ritenetevi tutti liberi di partecipare!)  😉

 

DOMANDE:

  • Descrivi in 3 parole il tuo 2016.
  • Scrivi il nome di 2 persone che hanno caratterizzato il tuo 2016.
  • Scrivi il posto più bello che hai visitato nel 2016 e perché ti è piaciuto così tanto.
  • Scrivi il cibo più buono che hai assaggiato nel 2016.
  • Scrivi l’avvenimento che ti ha segnato di più di questo 2016 ( anche evento mondiale).
  • Scrivi l’acquisto più bello che hai fatto in questo 2016 e se vuoi allega una foto.
  • Scrivi 3 buoni propositi per il 2017.
  • Scrivi 1 posto che vorresti visitare nel 2017.
  • Scrivi un piatto che vorresti assolutamente assaggiare nel 2017.

RISPOSTE:

Descrivi in 3 parole il tuo 2016:

  • Un anno complicato, rovente, tormentato.

Scrivi il nome di 2 persone che hanno caratterizzato il tuo 2016.

  • Angela è una donna avanti con gli anni, non è nè triste nè lieta e veste sempre di nero. L’ho conosciuta durante la clownterapia. Le porto spesso dei fiori, lei spezza parte del gambo e li infila nel taschino della sua paralisi felpata. E’ la sola nota di colore che accetta.
  • Luca, un uomo che si innamora di chiunque. E ogni volta ricomincia da capo.

Scrivi il posto più bello che hai visitato nel 2016 e perché ti è piaciuto così tanto.

  • Tra i tanti posti che ho visitato nel 2016  è Castelluccio di Norcia, in Umbria, che è rimasto caro al mio cuore. Non è il posto più bello ma è quello che oggi non è più lo stesso.

Scrivi il cibo più buono che hai assaggiato nel 2016.

  • Il pao de queijo, uno stuzzichino brasiliano a forma di piccola polpetta.

Scrivi l’avvenimento che ti ha segnato di più di questo 2016 ( anche evento mondiale).

  • I tragici avvenimenti legati al terrorismo ed il terremoto che ha scosso il Centro Italia.

Scrivi l’acquisto più bello che hai fatto in questo 2016 e se vuoi allega una foto.

  • Ho sempre acquistato cose che mi piacevano, difficile scegliere.

Scrivi 3 buoni propositi per il 2017.

  • Curerò meglio un’amicizia che potrebbe entrare in crisi,  non tratterrò le parole affinchè non si consumino nella loro astrazione, anestetizzerò la mia coscienza che troppo spesso si agita.

Scrivi 1 posto che vorresti visitare nel 2017.

  • Kemi, nella Lapponia finlandese, per visitare il castello di neve.

Scrivi un piatto che vorresti assolutamente assaggiare nel 2017.

  • Non ho una preferenza particolare, vorrei continuare a mangiare tutto ciò che mi piace.

Grazie ancora a londoner 18 e a Neogrigio.

Un grande abbraccio   

Buon Natale a tutti (e Christmas tag)

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Il Natale è arrivato e la cara Laura che, insieme a Shioren, ringrazio sentitamente mi ha taggata ponendomi tre domande:

Quali sono le 3 cose che non possono mancare nel tuo Natale?

LE REGOLE:

1- Rispondere alla domanda “Quali sono le 3 cose che non possono mancare nel tuo Natale?”
2- Citare, taggare e ringraziare l’ideatore del tag (Shioren)
3- Citare, taggare e ringraziare chi vi ha taggati (Laura)
4- Taggare a vostra volta almeno 15 blogger

LE MIE RISPOSTE:

La serenità perchè è ciò che mi lega a quello che intimamente sento, come un viaggio che oltrepassa ogni limite terreno affrancando ogni condizionamento della mente e il cui punto d’arrivo sono l’oltre, l’assoluto, il sempre.

Piccoli doni per le persone care che fanno parte di me, che hanno lasciato un segno inciso profondamente, che hanno definito una via che il destino mi suggerisce di riconoscere.

A tavola, a Natale, metto sempre una sedia vuota accanto alla mia. Anche se il mio papà mi guarda adesso da un cielo azzurro come lo è spesso il mare, quel posto è per lui che ha sempre accompagnato la barra della mia vita dirigendo la prua.

Nomino tutti coloro che mi seguono, tutti e quindici insomma …     🙂

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Buon Natale a tutti Voi

Un bacio da Affy     

 

Non si vede bene che col cuore

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Avrei voluto averti ancora per continuare incursioni dentro mondi diversi. Ricordi?  il nostro modo di essere non ha vissuto le trasformazioni  della tecnologia perché nel tempo è stato capace di smuovere emozioni vere, reali.

Tra noi una sottotraccia comune dove tu eri il talento pieno di passioni ed io una semplice apprendista. Imperfezioni capaci  di regalarci attimi di felicità.

Ancora oggi, ad un anno di distanza, mentre cammino con le mie debolezze torno spesso da te nella tua casa virtuale per ritrovare l’incanto di una fiaba, l’energia e il coraggio, l’idea che da qualche parte ci sia una persona che è la risposta a tutto.

C’è una panchina vuota nell’immagine ma non importa … “non si vede bene che col cuore, l’essenziale è invisibile agli occhi”.

Dal mio cuore tu non sei mai andata via.

Ciao Silva   

C’ero una volta …

… e c’ero anche quest’estate sull’isola delle mie vacanze dove l’aria che respiro profuma di zagara e limoni. Una favola che ripeto e attendo ogni anno per rinsaldare il passato al mio presente, mille sfumature dentro un intreccio di case e vicoli che si aggrappano alla pietra tra il bianco delle spiagge e il nero delle rocce. Spiagge che i curiosi ammirano e rocce che i turisti scalano.

Un’isola che è arsura in un paradiso d’acqua ma è lì che l’estate regala un senso alla mia stagione vacanziera. L’isola riempie spazi vuoti anche se per qualche giorno solamente. E’ un paesaggio fatto di piccole cose, un lungomare che al calar della sera s’illumina dietro la ripetitività di gesti familiari. Il sole al tramonto ritira la sua luce e tutto sembra finire nel mistero delle ombre. Le posso sentire le voci dei bagnanti che si affrettano a rientrare nelle vicine case per riprendere vita, li posso vedere chiudere con premura sedie e ombrelloni, piegare teli di spugna e prendere in braccio i bambini stanchi mentre i camerieri si affacciano all’ingresso di pizzerie e ristoranti, alcuni spostando sedie ed altri apparecchiando tavoli per un aperitivo o per l’imminente cena.

Le barche in legno dei pescatori conferiscono una nota di colore alla spiaggia, i cani abbaiano agli intrusi sdraiati mollemente sui lettini  e ai venditori ambulanti di collanine e palloni.

Un luogo tanto amato da mio padre è per me, nel tempo, un utile esercizio del pensiero. Pensare mi aiuta a vedere. Ho un buon rapporto con la vita, ho sciolto nodi e riannodato fili, ho corso dopo aver a lungo camminato. Resto fedele alle mie radici ma allo stesso tempo vivo come cittadina del mondo.

Tornerò presto …” avevo scritto nell’ultimo post.

“… presto”. Nell’ingranaggio che regola il motore della vita qualcosa però si è inceppato ed è stato difficile recuperare, dover rispondere a nuovi imprevisti bisogni. C’è stata un’altra prova da affrontare, una croce da raddrizzare, per fortuna ho lo spirito di sempre, incurante che il tempo non guarisce le ferite. Ferite che fanno il diavolo a quattro nel cuore, allontanano il riscatto, sperano nel recupero.

In quel recupero, ad ogni sorgere del sole, io non ho però mai smesso di sperare.

Vi abbraccio tutti con grande gioia!   

Affy

Prima di partire per un lungo viaggio …

… ricordati degli “avanzi”    🙂

 

TAG non si buttano gli avanzi

TAG: Non si buttano gli avanzi

REGOLE

1. Citare il blog che ha ideato il tag Opinionista per caso 2

2. Rispondere a 7 domande e, se volete, inserire foto che si rispecchiano col tag

3. Ringraziare il blog che vi ha invitati a partecipare al tag. Grazie   incucinaconlatata  per avermi nominata!

4. Nominare 7 blogger ed avvisarli

LE  7  DOMANDE: 

1. Come fai di solito il rifornimento della dispensa e del frigorifero della tua cucina, vai al supermercato tutti i giorni o fai la spesa settimanale? 

In linea di massima faccio la spesa il venerdì sera. Durante la settimana può capitare però di fermarmi al supermercato per acquistare il pane o un alimento facilmente deperibile.

2. Quando ricevi ospiti per cena a casa tua, cosa fai con gli avanzi?

Tanti pacchettini e ognuno di loro se li porta a casa, questo succede molto spesso con i dolci.

3. Ti è capitato di mangiare la pizza o altro cibo al ristorante e chiedere se gli avanzi potevi portarli a casa?

Quello che ordino lo mangio. Se la porzione è troppo abbondante prima di iniziare a mangiare ne cedo una parte ben volentieri al “mangione” della mia combriccola e a quel punto avanzi da portar via non ne restano.

4. Ti senti in colpa quando noti che nel frigorifero hai trovato cibo scaduto? Se la risposta è SI, ci potresti dire quante volte all’anno succede questa cosa?

E’ difficile trovare cibo scaduto nel mio frigorifero. Può capitare con il latte ed a quel punto lo utilizzo allungato con acqua come concime per innaffiare le piante. Se alcune provviste non le utilizzo provvedo a congelarle e risolvo così il problema.

5. Ti è capitato, quando sei tornata a casa con la spesa, di accorgerti di aver comprato della frutta o della verdura marcia?

Gasp … addirittura marcia. No.

6. Dopo le festività più importanti (Natale, Pasqua, ecc), il cibo avanzato lo mangi il giorno dopo o lo regali agli ospiti?

Prego gli ospiti di portarlo via, un’equa distruibuzione dei pani e dei pesci, insomma.

7. Quando ti assenti da casa per un po’, perché devi andare in vacanza, cosa fai di solito prima della partenza, spegni e svuoti il frigo o lo lasci pieno e acceso?

Io da casa mi assento soprattutto per lavoro, magari fosse sempre per vacanza. Detto questo il frigorifero lo lascio acceso e ben organizzato che se rincaso a notte fonda che almeno lo stomaco possa godere del sacrificio.

Chi vuol partecipare? Questo tag è per tutti voi!   🙂

Un abbraccio da Affy

… e ancora “Amicizia” – “Tag d’Arte” –

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Apprezzo molto il gesto dell’amica Carla che attraverso un tag accarezza un tema importante, quello dell’Amicizia. L’Amicizia è un dono. Non ho dimenticato le volte che ho ritirato quel dono con imbarazzo ritenendolo immeritato e altre volte quando l’ho invece accettato con eterna gratitudine.

Regole:
Utilizza il logo
Menziona chi lo ha creato ( https://ladimoradelpensiero.wordpress.com ) e ringrazia chi ti nomina
Coinvolgi una persona amica
Rispondi alle 10 domande
Nomina 10 bloggers e avvisali della nomination

E proprio perché si parla di amicizia mi è piaciuta la sua idea di coinvolgere una persona amica per una partecipazione all’unisono.

Con me partecipa Fotograffio, valido pilastro sempre presente dietro le quinte del blog.

Domande e risposte:

1 – Quando e dove vi siete conosciute/i?
Affy: Lavoriamo nella stessa Azienda.

Fotograffio: Lo ha detto lei, lavoriamo dentro la stessa baracca.

2 – Cosa ti ha colpito di lei/lui da farla/lo diventare tua/o Amica/o?
Affy: Le sue gesta non passano mai inosservate e poi è una persona molto simpatica, professionalmente preparata, brillante, disponibile.

Fotograffio: Con la sua predisposizione a stare vicina agli altri, oltre tutti i luoghi comuni, riesci a sentire Affy proprio vicina. E per stare vicina ad un orso come me, credetemi, ci vuole una marcia in più che non sia né una ridotta né la retromarcia.

3 – Da quanti anni dura la vostra amicizia?
Affy: La matematica è una materia che è sempre sfuggita dalla mia memoria, sono anni che ci sopportiamo con grande reciproco … coraggio.

Fotograffio: A me neppure di striscio la matematica mi ha sfiorato per cui non ricordando gli esordi posso affermare con certezza che la nostra amicizia durerà fino alla morte sopportandoci sempre con grande reciproco coraggio.

4 – Tre parole per sottolineare i suoi pregi.
Affy: Lui è un leader in ogni situazione, sempre presente ma in modo non ossessivo e sa risolvere in poco tempo un qualsiasi imprevisto.

Fotograffio: Lei è capace di galleggiare sopra ogni tempesta, prepara dolcetti da favola e poi è un’ottima “zia” naturale o acquisita.

5- Tre parole per sottolineare i suoi difetti.
Affy: E’ un fumatore, è un Ducatista-dipendente, legge solo libri tecnici, storici e riviste specializzate.

Fotograffio: Affy non ha il senso dell’orientamento per cui mai lasciarla entrare da sola in un centro commerciale perché non uscirà più da quella stessa porta. Quando per strada incontra un cane a passeggio con il legittimo proprietario, anche se è in ritardo, si ferma sempre per una carezza (al cane s’intende!). Tra la grappa e il limoncello preferisce … il limoncello, ma dico “come si può”?

6 – Racconta un aneddoto del passato.
Affy: In procinto di partire per il mare durante una pausa di lavoro Fotograffio si è recato in un negozio specializzato ed ha acquistato una maschera subacquea. Tornato in ufficio,  è andato in bagno, ha messo il tappo al lavandino, ha lasciato scorrere abbondante acqua ed ha provato la maschera con la faccia immersa nel lavabo per sincerarsi della sua perfetta tenuta. Preso dall’entusiasmo, ancora con indosso sul viso la maschera di colore giallo e il tubo nero, tutto gocciolante è entrato nella nostra stanza gridando “eureka, tiene che è una bellezza”. Nella stanza era presente un altezzoso Dirigente che ci stava illustrando la possibilità di dover partecipare ad un corso sul tema della comunicazione. Alla comparsa di Fotograffio ha ritenuto bene di sollevarci da quelle sedute constatando che sulla comunicazione non avevamo niente di nuovo da apprendere, comunicavamo perfettamente “senza parole”… è andato via che rideva come non lo avevamo mai visto!

Fotograffio: Sono amante delle due ruote e sono iscritto a un motoclub. Qualche tempo fa  ho invitato Affy a partecipare ad un motoraduno ben organizzato ma piuttosto lontano, lei non sapeva che tra i vari riconoscimenti sarebbe stata premiata anche la ragazza- passeggero con il maggior numero di chilometri percorsi tra la  città di partenza e l’arrivo nella città di destinazione e vedere la sua espressione imbarazzata e stupita nel ritirare il premio è un ricordo bellissimo che mi porto dietro.

7 – Attribuiscile/gli una dote che pensi possiedano poche persone.
Affy: E’ un grande appassionato di musica e con la chitarra sa intrattenere piacevolmente gli amici.

Fotograffio: Riesce a vedere un arcobaleno nella più cupa delle giornate.

8 – Che lavoro avrebbe voluto fare da grande?
Affy: Lo scansafatiche tipo “collaudatore di materassi” 24 ore su 24.

Fotograffio: La veterinaria. Ai bipedi non dedica molto tempo ma ai quattrozampe sì.

9 – Come si è evoluta la vostra amicizia?
Affy: Tanti momenti di mutuo soccorso dovuti a cause più disparate hanno cementato un’amicizia che è andata via via crescendo.

Fotograffio: A piccoli passi ma con grande determinazione. Sapevo di poter contare su di lei e lei non è mai venuta meno … alla mia conta!

10 – L’ultima volta che l’hai fatta/o ridere?
Affy: Quando gli ho ricordato di prendersi un nuovo costume-pantaloncino per il mare. Al precedente aveva tagliato la parte interna bianca traforata (e contenitiva) perché, a suo avviso, stringeva troppo! Il risultato si può immaginare …

Fotograffio: Ieri, ora di pranzo. Compro un bel cocco consigliatomi dal fruttivendolo all’angolo della piazza: “lo prenda che è bello dissetante”. Affy sceglie invece delle pesche succulente. Tornati in ufficio, rigiro il cocco tra le mani in attesa di un’ispirazione che mi suggerisca come aprirlo. Lo giro e lo rigiro, niente da fare, prenderei volentieri  la mira dalla finestra, cocco in mano, verso la frutteria. Affy sbuccia invece con grande tranquillità le percoche :“belle dissetanti ma soprattutto tenere, non come … ” dice sibillina, sottovoce, poi me ne porge diversi spicchi. E lo fa col suo modo di fare … sempre maledettamente … ridendo!

Grazie Carla  

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Apprezzo e ringrazio   Laura   che mi ha nominata per questo insolito tag:

LE REGOLE:

Usare l’immagine
ringraziare chi ti ha taggato
rispondere alla domanda
taggare chiunque tu voglia

LA DOMANDA:

In quale opera d’arte riconosci maggiormente te stesso/un tuo personaggio/un tuo amico?

In quale opera d’arte riconosco me stessa:  mi riconosco in questa opera di un pittore sconosciuto a tutti ma non a me. L’ho conosciuto tempo fa e tra una chiacchierata e l’altra gli ho raccontato della mia Sicilia, di un posto al mare al quale sono troppo affezionata. Un luogo che è arsura in un paradiso d’acqua. Gli ho descritto le casette che scendono a picco sul mare, le barchette a vela che sostano sull’acqua limpida, i gerani e i fichi d’india che adornano i vialetti e le ringhiere. Qualche giorno dopo mi ha regalato questo quadro che mi ha lasciata proprio senza parole, ha dipinto attraverso i miei occhi!

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In quale opera d’arte riconosco un mio personaggio … e chi meglio di lui? Veee …. che bellino!   🙂

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In quale opera d’arte riconosco un mio amico.

Un’opera d’arte? E chi si azzarda! Questo è un mio brutto disegno, lo ammetto, rappresenta indegnamente la “Fontana del Tritone” di Gian Lorenzo Bernini ed io idealmente lo dedico a Fotograffio in tutto il suo splendore … ora va a capire se è lui che non splende o io che non so disegnare!    🙂

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Grazie Laura!  

Nomino tutti i miei amici-blogger a partecipare, non sono proprio in grado di scegliere.

Un abbraccio grande grande da Affy    

Toccata e fuga + due tag

Premessa

Questo fine settimana gli amici volevano andare a una mostra fotografica ed io al lago. L’acqua da sempre mi dà un senso di tregua, di pace fatta. Per loro era ancora presto bagnarsi per sottostare all’ondata di calore, io per non sottostare a quel senso d’intrappolamento che ogni tanto mi prende ho quindi deciso di andare al lago da sola.

Trama

Sulla spiaggia una bella cagnetta munita di collare trotterella senza sosta lungo la riva. Stendo il telo di mare, un pò di crema sul viso e a piedi nudi mi avvicino al bagnasciuga. Scribacchio con un legnetto il mio nome e raccolgo con cautela pigne piccolissime mentre la cagnetta osserva attenta ogni mio minimo gesto. Qualche piuma di gabbiano è sparsa qua e là. Al largo tre ragazzi a bordo di una piccola barca gialla si fermano a pescare, le loro voci mi arrivano distinte, poi fanno un fischio verso la cagnetta fulva che scodinzolando accenna qualche timido passo dentro l’acqua, subito dopo ci ripensa e annusa la sabbia. Capisco che il cane appartiene a uno di loro.

Dopo una manciata di minuti  accade l’imprevisto …

Una famigliola di cigni, padre madre e i loro quattro piccoli, nuotano lentamente sulle acque morbide del lago indisturbati dalla mia presenza ma infastiditi dai movimenti confusionari del cane. Il cigno padre improvvisamente soffia forte, apre le ali come Gesù sulla croce e compie una mossa che non mi aspetto … avanza  veloce verso me e il cane. Sembra camminare sull’acqua, porcapaletta!. I quattro piccoli immergono all’unisono la testa sott’acqua conoscendo l’irascibilità del genitore. I ragazzi sulla barca iniziano a ridere mentre il cigno si avvicina pericolosamente verso la cagnetta fulva che a sua volta si avvicina a me. Mi immobilizzo mentre il cane mi resta accanto cercando riparo a quella furia che sempre più rapida avanza. Un ragazzo dalla barca gialla si getta in acqua e gridando riesce ad allontanare di qualche metro i “leggiadri volatili”. Una volta a riva le presentazioni, qualche frase di circostanza, lega il cane al guinzaglio e se lo porta in braccio fin sopra la barca. I cigni non accennano più di tanto ad allontanarsi, fanno dei piccoli giretti e tornano indietro, sembrano addirittura divertirsi dall’insolito siparietto.

A me non resta che battere in ritirata …

Conclusioni

La prossima volta non storcerò il naso per andare alla mostra!

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Tornata a casa, ho acceso il computer per rispondere a due tag.

Il primo l’ho ricevuto grazie alla cara Trilce:

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Devo dire undici cose su di me:

  1. Mi piace il pistacchio
  2. Nella mia vita ho avuto sia cani che gatti
  3. Colleziono conchiglie
  4. Adoro il cioccolato fondente
  5. Guardo poca televisione
  6. L’Amicizia ha un ruolo fondamentale
  7. Non porto anelli
  8. Mentre parlo al telefono scarabocchio disegni a matita
  9. Mi piacciono gli aquiloni
  10. Sto bene con gli altri ma anche sola con me stessa
  11. Odio l’arroganza e la prepotenza

Queste sono le domande di Trilce:

1. Qual è la tua stagione preferita?

Ehm … ci sono ancora le stagioni? In questo momento tutte, ogni stagione ha il suo tempo migliore

2. L’ultima canzone che hai ascoltata.

Proprio poco fa … “Innuendo” dei Queen

3. In quale percentile più o meno hai letto tutti i libri che hai comprato?

Quasi totale, compro e leggo

4. Cosa mangi per colazione?

Un caffè o thè + due fette biscottate con miele di corbezzolo amaro

5. Scrivi la prima cosa che ti viene in mente.

Ho una sete pazzesca

6. Quali sono i tre scrittori italiani che più ti piacciono.

Me ne piacciono tanti e tra i tanti Roberto Cotroneo, Italo Calvino, Elsa Morante

7. Le tre città italiane che ti stanno più a cuore.

Roma, Napoli e Lipari

8. Ultimo film che hai guardato.

“La meglio gioventù”

9. Un documentario da raccomandare su youtube.

Non saprei raccomandare nulla, però sono legata al seguente documentario di ben sei anni fa:

https://www.youtube.com/watch?v=HDZ1efXSEoY

10, 11… non so cosa domandare.

… io non so cosa rispondere

L’altro tag lo ricevo grazie a Davide.

Questo tag consiste nel mostrare alcune citazioni preferite

  1. I giorni indimenticabili della vita di un uomo sono cinque o sei in tutto. Gli altri fanno volume  (Ennio Flaiano)
  2. E’ facile dire: “Eccomi!” – Bisogna anche esserci  (Stanislaw Jerzy Lec)
  3. Ogni piacere ha il suo momento culminante quando sta per finire  (Lucio Anneo Seneca)

Ringrazio Trilce e Davide per queste nomination. Nomination che giro a coloro che hanno voglia di partecipare.

Un abbraccio grande da Affy    ❤

Mi descrivo con i libri … tag

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Nominata!  Il tag è insolito e senza dubbio originale.    🙂

Ringrazio la cara Laura e passo a descrivermi attenendomi alla sola regola che è quella di rispondere alle domande attraverso i titoli dei nostri libri. Per alcune risposte i titoli sarebbero stati maggiori ma ho scritto il primo che la memoria ha ricordato, quello che galleggiava in superficie, per intenderci …

L’immagine che descrive e correda il tag è stata realizzata da Meli e non è quindi parte del Tag, non c’è un logo rappresentativo, se vi piace potete usarla.

1) Sei maschio o femmina? 

Pelle di Donna”   di Alina Rizzi

2) Descriviti. 

“Lungo cammino verso la libertà”  di Nelson Mandela

3) Cosa provano le persone quando stanno con te?

“Momenti di trascurabile felicità”  di Francesco Piccolo

4) Descrivi le tue relazioni precedenti. 

“Donne che corrono coi lupi”  di Clarissa Pinkola Estés

5) Descrivi la tua relazione attuale.

“Una solitudine troppo rumorosa”  di Hrabal Bohumil

6) Dove vorresti trovarti?

“C’è un’isola”  di Sergio Tinaglia

7) Come ti senti nei riguardi dell’amore?

“Noi due sconosciuti”  di Gianna Schelotto

8) Come descriveresti la tua vita? 

“Il freddo dentro”  di Andrea Foschi

9) Cosa chiederesti se avessi a disposizione un solo desiderio?

“Ricordati di guardare la luna”  di Nicholas Sparks

10) Dì qualcosa di saggio. 

“Punto, a capo”  di Teresa Manes

11) Una musica.

“Il segreto è nelle pause”  di Riccardo Chailly

12) Chi o cosa temi?

“Un solo abbraccio”  di Consuelo Consoli

13) Un rimpianto.

“Le rose che non colsi”  di Gianna Schelotto

14) Un consiglio per chi è più giovane.

“Splendi più che puoi”  di Sara Rattaro 

15) Da evitare accuratamente.

“Ho sposato un deficiente”  di Carla Signoris

A questo tag ho risposto con lealtà e con un pizzico d’ironia e voi siete disposti a fare altrettanto?

Siete tutti nominati!    🙂

Un abbraccio da Affy

Oggi sposi

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Seguo la cerimonia seduta su un banco in un angolo della chiesa. Ho accanto un uomo con i capelli bianchi e la cravatta di raso nera. Il viso sembra scolpito nel marmo, se ne sta immobile con lo sguardo deciso, ha la pelle tesa e non un accenno di sorriso. D’impulso allenta il nodo, io avverto un odore di muschio e tabacco.

Ascolto un’omelia piena di promesse ed è come se volessi ricongiungere una parte smarrita di me, pezzi di un puzzle che sfuggono dalle mie mani. Emozioni incluse, smorzate in gola.

Il  mio sguardo corre sugli sposi, rimbalza da lei a lui come una pallina da tennis schiacciata dalle racchette sul campo di terra rossa. Sbrigativo si spinge verso un dipinto di Cristo appeso dietro la sacralità dell’altare. Percettibile nell’aria è il profumo di rose e gigli. Gli odori possono essere però carezze o incubi. Li colleghi a una persona che hai amato, una situazione che hai vissuto. E poi questa cosa degli odori è più forte di me, ho un naso che non perdona e alla fine traspiro a getti sbandando dentro un buco nero nelle quotidiane collisioni della vita. Mi hanno raccontato che dentro certi buchi neri ci sono finiti in tanti ma poi se ne esce tutti, magari diversi, ma se ne esce. Mi sono ricordata Alessandro, per la prima volta da quando ti odio, che una volta ti amavo. E mi sono sentita morire. Chi subisce ricorda. Con la memoria sono entrata nello spazio ristretto della nostra storia deteriorata. Alzavi le mani con quel tuo modo frontale e crudele di agire, io che dicevo “non ti preoccupare” parlando come ad un malato a cui si cerca di evitare una crisi. Spesso intimavo a Dio di aiutarmi, terrorizzata da quell’abisso che mi circondava. E poi quella spinta voluta, maldestra, raccontata agli altri come una caduta accidentale dalla scala. Un pomeriggio balordo franato sul mio corpo e adesso l’ultimo intervento per restituirmi un’apparente normalità.

L’uomo dai capelli bianchi e la cravatta di raso nera sembra leggere uno ad uno tutti i miei pensieri, ha il respiro affannato per una rabbia inespressa, soffocata nel passato. Mi guarda conciliante, tra noi un’intesa complicata da interpretare, sembra  dirmi senza averne le parole “… non avere paura di volare”.

Guardo i dipinti sul soffitto di questa enorme chiesa, c’è un arciere che tira con l’arco. Mi piace. Io non amo gli sport di squadra dove si ha a che fare con una mezza vittoria e una sconfitta annacquata. Preferisco di gran lunga dar conto solo a me stessa, il che mi pone il più delle volte di fronte a un giudizio doppiamente implacabile perché tra sé  e sé non ce la si racconta.

E nel dar conto a me stessa mi viene in mente la storia di una ragazza borghesemente trasgressiva diventata donna orgogliosa di esserlo.

Storia di una ragazza che aveva sogni semplici, perfetti per la loro assoluta mancanza di problemi.

Tutto andava per il verso giusto e il mondo sembrava essere a portata di mano: gli studi, gli amici, l’amore, il lavoro.

Fino al giorno in cui dal tetto era volata giù una tegola …

L’inferno sulla terra si era costellato all’improvviso di repentine fughe e ritorni alla fede, tanti amici spariti nel nulla, un amore fatto dolorosamente a pezzi nonostante la voglia insaziabile di dare un senso a tutto ignorando gli sguardi di chi non poteva nemmeno immaginare quale guerra stava combattendo in silenzio aggrappata alla voglia di vivere.

Alessandro.

La nostra storia è stata un farmaco mal dosato,  gli effetti sono stati disastrosi. Oggi per te l’inizio di una nuova vita con Veronica inconsapevole di tutto. Chissà se le avrai raccontato la nostra realtà, con le sue incongruenze, le assurdità e infine gli strappi.

Dall’altare il prete invita gli sposi a scambiarsi le fedi. Mi viene da piangere ma non so bene per cosa. Mentalmente auguro a questa unione lunga vita e tanta, tanta felicità.

Accanto a me, in quest’angolo di chiesa,  c’è ancora la presenza di un padre con i capelli bianchi, il viso duro scolpito nel marmo e un odore di muschio e tabacco. La sua voce galleggiando nell’aria mi ricorda che nella vita non ci sono che inizi, che le brave ragazze se proprio non riusciranno ad andare in Paradiso andranno comunque lontano.

Ho sollevato la testa e ritrovato la mia storia. Anche senza fede al dito la vita mi ha regalato un nuovo spazio.

 

L’inferno dei sogni perduti

2016-02-15 07.45.12 - Copia

“Lo zio non potrebbe mai inserirsi nella vita moderna dove non ci sono più avventure né misteri!”

“Ragazzi miei, non è così, l’importante è che non avvizzisca mai il cervello. Tanti uomini sono ancora attivi a novant’anni e sapete perché sono rimasti giovani? Perché avevano dei sogni da realizzare, ricordate che gli unici limiti alle avventure sono proprio i limiti della vostra immaginazione.”

Da piccola avevo le mie piccole ambizioni e sognavo quello che avrei voluto fare da grande: la pianista, l’archeologa, la veterinaria o la pittrice. Dove si è persa quella bambina che trascinata dalla madre a un concerto di musica classica si era innamorata del pianoforte e del suo incanto? Mamma, io voglio fare la pittrice. Ah si … e poi come vivrai? Occorre una stabilità economica, alla pittura penserai in seguito. Che fine hanno fatto i miei sogni? Come avrebbero potuto resistere agli attacchi di tutti quelli che mi circondavano, persone che avrebbero dovuto essere i  miei punti di riferimento. Poveri sogni, smontati e portati talmente lontano da cristallizzarsi. Nessun sogno è sopravvissuto. L’olocausto dei sogni.

Nasciamo in un mondo che crea sogni e viviamo in una società che li uccide. Il paradosso è che tutto ciò che abbiamo intorno è il risultato dei sogni e dell’immaginazione di qualcuno che secoli o decenni fa ha dedicato la sua vita per studiare l’elettricità, la matematica, la musica, la letteratura, il pensiero umano. La società è il prodotto delle passioni di questi uomini. Lo Stato dovrebbe investire sui sognatori, spronarli a realizzare le proprie ambizioni ottenendo lavoratori felici di lavorare per qualcosa di stimolante.

Pensavo a tutto questo solo qualche minuto fa.

Quelle righe in rosso all’inizio del post l’ho ritrovate per caso. Quel discorso io l’avrei voluto sentire da mia madre, da un mio professore, da un ministro. Da chiunque.

Quel discorso l’ha pronunciato invece Paperon de’ Paperoni a Qui, Quo e Qua.

Un personaggio di fantasia. Perché è questo che sono diventati i sogni: fantasie di un mondo immaginario.

Affy

tag: 100 domande e risposte

100-domande-tag

Parlando del più e del meno col mio amico Fotograffio gli ho anche raccontato che sul blog sono stata nominata per un tag e di conseguenza dovrò sottopormi ad un interrogatorio che consta di ben cento domande.

Me tapina … se solo avessi taciuto!   😦

Senza concedermi alcun diritto di replica ha stabilito che nella veste del Commissario Basettoni ci sarà lui ed io con tanto di lampada accesa sugli occhi non potrò sottrarmi alla sua raffica di domande in rapida sequenza e senza interruzioni. E va bene, fingerò di essere a Topolinia e stoicamente subirò l’onta anche se un giorno il modo per fargliela pagare state sicuri che lo troverò …  ahhhh perdindirindina se lo troverò!

Approfitto subito per ringraziare la mitica amica  Bea per questa opportunità e mi siedo sullo scomodo sgabello di fronte al Commissario Basettoni che, comodamente seduto in poltrona, con spirito goliardico ha già in mano l’elenco. Io sono pronta, sotto con il terzo grado, fuoco alle polveri!

1. Qual è il Suo nome?

Io: A fine binario

Comm. Basettoni: No signorina, guardi che qui già si comincia male. Lei deve spifferarmi il suo nome reale altrimenti finisce dritta in gattabuia e badi che non sto affatto scherzando.

Io: Se è per questo non scherzo neppure io Commissario però in rete, e qui siamo in rete, a tutti gli effetti sono “A fine binario”,  nella vita reale potrei chiamarmi Alessandra, Bruna, Carla, Dalila, Enrica, Fabia, Giorgia, Ivana, Letizia, Monica, Natalia, Ombretta, Paola, Romina, Sara, Tania, Valentina o Zaira. Però, per non irritarLa e poichè stanotte voglio dormire nel mio amato letto, tra i nomi sopra elencati c’è anche il mio nome reale.

Comm. Basettoni: Non dovrei venirle incontro ma considerato il notevole numero di domande faccio uno strappo alla regola e metto a verbale la Sua risposta. 

2. Qual è il Suo soprannome?

Io: Affy

Comm. Basettoni: Signorina ma lei ha forse deciso di prendermi veramente per i fondelli?

Io: Giammai, non mi permetto licenze con il prossimo. Provi a spulciare il blog e vedrà che sono stata sincera.

Comm. Basettoni: Guardi Le passo anche questa risposta ma mi riservo di … spulciare – come dice Lei – stasera stessa il suo blog o anche stanotte se del caso. Spero di non trovar pulcette!

Io: Se ne dovesse trovare anche solo una, faccia un fischio che arrivo subito con il “flit” che come ben sa è “l’insetticida che ammazza la vecchia”

Comm. Basettoni: sta insinuando di volermi  … far fuori?

Io: No, sto realizzando la sua parte anagrafica.

Comm. Basettoni: sento di necessitare del mio assistente, l’Ispettore Manetta. Sento la fronte imperlata di sudore e un leggero tremore nelle mani.

3. E’ fidanzata?

Io: No

Comm. Basettoni: Come sarebbe a dire “no”?  Questo mi spiace, posso chiederLe come mai?

Io: Commissario non per sottrarmi alla Sua risposta ma questa non è una domanda inserita nell’interrogatorio.

Comm. Basettoni: Signorina Affy Lei è un pochino insolente o mi sbaglio?

Io: Si sbaglia e pure di grosso ma è perdonabile, errare in fondo è umano.

Comm. Basettoni: ero sicuro … non mi sbagliavo affatto!

4. Segno zodiacale?

Io: Scorpione

Comm. Basettoni: il suo è un segno di ….?

Io: D’acqua, ed io faccio acqua da tutte le parti!

Comm. Basettoni: Santi numi pietrificati, ha forse bisogno di una toilette?

Io: Ma no stia tranquillo, facevo riferimento a ben altre situazioni.

Comm. Basettoni: me ne vuol fare accenno?

Io: non mi sembra il caso in questa sede e durante questo interrogatorio. Erano semplici riflessioni personali.

5. E’ uomo o donna?

Io: Donna

Comm. Basettoni: Mi permetto correggerla, lei è femmina.

Io: Non ne afferro il senso.

Comm. Basettoni: Mi perdoni Signorina Affy, stavolta sono stato io a lasciarmi andare ad una riflessione personale, che non sarà messa agli atti beninteso!.

Io: Chiedo venia ma non ero io l’insolente?

Comm. Basettoni: Mhhhh … oggi sento aria di guai!

6. Colore dei capelli?

Io: Castano scuro

Comm. Basettoni: Vero, si vede benissimo.

la domanda n. 7 non c’è!

Comm. Basettoni: Signorina Affy ha scampato una mia domanda!

Io: Stia tranquillo che pure Lei ha scampato una mia risposta.

Comm. Basettoni: Ancora insolente?

Io: No, sincera.

8. Altezza?

Io: un metro, più cinquanta centimetri, più la testa.

Comm. Basettoni: cosaaa? …  mi vuole spiegare che risposta è?

Io: la misura che hanno rilasciato per confezionare la mia muta subacquea.

Comm. Basettoni: ma alla fine Le avranno pur dato la somma totale.

Io: l’unica somma è stata la spesa occorsa.

Comm. Basettoni: in questo modo non si evince la sua altezza.

Io: però ha appreso la mia passione per il mare.

9. Vorrebbe cambiare il suo nome?

Io: No, perchè dovrei?

Comm. Basettoni: Metto a verbale che apprezza essere chiamata Affy.

10. Ha animali domestici?

Io: No, ma quanto prima tornerò a possederne uno.

11. Fuma?

Io: No, ho provato a fumare una sigaretta all’età di quindici anni ma non mi ha trasmesso nulla.

Comm. Basettoni: sono lieto per questa mancata trasmissione.

Io: non avrebbe dovuto comunque farsene cruccio.

Comm. Basettoni: non ho in simpatia le donne fumatrici.

Io: Le ricordo che è il mio interrogatorio

12. Qual è il suo animale preferito?

Io: gatto, cane, cavallo, pappagallini e riccio.

Comm. Basettoni: ama gli animali come vedo.

Io: Decisamente.

13. Qual è l’ultimo manga che ha letto? 

Io: Crying Freeman

Comm. Basettoni: non conosco l’inglese e non mi piace sfogliare i fumetti dalla parte opposta.

Io: E’ semplicemente una consuetudine orientale.

Comm. Basettoni: Io son cresciuto con Tex, Corrierino dei Piccoli, il Monello e Topolino.

Io: Commissario di quei giornalini ne ho un’intera parete in cantina. Se ha piacere può tornare a rileggerli.

Comm. Basettoni: mi vuole forse corrompere?

Io: Non sia mai, La sto solo invitando a  rinfrescare la memoria con letture del Suo passato. 

14. Ultimo libro che ha letto?

Io:  Ho ri-letto “Lezioni americane” di  Italo Calvino.

Comm. Basettoni: Ne consiglia la lettura?

Io: Assolutamente sì.

15. Ultima cosa che ha bevuto?

Io: Un thè verde.

Comm. Basettoni: Caldo o freddo?

Io: Caldo

Comm. Basettoni: “A qualcuno piace caldo” lo ha visto quel film?

Io: Sì, ho impressa una citazione del film:

“Aspetta da molto?”

“Non importa quanto si aspetta, ma chi si aspetta”.

16. Social network preferito?

Io: Per lavoro Linkedin

17. La pagina web più visitata oggi?

Io: WordPress.

Comm. Basettoni: Le sembrerà strano ma vale anche per me.

18. Ultima canzone ascoltata?

Io:  Don’t Stop Me Now” di Freddie Mercury.

Comm. Basettoni: E’ un gran bel pezzo.

Io: Convengo,  i Queen sono pur sempre i Queen.

19. Ultima volta che ha pianto?

Io: Non ho proprio pianto, qualche giorno fa stavo guidando e mi sono commossa sentendo le parole di una canzone di Fabrizio De Andrè “… Ninetta mia crepare di maggio ci vuole tanto troppo coraggio, Ninetta bella dritto all’inferno avrei preferito andarci in inverno”.

Comm. Basettoni: posso chiederLe la ragione?

Io: Certo, non c’è problema. Maggio è il mese in cui è morto mio padre.

Comm. Basettoni: avverto una certa incrinazione nel timbro.

Io: Per me è sempre un tasto dolente.

20. Ha mai frequentato due persone contemporaneamente?

Io: No

21. E’ stata mai tradita?

Io:

Comm. Basettoni: ci starebbe bene un approfondimento.

Io: Lasciamo stare, in alcuni casi conviene galleggiare.

Comm. Basettoni: usando i braccioli o il salvagente?

Io: Preferisco l’apnea, si soffre per un pò ma poi tutto decanta e si ritorna in superficie pronti per un’eventuale nuova partenza.

22. Ha mai baciato qualcuno e poi si è pentita?

Io: No

23. Ha mai perso qualcuno di speciale?

 Io: Purtroppo sì.

24. E’ mai stata depressa?

Io: Direi malinconica, non proprio depressa.

25. Si è mai ubriacata e poi ha vomitato?

Io: Non a questi livelli, al limite posso essere stata su di giri, leggermente ebbra.

Comm. Basettoni: Avrei voluto vederla.

Io: Mi sarei nascosta al Suo sguardo.

Comm. Basettoni: Non ci sarebbe riuscita.

Io: Insolente.

Comm. Basettoni: Quanno ce vò, ce vò.

26. Elenchi tre colori che Le piacciono:

Io: Arancione, celeste e bianco.

Comm. Basettoni: Come mai questi colori?

Io: L’arancione mi mette allegria, è un colore solare, caldo, luminoso. Il celeste lo trovo rilassante, è un colore che mi fa stare in pace con me stessa. Il bianco è il colore della purezza e dell’attesa di qualcosa che deve ancora arrivare.

27. Quanti anni ha?

Io: Ma è proprio un vizio della vostra categoria legato alla divisa. Quando alla guida mi fermano per un controllo mi chiedono prima la patente e il libretto di circolazione poi  immancabilmente: “come si chiama?”. Ora se Lei ha in mano il mio documento può benissimo leggere la mia età, i miei dati anagrafici e quant’altro.

Comm. Basettoni: Però manca il cellulare.

Io: Tranquillo, ce l’ho sempre in borsa.

Comm. Basettoni: sono tranquillo ma mi sento un cincinino gabbato.

28. E’ nata a:

Io: L’Italia è un Paese meraviglioso. Io ci sono nata e per nulla al mondo cambierei le mie origini e si vi capita di passari di ddà, vi suppricu  ‘unn ‘aviti prescia, firmativi ‘n momentu, ddà c’è u chiù beddu paisaggiu dù munnu.

Comm. Basettoni: Signorina Affy io sono un buttero DOC ma la Trinacria mi affascina!

Io: Mi fa piacere sentire queste parole.

29. Fatto nuove conoscenze?

Io: Nuove conoscenze si fanno continuamente, in ogni campo.

30. Smesso di amare qualcuno? 

Io: Purtroppo sì ma non per questo ho smesso di amare la Vita.

31. Riso fino a piangere?

Io: E’ capitato.

32. Incontrato qualcuno che Le ha cambiato la vita? 

Io: Purtroppo mi è stata cambiata in peggio ma ho superato quel brutto momento.

Comm. Basettoni: Non vado oltre con un approfondimento perchè da una prima sommaria spulciatina sul blog ho captato un post su questa storia, nonostante la Sua capacità di scrivere tra le righe.

Io: Grazie.

33. Capito chi sono i Suoi veri amici?

Io: Sì, sono quelli che ci sono sempre anche quando le cose non seguono una loro logica.

34. Beccato qualcuno che stava parlando di Lei?

Io: No

35. Baciato qualcuno dell’altro sesso?

Io:

36. Quante persone tra i suoi amici di Facebook conosce realmente?

Io: Non sono su Facebook

37. Con quante parla? 

Io: Taccio … non essendoci.

38. A che ora si è svegliata stamattina?

Io: Alle 5:30, come tutti i giorni feriali.

Comm. Basettoni: Ma va a letto con le galline?

Io: No, mai prima di mezzanotte.

Comm. Basettoni: Quindi dorme poco.

Io: Recupero nel fine settimana.

Comm. Basettoni: Mi faccia capire. Gli amici magari l’aspettano per uscire nel weekend e Lei cosa fa? dorme.

Io: Non è vero. La mattina posso svegliarmi più tardi ma poi sono dinamica come sempre.

Comm. Basettoni: E in casa chi fa cosa?

Io: Ma Commissario … non sia insolente.

Comm. Basettoni: Veramente sarei uno che … aspetta!

Io: Attesa non fu mai vana.

39. Che stava facendo la notte scorsa?

Io: Presumibilmente dormivo.

Comm. BasettoniQuel “presumibilmente” lascia intendere qualcosa di ambiguo. Se una donna dorme presumibilmente non fa altro, se non dorme presumibilmente è sveglia e fa altro. Ma è mai possibile che voi non fornite mai risposte chiare, schiette, lineari?

Io: Allora tolga quel presumibilmente e lasci solo “dormivo”.

Comm. Basettoni: E di quel presumibilmente che ne faccio?

Io: Tasto “canc” e lo jetta!

40. Qual è la cosa per la quale non riesce ad aspettare per niente?

Io: Quando ho tempo porto in ufficio da offrire ai colleghi dei biscottini fatti con la pastafrolla e ricoperti con i semini di sesamo, o con la granella di nocciola o di pistacchio. Appena sfornati, caldissimi, io ne assaggio subito uno o anche due … ‘nnaggia non so resistere.

Comm. Basettoni: Per la Banda Bassotti al completo … gallina che non becca ha già beccato! E comunque posso immaginare la bontà di quei dolcetti, l’assoluta fragranza. Mi permetto suggerirLe di trovare più spesso quel tempo … per i suoi cari colleghi!

Io: Per sfamare le loro poderose fauci dovrei stare tutta la notte in cucina.

Comm. Basettoni: Lo faccia, lo faccia, ha tutte le attenuanti del caso.

Io: Insolente

Comm. Basettoni: Bongustaio, direi.

41. Qual è il modello del Suo cellulare?

Io: Samsung 

42. Qual è la cosa che si augura di cambiare nella Sua vita?

Io: Ho un paio di desideri che cambierebbero qualcosina nella mia vita. Prematuro parlarne.

Comm. Basettoni: Me ne parli, curioso sono.

Io: Ma poi non si realizzano.

Comm. Basettoni: Anche questo è vero, dovrò soffrire silenziosamente, ‘na parola.

43. Che cosa sta ascoltando ora?

Io: James Taylor – You’ve Got a Friend, sta passando proprio adesso in radio. 

Comm. Basettoni: é un brano molto dolce, conosco bene.

44. Per Lei, è più importante la salute o il denaro?

Io: Assolutamente la salute. La salute ti regala progetti di vita che altrimenti non prendi in considerazione e sei costretta a vivere poco più che alla giornata.

Comm. Basettoni: Lei ha progetti di vita?

Io: I miei progetti li regalo alle persone care, per il resto mi accontento di vivere giorno per giorno.

45. Che cosa Le dà sui nervi in questo momento?

Io: Non ho nessun valido motivo per essere nervosa. Sono piuttosto calma, al momento.

Comm. Basettoni: speriamo duri fino alla fine di questo interrogatorio.

Io: ... e non siamo arrivati neppure a metà!

46. Cioccolato bianco o nero?

Io: Nero

47. A latte o fondente?

Io: Fondente

48. Ha tatuaggi?

Io: No

49. Ha piercings?

Io: No

Comm. Basettoni: Però ha i buchi alle orecchie …

Io: Se fanno testo, ho i buchi alle orecchie.

50. Ha una cotta per qualcuno?

Io: Al momento no.

Comm. Basettoni: Ha deciso di rimanere con il giglio in mano?

Io: Commissario La trovo sempre più insolente.

Comm. Basettoni: Lei dovrebbe provare a trovare, e basta!

Io: Ma non trovo un tubero.

Comm. Basettoni: Ma non cerchi sottoterra, si guardi intorno, mi vede?

Io: Orpo se La vedo! Un vero spettacolo da circo!

51. Prima migliore amica?

Io: Monica

52. E’ di destra o di sinistra?

Io: Per il momento politico che stiamo attraversando … non sono. Mancano i grandi leader, nessuno ha la dimensione di leader europeo, alcuni nostri politici parlano molto, dicono cose giuste ma poi le dichiarazioni non corrispondono ai fatti. I grandi cervelli non vogliono più entrare in politica e questo è dovuto al fatto che per molti non rappresenta più un’attrattiva come invece costituiva nel passato. Quale esempio può dare un politico quando è capace di cambiare bandiera pur di conservare il suo posto, calpestare ideali e valori discretando l’Italia e accrescendo il malcontento degli Italiani?

Comm. Basettoni: La interrompo perchè non saprei come arginare la Sua piena …

Io: E fa bene Commissario, neppure sul blog parlo di politica.

53. Ha cicatrici sul Suo corpo?

Io: Si, alcune.

Comm. Basettoni: E’ stato un incidente doloroso?

Io: Molto. Con l’aiuto medico e una lunga riabilitazione sono guarita nel fisico. 

Comm. Basettoni: E nell’an…

Io: No, La prevengo, quel dolore sordo resterà dentro per sempre.

54. Il ricordo più bello legato alla Sua infanzia? 

Io: Le passeggiate con mio nonno. La guerra l’aveva vissuta sulla sua pelle e a me, bambina, la raccontava spesso, mi parlava di bombe e granate, di fucili e filo spinato, della grande nostalgia di casa e poi dei suoi amici cari seppelliti nei fossati. Parlava e piangeva e poi mi portava a prendere il gelato al pistacchio. Gli chiedevo di Dio e lui con la mente ormai malata mi rispondeva che era dappertutto, pure dentro il mio gelato. Ed io passeggiavo orgogliosa per il centro della città con quel cono stretto nella mano credendo davvero che lì dentro ci fosse Dio. Nonno mi pregava di non sporcarmi perchè altrimenti mia madre se la sarebbe presa con lui e non ci avrebbe più permesso di uscire insieme, obbediente come non mai ad ogni metro mi fermavo e lui mi puliva la bocca con i fazzoletti di carta votivi.

Comm. Basettoni: immagino abbia tanti ricordi.

Io: Sì, sono veramente tanti.

55. La Sua attuale migliore amica?

Io: Perbacco, sono più di una: Anna, Valeria, Nadia, Daniela.

56. Primo sport a cui ha partecipato?

Io: Una manifestazione sportiva di nuoto.

57. Primo animale domestico? 

Io: Un canarino e un gatto e andavano d’accordissimo. Il gatto si accoccolava ronfando davanti alla gabbietta del volatile come fosse un televisore ed il canarino si rifugiava nel nido. Ogni tanto usciva, svolazzava sull’asticella e si dondolava, il gatto si svegliava e muoveva la testa verso sinistra e verso destra, verso sinistra e verso destra, come fosse un pendolo.

Comm. Basettoni: posso chiedere che fine abbiano fatto?

Io: Sono morti tutti e due di vecchiaia, glielo assicuro.

58. Prima vacanza?

Io: In Tunisia, un bel ricordo.

59. Primo concerto? 

Io:  E chi se lo ricorda. Soprattutto in estate andavo in gruppo ovunque c’era musica.

60. Prima cotta? 

Io: Durante l’adolescenza di un bel ragazzino che veniva a scuola con me.

61. Sta mangiando?

Io: Perchè non mi vede? Non mastico neppure un chewing gum.

62. Sta bevendo?

Io: Ma allora Lei è recidivo … no, non sto bevendo.

63. Sta aspettando?

Io: Ma che domanda è? Comunque, no.

64. Quanti bambini vorrebbe avere?

Io: Uno

65. Vorrebbe sposarsi?

Io:

66. La Sua donna ideale? 

Io: Non prendo a modello nessuna, non ho personaggi da idealizzare.

67. La carriera che ha in mente? 

Io: Si può sempre migliorare ma credo di aver fatta una buona carriera raggiungendo tutti gli obiettivi prefissati.

Comm. Basettoni: può ritenersi oggi soddisfatta?

Io: Assolutamente sì

68. Labbra o occhi? 

Io: Qui faccio una premessa. Mi piacciono gli uomini con la barba e i baffi quindi le labbra in genere si vedono poco. Preferisco comunque gli occhi, specchio dell’anima.

69. Abbracci o baci?

Io: Senza neppure pensarci … abbracci.

70. Alto o basso?

Io: Sono misure che lasciano il tempo che trovano, certo non vorrei perderlo tra la folla.

71. Più giovane o più vecchio? 

Io:  Più vecchio di me, la donna matura prima.

72. Romantico o spontaneo? 

Io: Tutte e due non si possono avere?

Comm. Basettoni: perchè no?

73. Una bella pancia o belle braccia?

Io: Amando molto l’abbraccio opto per le braccia.

74. Sensibile o superficiale?

Io: Sensibile.

75. Storiella o relazione seria?

Io: Relazione seria, la storiella resta fine a se stessa.

76. Provocatore o indeciso? 

Io: Nessuno dei due.

77. Ha mai baciato una persona che non conosceva?

Io: No

78. Bevuto un liquore forte?

Io:

79. Perso gli occhiali o le lenti a contatto? 

Io: Ho perso gli occhiali da sole.

80. Fatto sesso al primo appuntamento? 

Io: No

81. Spezzato il cuore di qualcuno? 

Io: Boh!

82. Avuto il cuore spezzato?

Io: .

Comm. Basettoni: Carneade, chi era costui?

Io: Acqua passata, non macina più.

83. Pianto per la morte di qualcuno? 

Io: Sì, purtroppo

84. Avuto una cotta per una Sua amica? 

Io: No

85. Si è mai ubriacata?

Io: No

86. E’ mai stata arrestata?

Io: No, mai.

Comm. Basettoni: Non lo dica troppo convinta che la fine dell’interrogatorio non è ancora arrivata.

Io: Ussignor!

87. In Lei prevale sentimento o ragione?

Io: Entrambe

88. Avuto una cotta per una persona del Suo stesso sesso?

Io: No, non è accaduto

89. Avuto più di un ragazzo contemporaneamente?

Io: No

90. Detto a qualcuno che lo amava e non era vero?

Io: Non gioco con i sentimenti  e poi c’è il rispetto della persona.

91. Crede in se stessa? 

Io: Si, anche se a volte tutto rema contro.

92. Nei miracoli?

Io:

93. Nell’amore a prima vista?

Io: Si, bisogna però vederci molto bene, è sufficiente mezza diottria che oscilla e l’amore finisce a ramengo.

94. Nel paradiso? 

Io: Non so se definirlo Paradiso, credo ci sia comunque qualcosa ad attenderci.

95. Nel vero amore?

Io: Ci credo.  E’ un grande impegno che si prende in due ma quel cammino insieme, quel bastarsi l’uno all’altra è qualcosa di impagabile.

96. Nel bacio al primo appuntamento?

Io: Perchè no? se c’è chimica …

Comm. Basettoni: ha una provetta?

Io: per far cosa?

Comm. Basettoni: per giocare “Al piccolo chimico”

Io: Insolente

Comm. Basettoni: Sottomesso

97. Negli angeli?

Io: Credo

98. C’è una persona che vorrebbe avere lì con Lei adesso?

Io: Sì. Un’amica che non vedo da tanto tempo con la quale ho mantenuto uno splendido legame, la  vorrei rivedere e abbracciare forte.

99. Crede di piacere a qualcuno? 

Io: Boh!

100. Si è rotta di rispondere a queste domande?

Io: Assolutamente no, Lei è stato un Commissario abbastanza clemente!

E a tratti insolente!     🙂

Fotograffio ed Affy ringraziano Bea e chiunque di Voi ha avuto la pazienza e la forza di leggere fin qui, a tutti il nostro grazie sincero!      ❤

Se avete piacere di sottoporvi all’interrogatorio il Tag è per Voi.

Cambio stagione nell’armadio tag

img_2894La cara Laura ancora una volta mi ha taggata!    🙂

Si parla di cambio di stagione nell’armadio e dato il clima capita proprio a fagiolo. Vediamo quali sono le regole:

Le regole per partecipare sono semplici :
1-  Citare il blog che ha ideato il Tag che è della mitica Viola: Opinionista per Caso2 Viola (https://violetadyliopinionistapercaso2.wordpress.com/2016/04/07/cambio-stagione-nellarmadio-tag/ );
2- Rispondere a sette domande dell’intervista del tag e se volete illustrate le risposte con foto a vostro piacimento;
3- Ringraziare il blog che vi ha taggato con un post nel blog (Laura)
4- Taggare dieci ( FASHION) bloggers e avvisarli.

Via con le domande:

1- La sera quando torni dal lavoro, cosa fai di solito appena entri a casa, fai cambio dei vestiti e li appoggi in una sedia che hai in camera da letto oppure li metti nel bidone della biancheria sporca?

“I vestiti da lavare finiscono nell’apposito cesto della biancheria, non appoggio nulla né sulle sedie (che non ci sono nella camera da letto) e né sul letto stesso.”

2- Hai mai litigato con tua madre, convivente o marito perché lasci sempre i vestiti in giro?

“Avrei potuto litigare con mia madre per mille e mille motivi ma non per il disordine perché sono piuttosto ordinata, non lascio in  giro per casa abiti, borse o scarpe, tutto ha una propria precisa collocazione. Invece del convivente o marito ohibò se ne devono esser perse le tracce … che li abbia lasciati in giro? ”    😯

3- Ti piace l’armadio che hai? Se la risposta è si ci puoi raccontare il motivo

“L’armadio che ho è un armadio che ho scelto e quindi mi piace. E’ composto da diverse antine, cassetti e cassettini, spazi personalizzati.”

4- Condividi l’armadio con qualcuno ? Se la risposta e si ci puoi dire con quale familiare o convivente?

“L’armadio è tutto per Affy, ci spaparanzo dentro in lungo e in largo tutto il vestiario non dovendo condividere con nessuno e credetemi … son soddisfazioni!”.

5- Quante volte all’anno pulisci l’armadio?

“Non le ho mai contate ma di tanto in tanto armata di tutto punto parto all’attacco e igienizzo”

6- Quando apri l’armadio qual è il tuo profumo preferito che usi per esso : lavanda, vaniglia o mela verde?

“A me piace l’odore del pulito, poi ci sono sacchettini profumati generalmente alla vaniglia”.

7- Riesci a tenere sempre in ordine il tuo armadio?

“Sì, l’ho detto che sono ordinata”.

Credo di aver risposto alle sette domande.

Grazie Laura    🙂

Almeno dieci bloggers che mi seguono spero di conteggiarli, mi manca solo sapere se sono fashion, garantisco però che mi vanno già molto bene così! Tu che hai letto questo post sei forse fashion? E allora non indugiare, prendi e scappa … no, non fare il solito furbino … prendi immagine, domande e vai sul tuo blog, fai un copia e incolla e fammi sapere del tuo cambio di stagione nell’armadio, sono curiosa di leggere.

Un abbraccio a tutti    ❤

Opere d’arte in un guscio …

Sono qui  in un angolo di terrazzino tra mura imbiancate di calce, sulla parete un orologio in pietra con le cifre romane. Tutt’intorno la valle è coperta da ulivi polverosi, rigata da luci di lontani paesi.

Seduta tra queste pareti compongo assorta la magia del momento. Magia presto interrotta da un lieve e quasi impercettibile “toc”, rumore breve di qualcosa appena venuto giù dal pesco in fiore. Corro a vedere. La luna di cera illumina un piccolo guscio d’uovo caduto a terra.

Un uovo.guscio d'uovo

Proprio in rete c’è chi è capace di trasformare le idee in realtà. Idee che viaggiano  sulle ali di una creatività senza pari.

E sono proprio le uova le grandi protagoniste di tutti gli articoli, uova che diventano straordinari personaggi regalando emozioni infinite. In ogni storia c’è un pezzetto d’incantevole vita perfettamente interpretata e cucita addosso con passione, audacia e intelligenza da un sapiente artista.

Questo è il simpaticissimo   blog   che racchiude in sè la parte migliore di un uovo!   😉

Un abbraccio a tutti

Affy

Buona Pasqua … a noi!

Un lieve frullo d’ali e una colomba si è poggiata sulla mia tavola.

Su di essa ci sono tre pulcini, due con il cappellino rosso e blu che dondolano e vacillano in un equilibrio precario ed il terzo dentro un piccolo nido ancora stretto tra il guscio dell’uovo.

Il mio pensiero è per voi.

Auguri cari Amici, vi abbraccio forte    ❤

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Arriva Pasqua – tag

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La cara Laura ha creato un tag per ricordarci che Pasqua sta arrivando.

Sta arrivando? 😯 orpo, ha proprio ragione! Nel ricordarcelo mi ha nominata ed io per questo la ringrazio.

Anche la cara Carla mi ha nominata e quindi ho un doppio ringraziamento da fare. Grazie Carla.

Le regole per partecipare sono:

Menzionare il creatore del tag: Racconti dal Passato;
Ringraziare chi vi ha nominato;
Usare l’immagine allegata, o se non usate immagini nel blog linkatela;
Taggare almeno altri cinque amici.

Queste sono le domande e di seguito le mie risposte.

Senti la Pasqua come ricorrenza religiosa oppure ti piace semplicemente il periodo di festa?

“Una non esclude l’altra. Sento la ricorrenza religiosa e mi piace il periodo di festa, un fine settimana più lungo del normale, avrò più possibilità di far cose, di rilassarmi, di dedicarmi a qualcosa rimasto indietro da tempo. E soprattutto ad oziare … ecco, l’ho detto!”

Festeggerai Pasqua oppure festeggi qualche altro tipo di festa in primavera legata alla tua religione? Se sì quale?

“Festeggerò, qualche cosa farò. Temo e spero.”

Come pensi che festeggerai Pasqua? Un pranzo in famiglia? Segui il detto Natale con i tuoi Pasqua con chi vuoi? Una mini-vacanza approfittando del lunedì di Pasquetta? Raccontami i tuoi progetti!

“Se avessi progetti ti inviterei a star seduta accanto a me e ti racconterei tutto. Invece niente pranzo in famiglia nè una mini vacanza. Dovrò accontentarmi di tre giorni in completo solitario relax a meno che, all’ultimo momento … okay … rimaniamo che se t’invito a sederti è proprio buon segno!”

Lunedì di Pasquetta: Relax in casa o gita sui prati con gli amici?

“Completo relax e deve intendersi sia in casa che in gita con gli amici. Niente sfacchinate che ogni anno si fanno scarpinate per cercare un fazzoletto di prato libero che libero non è perchè alla fine c’è sempre una ruota di macchina o una gamba di qualcuno che ti precede e tu non hai voglia di star lì a discutere in un giorno di festa e fai buon viso a quell’improvvisa nuova famigliola o gruppo di amici ritrovandoti a condividere tutto a cominciare dalla tovaglia a quadretti rossi ed al cestino del picnic. Riempi piatti e bicchieri, servi portate e panini, distribuisci dolci e sorrisi ed in testa hai un’unica domanda “ma chi me l’ha fatto fare?” e di nascosto sogni il tuo bel canapè con la stoffa a fiorellini rimasto orfano. Poi ti fai prendere dall’allegria e accetti quel bicchiere di vino rosso che qualcuno ti offre e così passa la malinconia e pure la Pasquetta.

Aspetti più l’uovo di Pasqua o la colomba?

“Aspetto una colomba con il ramoscello d’ulivo nel becco e un bell’uovo avvolto nella carta argentata stretto tra le sue zampette … però mi sembra di chiedere troppo e allora non mi aspetto niente. Quel giorno ciò che arriva mi prendo!”

L’uovo di Pasqua? Cioccolato bianco, al latte o fondente? Oppure quello della Kinder? Qual è il tuo uovo di Pasqua ideale?

“Il mio uovo di Pasqua ideale è al cioccolato fondente con le nocciole. E che sia soprattutto di buon peso!”

Decori la tua casa per Pasqua? Se sì e hai voglia ci fai vedere come?

“Non decoro la casa però ho diversi piccoli pulcini gialli finti che, eretti sulle loro zampette,  dispongo in bella vista su alcune mensole. Devono essere però pulcini bellicosi o troppo allegri perchè categoricamente dopo un paio d’ore li trovo stramazzati, piegati su un fianco con le zampe a mezz’aria. Sono giunta alla conclusione che o si dichiarano guerra fra loro e i più deboli soccombono oppure si raccontano qualcosa d’ilare e sganasciandosi si catapultano dalle risate. La media per ogni cinque pulcini è che due restano in piedi e tre s’imbarcano di lato (… ed io passando raddrizzo la scenografia!)”

Che sorpresa vorresti trovare nell’uovo di Pasqua? (realistica e desiderio).

“Realistica? un altro uovo dentro (tipo matrioska, quell’insieme di bambole) così non resterei male ma piuttosto sorpresa e poi, diciamocelo,  due son meglio di uno! A proposito di sorprese ricordo con angoscia il Tamagotchi che mi costrinse a diaboliche alzatacce notturne per dar da mangiare, coccolare, accudire un cagnolino. Il mio cagnolino. L’avevo preso talmente a cuore che quando una notte febbricitante non mi alzai per prendermi cura di lui la mattina lo trovai esanime … ci rimasi troppo male. Mi era morto il cane, diamine, ero a pezzi …

Desiderio? Poc’anzi avevo scritto che il mio uovo di Pasqua ideale dovrebbe essere … ehmmm … soprattutto di buon peso. Non vorrei per questo apparire ingorda ma come entra la mia ipotetica “mezza mela”  dentro un misero ovetto da 150 – 200 grammi! E adesso nessuno azzardi che mezza mela del Trentino in quell’uovo c’entra perchè potrei addirittura far collera. Non ho nulla contro le mele del Trentino ma non sono mica contorsioniste … e ho detto tutto!”

Un’immagine che ti ricorda la Pasqua.

“Il pulcino frastornato che sbuca dal guscio dell’uovo, il coniglietto bianco sul prato, le campane che suonano festose, le rondini che volteggiano nel cielo, l’albero di pesco e ciliegio in fiore … e la pastiera che poi è la prima immagine suvvia che mi è venuta in mente.”

Mangerai l’agnello o sei contrario?

“Maddai …  povero dolce agnellino! E’ un piacere sentirlo belare e  per quanto mi riguarda “è salvo!”

Non taggo altri. A Pasqua sentitevi liberi di fare ciò che volete, come volete e con chi volete!

Ancora grazie a Laura e a Carla.   ❤

Un abbraccio grande a Voi tutti.   😉

Diciannove marzo

La cara Bea mi ha dedicato a sorpresa un post ricordando il legame indissolubile che mi lega al mio papà e questo pensiero mi ha fatto molto piacere.

Poi aprendo un pezzetto di cuore ha raccontato la vena artistica e creativa di suo padre Carlo espressa attraverso bozzetti, poesie e racconti. Un Papà capace di trasmettere diversi valori alle proprie figlie e di quei valori oggi Bea è la consegnataria. Grazie alle sue tenaci radici è infatti un’ottima fotografa, amante dei viaggi e della buona cucina e di queste esperienze si nutre con penetrante delicatezza il suo blog.

Con Bea divido l’abitudine di buttar su carta, di tanto in tanto, pensieri e sentimenti. E qualche disegno, stralci di frasi e parole. Parole che scrivo a mio padre. Gli racconto di me, della donna che sono diventata, il mio entusiasmo per le piccole cose e per l’accettazione di alcuni compromessi necessari per mantenere buoni rapporti con la vita.

Stasera però voglio raccontargli dell’empatia che mi lega a Bea.

E dirgli “tanti auguri Papà”.  ❤

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Palline spinose

Folate di vento fanno oscillare le fronde degli alberi.
E’ in quel momento che li vedo scendere dall’abitacolo di latta leggera.
Sandra lascia lo sportello spalancato e viene verso di me con Luca in braccio. Ha un impegno imprevisto ed io mi sono offerta di tenerle il bimbo. Passano tre o forse quattro secondi e il piccolo vola tra le mie braccia, accenna un breve sorriso, mi osserva con lo sguardo animato tra un misto di stupore e curiosità.
La mia amica si allunga di slancio a darmi un bacio su una guancia come se si trattasse di scappare via ed io entro in casa con Luca ancora stretto tra le braccia.
“Cosa ti piacerebbe fare?” gli chiedo passandogli la mano sopra la testolina riccioluta.
“Ascoltare un racconto” mi risponde subito, poi mi guarda con il capo inclinato e lo sguardo buffo.
Un racconto ….
E mi viene in mente chi ha un fantastico modo di raccontare, con pochi passaggi crea immagini vivide e precise. Accendo il computer e sul blog di Gianni cerco il racconto di Bob, un tenero orsetto con il suo carico di energia e vitalità.
Inizio a leggere e  Luca mi ascolta incantato. Io mi incanto nel guardarlo.
Quasi alla fine del racconto lo scrittore definisce il porcospino Marcello ed i suoi fratellini “palline spinose”. Luca si anima con uno spirito di sfida.
“Zia Affy mi disegni le palline spinose?”. Ha una determinazione che non mi aspetto.
Prendo un foglio e una penna, lui mi guarda fissa, in un lampo abbozzo un disegno. Accelero e poi rallento con la penna in attesa della sua approvazione.2014-07-31 18.41.15
Quando glielo consegno avverto un’onda di gratificazione che gli sale da dentro. Batte le mani contento per quella piccola cosa, gli occhi gli brillano, si alza in piedi e a me fa venire una voglia terribile di abbracciarlo ancora.
Poco fa è andato via con Sandra. Mi ha dato un bacio prima di sparire dalla porta.
In mano aveva il disegno delle “palline spinose”.

p.s. Ringrazio Gianni per aver regalato con il suo racconto un fantastico pomeriggio a Luca.

Quattro valigie, infiniti ricordi

20151231_170636-1 - Copia - CopiaIn cantina ci sono quattro valigie.

Questa mattina ancora sonnolente ho preso un caffè e sono scesa là sotto per riordinare un pò. Ci sono scaffalature allineate in buon ordine e contenitori nei quali cercare, riconoscere, scoprire. Un lavoro piuttosto noioso da fare in questa domenica soleggiata ed il primo pensiero è stato quello di lasciar perdere per pensare ad altro.

Poi … lo sguardo è finito in quell’angolo nascosto che come sempre mi zavorra e in un attimo ho ritrovato nell’anima i tuoi infiniti racconti.

Guardo le tue valigie chiuse da tanto tempo, armeggio intorno con difficoltà ma alla fine riesco ad aprire la più piccola.

Il cuore accelera il battito come quando dopo cena io e te restavamo soli e la cucina si popolava di immagini. Fotografie di uomini in divisa grigioverde dal cui bavero emergeva, umano e amichevole, il viso. Di alcuni di loro, anche se piccola, avevo imparato a memorizzare il nome di battesimo: Alberto, Mario, Eugenio.

Ti vedevo sai, seduto sulla sedia, piangere sommessamente. In certe circostanze anche un nonno poteva piangere. E non era debolezza di donnicciola ma intima profonda commozione per la storia passata attraverso una strada tortuosa dove uomini e bestie giacevano alla rinfusa.

Mi ricordo che mi raccontavi di una canzone che cantavate spesso al Circolo Ufficiali. La cantavate un pò tutti, chi più forte, pensando al combattimento del giorno dopo, chi a fior di labbra pensando agli occhi di Anna splendenti alla pallida luce della luna, là nel giardino di casa.

… un pò di luna

un pò di mare

un pò di navi

da conquistar …

Tu pizzicavi forte sulla chitarra ammiccando a Mario che cantava a squarciagola con un bicchiere di vino in mano.

Poi il cielo si era riempito di nuvolette ed i colpi erano diventati fitti, il sole si era oscurato sotto il fumo delle esplosioni ed era stato un inferno di colpi e scoppi. Mario era caduto.

Al Circolo la sera dopo gli Ufficiali erano in piedi, bevevano in silenzio, un silenzio troppo lungo per essere sopportato. Avevi preso la chitarra e piano piano avevi cominciato a pizzicarla. Solo la musica usciva piano

… un pò di luna

un pò di mare

ma non c’era nessuno ad accompagnare le tue note. Ed allora continuando a suonare provavi a cantare a fior di labbra

… un pò di luna

e pensavi agli occhi di Anna splendenti alla pallida luce della luna, ma c’era qualcosa che ti serrava la gola, che ti impediva di cantare. Abbassavi lo sguardo, posavi la chitarra e con un mozzicone di matita appuntavi qualcosa sul diario.

“…  stanotte ho perduto Mario, il mio migliore amico, un ragazzo dai capelli liberi sulla fronte alta, gli occhi neri e le gambe dagli stinchi magri. E’ morto sotto un cielo pesante, qua e là screpolato così come si trova negli affreschi del Carmine. Io sono qui, sono vivo, da un momento all’altro potrebbe toccare a me.”

Invece sei tornato a casa e mi hai condotta per mano nei primi difficili passi della mia nuova vita. Hai illuminato la mia infanzia tra affetto e ricordi ed io avrei dato un braccio per te.

Nei tuoi racconti i soldati camminavano sempre, andavano avanti anche quando altri soldati sostavano sfiniti o giacevano immobili sulla terra illuminata dai bagliori delle granate. Quelli che tornavano, decimati e stanchi, si mettevano ricurvi, accartocciati come foglie d’autunno e scrivevano a casa con un mozzicone di matita.

Quella stessa matita con la quale hai scritto tanti diari oggi conservati dentro questa piccola valigia dove c’è anche un giocattolo dei vecchi tempi, una scimmietta con il muso di legno che grazie ad una carica meccanica suona un tamburo. E’ appartenuta a te, Nonno. Provo a girare la manovella di ferro collocata sul ventre e quest’animale spelacchiato, con in testa un cappuccio di panno rosso,  dimenandosi comincia a battere ritmicamente il tempo.2016-02-21 15.16.12

Giro ancora una volta la chiave metallica sulla pancia della scimmietta.

Tatatata … tatatata … tatatata …  la riconosci Nonno? chissà se lassù ti arriva il suono del suo tamburo.

Chissà …   🙂

Mythological book tag

Il tema della mitologia è lo spunto per un nuovo tag!   😉

La cara blogger    Bianca

mi ha lanciata la palla ed io l’ho presa al volo. Accetto la sfida, la ringrazio di cuore ed ecco le domande:

Zeus: un autore del quale avete tutti i libri.

Non ci penso un attimo, di lui ho tutto e vorrei avere anche quello che non ha scritto: Ernest Hemingway. Spaccati di vita dentro i suoi romanzi diventati ben presto autentici capolavori. Una scrittura originale, a tratti semplice, ben scandita e mai ridondante frutto di una personalità complessa, evidentemente tormentata ed inquieta. I suoi romanzi mi hanno regalato emozioni impagabili.

Era: il personaggio più vendicativo

Mi viene in mente Heathcliff – Cime Tempestose di Emily Bronte – un personaggio complesso con una dose di crudeltà.

Ade: il vostro personaggio preferito che l’autore ha mandato all’altro mondo

I passi dell’amore di Nicholas Sparks. Già … la leucemia ha portato via Jamie sul più bello quando tanti ostacoli sono stati superati e a Landon non resta che vivere tra i ricordi del suo amore. Ogni tanto gli scrittori lasciano morire i personaggi più amati e ci troviamo a chiudere il libro con qualcosa d’irrisolto, un magone difficile da digerire!

Efesto: il romanzo distopico che più vi ha appassionato

“Tempo fuor di sesto” di Philip K. Dick. Ragle è un personaggio fuori dal contesto di una famiglia “modello” al quale accadono misteriosi imprevisti che solo alla fine daranno un senso alla storia.

Dioniso: un libro che vi ha fatto divertire

“Soffocare” di Chuck Palahniuk. La storia di Victor, universitario fallito che con un abile insolito stratagemma riesce a pagare la retta ospedaliera della sua anziana mamma. Orpo … ancora rido!

Eros: la coppia più passionale

Difficile non cedere alle lusinghe di “Orgoglio e Pregiudizio” di Jane Austen!

Ares: il libro più macabro/che vi ha spaventato di più

Amo gli animali e questo libro mi ha particolarmente colpita: “Il gatto nero” di Edgar Allan Poe. Il povero Pluto … un gatto che ha conosciuto la vera bestia che vive nell’uomo. Nun si fà accussì …

Afrodite: la copertina più bella

Sono tante a dire il vero e non ultime quelle degli amici blogger: Laura, Massimo, Enrico … veramente belle! In questo preciso momento se chiudo gli occhi vedo la copertina di “Dago Red” di John Fante, quel cielo nuvoloso e quelle mollette ben allineate sul filo, la trasparenza del bucato … mi sembra di sentire anche un leggero vento!

Ermes: un libro dal finale inaspettato

“Nella morte del padre” di Luca Bettega, un finale completamente diverso dalle mie aspettative.

Atena: il Protagonista che vorreste come amico/consigliere

Penso a Mack del romanzo “Il rifugio” di W. Paul Young. Mi sarebbe proprio piaciuto incontrarlo, magari dentro quel rifugio e parlare a lungo con lui per sentirmi addosso la sua stessa rabbia e il suo stesso dolore per poi trovare il coraggio di andare oltre e cercare la felicità attraverso la verità.

 Artemide: la/il protagonista più imprevedibile

E chi meglio di Arturo Bandini del romanzo “Chiedi alla polvere” di John Fante? Arturo un uomo in perenne contrasto tra pensiero e azione, imprevedibile come pochi.

Il bello di questo gioco è che non ci sono regole per le nomine. Invito a mia volta  Laura e Laura  a partecipare!

Un bacione a tutti!   

Premio Dardos e Tag “30 Beauty Questions”

Ringrazio di cuore

Silvia

Laura

per aver pensato al mio blog per questo riconoscimento.premiodardo

“Il Premio Dardos venne assegnato per la prima volta nel 2008 dallo scrittore spagnolo Alberto Zambade a 15 blog da lui selezionati. Da allora questo premio si sta diffondendo in tutto il mondo e rappresenta un riconoscimento ad ogni blogger per il proprio impegno a trasmettere valori culturali, etici, letterari e personali.”

“Che dire? E’ un progetto ambizioso quello di voler trasmettere agli altri anche uno solo di questi valori, da parte mia posso metterci tutto l’impegno possibile ma siamo sicuri che basti?”     😉

Una volta ricevuto il Premio, bisogna seguire le seguenti regole:
Mostrare l’immagine del premio 
Ringraziare chi ti ha nominato     
Nominare 15 bloggers avvisandoli tramite messaggio.


Inoltre ringrazio ancora Lei

Laura

per avermi nominata con il tag “30 Beauty Questions” e com’è ovvio sono adesso trenta le domande a cui dovrò rispondere, nè una di più e nè una di meno:

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1. Qual è stato il tuo primo prodotto make up?

E chi se lo ricorda? Se provo a fare uno sforzo di memoria direi un burro di cacao colorato, un simil rossetto che di buono aveva solo il sapore di fragola.

2. Qual è il tuo mascara ideale? Ne hai trovato uno che soddisfa le tue aspettative?

Diorshow Black Out. Di ideale non ha nulla, è un soddisfacente mascara, fa il compito che deve.

3. Il tuo fondotinta che tipo di coprenza deve avere?

Deve rendere l’incarnato compatto possibilmente senza darlo troppo a vedere.

4. Brand High End preferito?

Dior

5. Qual è il brand cosmetico che hai sempre voluto provare e non hai ancora provato?

Credo di aver sperimentato tutto quello che m’incuriosiva.

6. Brand Low cost preferito?

Mi piace spaziare qua e là soffermandomi spesso da Kiko Cosmetics.

7. Indossi le ciglia finte?

Vade retro Satana! Marò … solo per aver letto, ho sussultato. Quelle parentesi tonde sfrangiate, attaccate agli occhi non fanno proprio per me. Flap, flap e magari una penzola e viene giù sul più bello!

8. Qual è il prodotto cosmetico/beauty con il quale non esci mai di casa senza averlo indossato?

Posso uscire di casa tranquillamente senza cosmetico/beauty e se ho fretta è quel che avviene. Per non sottrarmi alla domanda però direi il fondotinta.

9. Qual è il prodotto beauty che ami di più?

Mah … la cipria. Per l’odore.

10. Quanto spesso acquisti prodotti il make-up? Acquisti un po’ alla volta o tutto insieme?

Entro in profumeria per l’acquisto che ho in mente, una volta dentro non saccheggio gli scaffali anche se ho provato questa “sensazione” ed ho resistito … a metà.

11. Hai un budget o spendi in libertà?

No, nessun budget. Se ho necessità di acquistare un prodotto tranquillamente lo acquisto.

12. Utilizzi i buoni sconto o i coupon quanto acquisti il make-up?

Nessuno dei due.

13. Qual è il tipo di prodotto che acquisti maggiormente?

Fondotinta.

14. C’è un brand che proprio non sopporti?

Ciò che non sopporto lo evito e quindi non c’incrociamo.

15. Cerchi di evitare prodotti che contengono parabeni e solfati?

Non è così facile. Quando un prodotto ammicca dalla vetrina difficilmente confessa il triste contenuto. Generalmente gli ingredienti li leggo a casa, dopo l’acquisto, un pò tardi vero? Tutta colpa del bugiardino!

16. Qual è il tuo posto preferito per acquistare il make-up?

La profumeria accanto al mio lavoro. Ci passo davanti un paio di volte al giorno, quando sono in sede, ed è una bella tentazione.

17. Ami provare nuovi prodotti skincare o ti affidi alla solita routine?

Mi affido allo solita routine.

18. Marca preferita per i prodotti corpo?

“Benessere dei sensi” della Collistar o I Coloniali, possibilmente alla mirra.

19. Se potessi acquistare da un unico brand, quale sarebbe?

C. Dior.

20. Qual è secondo te il brand che ha il packaging migliore?

Guerlain. Ultimamente apprezzo anche il packaging dei prodotti Benefit, lo trovo divertente.

21. Qual è la celebrity che secondo te ha il make-up più curato?

Una celebrity dovrebbe rispettare il suo pubblico presentandosi con un make-up sempre invidiabile altrimenti è una celebrity dozzinale. Ed io non ho neppure una celebrity da nominare.

22. Fai parte di qualche community online?

No, proprio nessuna, spero non sia grave.

23. Beauty Gurus preferite?

Ma piffavuri … amo così tanto sbagliare da me!

24. Ti piacciono i prodotti versatili come ad esempio le tinte adatte alle labbra e alle guance?

No.

25. Come te la cavi con l’applicazione del make-up?

Ussignor … prove circensi non ne ho mai fatte! Me la cavo quanto basta … come il sale nelle ricette di cucina.

26. Usi il primer per il trucco occhi?

No.

27. Quanti sono i prodotti per capelli che usi giornalmente?

Ho i capelli lunghi che giornalmente spazzolo, senza prodotti particolari. E odio la lacca.

28. Cosa applichi prima il correttore o il fondotinta?

Non uso il correttore.

29. Hai mai preso in considerazione il fatto di frequentare un corso make-up?

No assolutamente.

30. Cosa ami del make-up?

Indubbiamente migliora l’aspetto. Da usare a piccole dosi, però …

Per il premio Dardos e per il Tag “30 Beauty Questions” lascio libertà a chiunque mi segue di cimentarsi.   🙂

Un abbraccio grande

Affy

Forza, magia e poesia degli anni ottanta

016Milano, 21 giugno 1985. Stadio Meazza San Siro.

Dentro quella folla oceanica e incontenibile c’era pure mio padre.

Un leggendario concerto dal vivo, un lasciapassare verso la gloria definitiva.

Sul palco un grande mattatore trascinante e carismatico solo a tratti controverso.

Qualche anno fa seduti su una panchina di una stazione abbandonata alcuni dei suoi brani di epica vitalità li abbiamo cantati insieme, tenendoci la mano. Sguardi complici, occhi di padre in figlia.

La musica era una sua grande passione ed ora come allora ricordo l’entusiasmo vivo presente nella voce.

E’ solo uno dei nostri momenti che mi porto dietro e ne parlo ogni volta con pudore per paura che possa farsi sfocato.

Adesso sembra che ci siamo, c’è in programma un concerto del Boss, a Roma.

… forse non lo sai Papà ma quando ti sei fermato tu ho continuato io. Ho portato con me il tuo entusiasmo e la tua passione. E al concerto di Bruce, non temere, io ci sarò.   🙂  

Affy

La forza di un filo sottile

Ci sono giorni in cui sarebbe saggio svegliarmi, annusare l’aria e tornare a dormire perchè c‘è qualcosa che assorbe continuamente il pensiero e che mi lascia, come si può dire, sospesa, a cavalcioni della mia stessa vita con un piede nella fossa e l’altro ancora infilato nell’utero.

Certi giorni però iniziano bene.

Questa domenica è stato Roberto, con quel modo fantastico di raccontare attraverso i disegni, a offrirmi un punto di appoggio. Mi ha lasciato il tempo di credere grazie alla forza di un filo sottile che “a fine binario” non esiste più.   🙂

Grazie di cuore Roberto.

Grazie Marussia.


img_9995Roberto mi vede così …

E dopo il Natale, dietro l’angolo, il Capodanno.

Lapilli di ogni colore sono pronti all’orizzonte per salutare il nuovo anno. La musica ha un volume esagerato e allora si esce fuori, nel freddo. E fuori sventolano bandierine, fazzolettini e gonnelline.
Una pioggerella di tacchi invade le strade, le voci si accavallano e si scavallano tra urletti e cinguettii di parentele sparpagliate, tutti con qualcosa da raccontare, storie che si perdono cadendo dalla memoria.
Dentro la villa si volteggia reggendo vassoi, moltiplicando caraffe e bicchieri. La terrazza è piena di gente. Sento chiamare il mio nome, qualche coro già esplode in lontananza.
E’ tempo per me di andare.
Auguri, auguri di cuore a voi che vi trovate all’altro esatto capo della mia stessa storia.
Spero domani di ritrovarvi tutti.   🙂
Affy

Tag: perchè ho aperto un blog e wishlist natalizia

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E’ stata Marisa a nominarmi per il tag “perchè ho aperto un blog” ed io la ringrazio pubblicamente.

Come spesso racconto non ho aperto io questo blog ma alcuni cari amici che sollevandomi di peso mi hanno catapultata a bordo di un treno fermo su grigie rotaie di una stazione qualunque. Forse un loro modo silenzioso per coccolarmi con dedizione oppure liberarsi impietosamente di me.

Generalmente se si pensa alla rete si accosta facilmente il pensiero ad un veliero, ad una barca che scivola sull’onda ma pur sapendo del mio sviscerato amore per il mare loro hanno scelto binari e carrozze per questo mio viaggio virtuale o come preferisco dire “a distanza”. Se potessero parlare direbbero che sono stata io un mattino a confessare la malinconica sensazione di sentirmi “a fine binario” ed è da lì che prendendo insieme un caffè tutto è cominciato.

Mai avrei potuto immaginare che da quella laconica risposta avrebbe visto luce un blog, mai avrei pensato che un giorno su di esso avrei lasciato andare in libertà i miei pensieri. L’intento che riconosco oggi a questo mezzo è quello di assorbire uno stato d’animo capace di evocare un passato superstite che integra la mia esistenza senza perdere per questo di vista il presente.

Grazie Marisa!  🙂

E passiamo al secondo tag.

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Ringrazio il blog creatore del tag Mercury Makeup  e  Francesca che mi ha nominata per la “Wishlist natalizia: cosa vorresti trovare sotto l’albero?”. Io di cuore la ringrazio per avermi offerta l’opportunità di tirare la giacchetta al caro Babbo Natale.

Già … perchè io a Babbo Natale due anni fa avevo scritto una letterina rimasta inevasa come la richiesta di Francesca di ricevere un cagnolino. Quel paciarone d’uomo non ha caricato sulla slitta nè il cucciolo di cane per lei nè un’aspettativa migliore per me … però, caro Babbo Natale, se per caso ti trovassi con le tue renne a passare dalle mie parti, la letterina è ancora qui e te la ripropongo proprio come ha fatto Francesca con la sua richiesta.

“Caro Babbo Natale sei arrivato finalmente!

Mettiti comodo davanti al caminetto, la teiera fumante è sopra il tavolo, coraggio, puoi riprendere  fiato.

Lo senti?  è il crepitio della legna. Le renne sono al sicuro in mezzo alla campagna e la tua slitta è custodita nel vicino capanno.

Quante lettere ti ho scritto in questi anni.

Il tuo sguardo vaga sulla cartina geografica appesa alla parete. E’ lì caro Babbo Natale che ho coltivato tutti i miei desideri di fuga.

Cosa chiedevo … te lo ricordi?

Avevo sei anni e mi piaceva l’automobile  rossa con i pedali. La mamma disse però che sulla slitta non potevi portarla ed allora ripiegai sul pane caldo per tutti i bambini poveri che non avevano niente. Sotto l’albero mio padre mi fece trovare l’automobilina dei miei sogni ma nessun telegiornale parlò mai di quel pane caldo portato da Babbo Natale ai bambini che non avevano niente.

Avevo sette anni e sognavo come tutte le bambine una bambola di pezza da cullare, poi mia mamma disse che non era bello chiedere sempre giocattoli e allora ti scrissi di regalarci la pace nel mondo. Non arrivò mai nessuna pace e la bambola di pezza me la regalò mio padre.

Avevo dieci anni, un buon profitto scolastico e sognavo di vedere Parigi, i suoi monumenti, quell’atmosfera incontrollata di desideri romantici, sentire la “erre” rotolare di bocca in bocca nelle persone. Nella letterina ti scrissi di questo mio sogno ma quando la mamma la lesse disse che i viaggi non sono beni di prima necessità e che avrei dovuto chiedere qualcos’altro.

Non feci in tempo a scriverti nulla perchè finii dentro una camera, sulla parete bianca ricordo una croce, un crocifisso appeso storto. Era la vigilia di Natale e il traffico rombava, nei locali si stava già ballando. Pensavo che anche a Parigi era Natale e la cometa brillava bassa nel cielo e il Bambino era finalmente nelle braccia della Madonna. Il soffitto e il viso di mio padre era tutto quello che riuscivo a vedere e di te non ebbi notizie quell’anno. Se avessi potuto ti avrei chiesto un destino migliore invece chiesi a mio padre di raddrizzarmi quella croce.

Sono passati tanti inverni e tanti Natali, tanti sentimenti di disillusione e di malinconia mi sono scesi addosso. Il tempo mi ha teso un legittimo agguato e la vita ha ritirato le sue promesse eppure quel desiderio, quella voglia, quel bisogno di avere una fetta di felicità nessuna ubriacatura è mai riuscita a liquidare.

Conservo il ricordo di quell’automobilina rossa con i pedali. E la bambola di pezza. Ho ancora negli occhi la parete bianca con il suo crocifisso storto.

A Te Babbo Natale chiedo oggi di portar via quella cartina geografica e di regalarla a chi ha ancora desideri di fuga e lascia stare quel mio sogno di un destino migliore, certe croci non si raddrizzano mica.   Affy”

Lo so, è difficile avere quello che chiedo e capisco che tu Babbo Natale porti doni e non fai miracoli.

E poi cosa credi, io me ne sono fatta una ragione mica mi definisco per caso “a fine binario” ma se quest’anno puoi, per favore, porta almeno il cagnolino a Francesca.  😉

Se volete partecipare ad uno o entrambi questi tag potete farlo, io vi nomino tutti!  😀

Un abbraccio da Affy

Emozionami! Tag

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Ha creato proprio un bel Tag  Dora  ed io partecipo volentieri grazie alla nomination della mia amica Bea.

Ho conosciuto Bea un pò di tempo fa grazie al suo blog. Un blog ricco di spunti golosi che raccontano di cucina, di fantastici viaggi e di ineccepibile fotografia. In ogni post c’è un pezzetto della sua sensibilità, un frammento del suo quotidiano e per me è stato facile affezionarmi a quelle parole, condividere uno spazio distante che mi ha fatto sentire subito vicina a lei.

Mi sono commossa nel riconoscermi nella sua nomination e quel rospo in gola è tornato prepotente a farmi visita. Lo temevo e me l’aspettavo. Sento che sto perdendomi in questa cosa che ho dentro, mi accade ogni volta che penso a Silva, apprezzata in rete sia per la lodevole arte culinaria sia per quella gentilezza e fine eleganza con le quali sapeva presentare ogni ricetta accompagnandola da fotografie per facilitarne al meglio la realizzazione. Diceva “sbagliando s’impana” e tutto sembrava davvero facile, piatti che fino a un paio di anni fa guardavo estasiata sui libri di cucina si materializzavano come per incanto tra le mie mani sorprendendo chi, fino a quel momento e a ragion veduta, non avrebbe scommesso un solo centesimo sulle mie capacità ai fornelli. Lei mi sollecitava, mi spronava a crederci, ha reso possibile quello che non avrei mai sperato: riuscire a cucinare degli autentici manicaretti. Spesso le raccontavo compiaciuta dei miei progressi in cucina e sentivo vera gioia venirmi incontro dalle sue parole e poi quando qualcosa bruciava nei tegami ci ridevamo sopra con una complicità senza pari, io naturalmente sbagliavo ancora ma grazie alla sua inarrestabile fiducia tornavo di nuovo ad impanare. Questo fino ad un mese fa.

Regole del Tag :

  • Usare l’immagine sopra riportata
  • Far riferimento alla pagina Emozionami! Tag e nominare l’ideatrice del Tag Dora Buonfino
  • Citare chi vi ha nominato per il vostro articolo e specificare di quale articolo si tratta
  • Scegliere 10 articoli di 10 blogger che vi hanno regalato emozioni e spiegare perché
  • Avvertire i blogger che hanno scritto gli articoli

Adesso dovrei scegliere 10 articoli di 10 blogger che mi hanno regalato emozioni e spiegare perché …

Recito a memoria le parole di una famosa canzone di Battisti, “Emozioni”:

“sdraiarsi felice sopra l’erba ad ascoltare un sottile dispiacere”: non è poi così sottile il dispiacere che oggi mi attraversa, mi sento orfana di qualcosa, di quel filo che mi legava a te e che si è lacerato

domandarsi perchè quando cade la tristezza in fondo al cuore come la neve non fa rumore” : la tristezza che sento è lì ancor più fredda della neve stessa e ancor più grande di una voragine aperta all’improvviso e sento che sto per crollare un attimo prima che crollo per davvero.

“capire tu non puoi, tu chiamale se vuoi, emozioni”: le emozioni sono silenziose, non vanno né su né giù e come le lacrime sono capaci di restare sospese in equilibrio.

E ancora adesso nonostante quel filo lacerato, quella voragine aperta e il silenzio delle lacrime sei tu che mi regali emozioni nascoste fra le pagine di un libro o tra le righe profumate di ogni articolo del tuo blog. E non mi chiedo perchè.

Affy

A Silva

I dolci non erano la Tua vera passione ma quando realizzavi una torta o dei semplici biscotti postando poi la ricetta sul blog apprezzavo comunque la capacità di eccellere a trecentosessanta gradi.
Gli arrosti erano la Tua  grande specialità e sapevi proporli con ricette dai mille sapori abbinando odori e profumi che esaltando il gusto non lasciavano il minimo spazio al dubbio.
E poi c’erano i tuoi amati tortelli con i loro ripieni, gli enormi panini compagni indiscussi di tanti viaggi, le minestre ed i primi piatti che accompagnavano  i Tuoi fantastici racconti spensierati.
E le code di gambero. Ho imparato da Te a conservarne una scorta nel surgelatore perché arriva sempre il giorno che hai voglia di coccolarti in maniera speciale.
Scrivo queste righe mentre gli occhi si posano sui Tuoi meravigliosi libri di cucina. Accarezzano una ad una quelle pagine che profumano di Te, tutto quello che mi resta per continuare a credere che la favola non sia davvero finita.
Attraverso le lacrime che non smettono di venir giù mi fermo su una ricetta che ho amato più di ogni altra, quella del “pollo zoppo”, un piatto che parla di Te, della Tua famiglia e della Tua infanzia e lo fa con quella sobria elegante semplicità alla quale mi avevi abituata.
Non ti dimenticherò Silva cara, sei stata una grande Amica in questo viaggio virtuale. Mi chiamavi affettuosamente “Affy del mio cuore” (*) e pensarci mi fa male ora che il Tuo sorriso è quello di un Angelo, un Angelo vestito da “grande chef ”. Ti confesso un segreto Silva … se la tua divisa avesse le bretelle io non ci penserei un attimo a tirarti giù per condividere ancora questo nostro cammino insieme perchè quegli occhi che brillano e quel sorriso radioso io faccio proprio tanta fatica a non trovarli più.
Un abbraccio infinito
Affy

http://silvarigobello.com/2015/10/31/ricetta-damore/

(*) Mia moglie ti chiamava “Affy del mio cuore “e io so che aveva per te un affetto speciale.
Riuscirò col tempo a trovare la forza per leggere tutto il blog e capirò i sentimenti che aveva per te e le altre amiche e diventeranno i miei
Sto cercando un modo per stampare tutto quanto e ‘ stato scritto sul blog , in modo che nulla vada perso, vorrei poi in sua memoria farne un libro da riservare solo alle persone che lei amava e che l’amavano. La prima copia sarà per te se la vorrai
Non ti conosco ma dalle tue parole sento la vicinanza che avevi con il mio adorato amore.
Sai , tu non ci conoscevi, ma noi non eravamo solo sposi, amici, amanti, eravamo una cosa sola ed io ora non riesco a darmi pace, a capire, ad accettare, a credere, a continuare
Spero che il tuo mondo reale sia felice, il mio purtroppo si è fermato qui
Grazie delle tue parole e di quelle di tutte le altre amiche e amici che le seguite e le leggete con immutato piacere so che ne sarebbe contenta
Cercherò di rispondere a tutti se lei mi aiuterà.
Sai stamattina me la sono portata a casa, è qui vicino a me e mi suggerisce le parole che ti sto scrivendo
Buona notte dolce Affy
Lino Avanzi

Tag: Prenderei un caffè con …

La cara amica Laura del blog

https://raccontidalpassato.wordpress.com/2015/10/06/prenderei-un-caffe-contag/

mi ha nominata per questo simpatico tag ed io amante del caffè partecipo volentieri:

Le regole sono:
1. Usate l’immagine
2. Citate e ringraziate chi vi ha nominato
3. Descrivete le tre diverse situazioni così come sono state organizzate
4. Nominate almeno 10 blogger

prenderei-un-caffc3a8-con

Grazie di cuore Laura   ♥

• UN PERSONAGGIO PUBBLICO O FAMOSO

Avrei preso davvero volentieri un caffè con … Alberto Sordi. Per ridere, per sorridere e per riflettere un pò.

• UNA PERSONA CHE FA PARTE DELLA MIA VITA REALE

Un caffè con la mia amica Valeria … sempre, ovunque e comunque.

• UN BLOGGER DELLA MIA COMUNITA’

Ahi ahi ahi … e qui come si fa? Non vorrei davvero escludere nessuno, troviamo una caffettiera grande grande e “caffè per tutti” perchè tutti mi avete dato qualcosa e ricambiare con un semplice caffè è il minimo che io possa fare!

Un caffè non si nega a nessuno ed è per questo che Vi nomino tutti!   ♥

Un abbraccio