Prima di partire per un lungo viaggio …

… ricordati degli “avanzi”   🙂

 

TAG non si buttano gli avanzi

TAG: Non si buttano gli avanzi

REGOLE

1. Citare il blog che ha ideato il tag Opinionista per caso 2

2. Rispondere a 7 domande e, se volete, inserire foto che si rispecchiano col tag

3. Ringraziare il blog che vi ha invitati a partecipare al tag. Grazie   incucinaconlatata  per avermi nominata!

4. Nominare 7 blogger ed avvisarli

LE  7  DOMANDE: 

1. Come fai di solito il rifornimento della dispensa e del frigorifero della tua cucina, vai al supermercato tutti i giorni o fai la spesa settimanale? 

In linea di massima faccio la spesa il venerdì sera. Durante la settimana può capitare però di fermarmi al supermercato per acquistare il pane o un alimento facilmente deperibile.

2. Quando ricevi ospiti per cena a casa tua, cosa fai con gli avanzi?

Tanti pacchettini e ognuno di loro se li porta a casa, questo succede molto spesso con i dolci.

3. Ti è capitato di mangiare la pizza o altro cibo al ristorante e chiedere se gli avanzi potevi portarli a casa?

Quello che ordino lo mangio. Se la porzione è troppo abbondante prima di iniziare a mangiare ne cedo una parte ben volentieri al “mangione” della mia combriccola e a quel punto avanzi da portar via non ne restano.

4. Ti senti in colpa quando noti che nel frigorifero hai trovato cibo scaduto? Se la risposta è SI, ci potresti dire quante volte all’anno succede questa cosa?

E’ difficile trovare cibo scaduto nel mio frigorifero. Può capitare con il latte ed a quel punto lo utilizzo allungato con acqua come concime per innaffiare le piante. Se alcune provviste non le utilizzo provvedo a congelarle e risolvo così il problema.

5. Ti è capitato, quando sei tornata a casa con la spesa, di accorgerti di aver comprato della frutta o della verdura marcia?

Gasp … addirittura marcia. No.

6. Dopo le festività più importanti (Natale, Pasqua, ecc), il cibo avanzato lo mangi il giorno dopo o lo regali agli ospiti?

Prego gli ospiti di portarlo via, un’equa distruibuzione dei pani e dei pesci, insomma.

7. Quando ti assenti da casa per un po’, perché devi andare in vacanza, cosa fai di solito prima della partenza, spegni e svuoti il frigo o lo lasci pieno e acceso?

Io da casa mi assento soprattutto per lavoro, magari fosse sempre per vacanza. Detto questo il frigorifero lo lascio acceso e ben organizzato che se rincaso a notte fonda che almeno lo stomaco possa godere del sacrificio.

Chi vuol partecipare? Questo tag è per tutti voi!  🙂

Un abbraccio da Affy

… e ancora “Amicizia” – “Tag d’Arte” –

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Apprezzo molto il gesto dell’amica Carla che attraverso un tag accarezza un tema importante, quello dell’Amicizia. L’Amicizia è un dono. Non ho dimenticato le volte che ho ritirato quel dono con imbarazzo ritenendolo immeritato e altre volte quando l’ho invece accettato con eterna gratitudine.

Regole:
Utilizza il logo
Menziona chi lo ha creato ( https://ladimoradelpensiero.wordpress.com ) e ringrazia chi ti nomina
Coinvolgi una persona amica
Rispondi alle 10 domande
Nomina 10 bloggers e avvisali della nomination

E proprio perché si parla di amicizia mi è piaciuta la sua idea di coinvolgere una persona amica per una partecipazione all’unisono.

Con me partecipa Fotograffio, valido pilastro sempre presente dietro le quinte del blog.

Domande e risposte:

1 – Quando e dove vi siete conosciute/i?
Affy: Lavoriamo nella stessa Azienda.

Fotograffio: Lo ha detto lei, lavoriamo dentro la stessa baracca.

2 – Cosa ti ha colpito di lei/lui da farla/lo diventare tua/o Amica/o?
Affy: Le sue gesta non passano mai inosservate e poi è una persona molto simpatica, professionalmente preparata, brillante, disponibile.

Fotograffio: Con la sua predisposizione a stare vicina agli altri, oltre tutti i luoghi comuni, riesci a sentire Affy proprio vicina. E per stare vicina ad un orso come me, credetemi, ci vuole una marcia in più che non sia né una ridotta né la retromarcia.

3 – Da quanti anni dura la vostra amicizia?
Affy: La matematica è una materia che è sempre sfuggita dalla mia memoria, sono anni che ci sopportiamo con grande reciproco … coraggio.

Fotograffio: A me neppure di striscio la matematica mi ha sfiorato per cui non ricordando gli esordi posso affermare con certezza che la nostra amicizia durerà fino alla morte sopportandoci sempre con grande reciproco coraggio.

4 – Tre parole per sottolineare i suoi pregi.
Affy: Lui è un leader in ogni situazione, sempre presente ma in modo non ossessivo e sa risolvere in poco tempo un qualsiasi imprevisto.

Fotograffio: Lei è capace di galleggiare sopra ogni tempesta, prepara dolcetti da favola e poi è un’ottima “zia” naturale o acquisita.

5- Tre parole per sottolineare i suoi difetti.
Affy: E’ un fumatore, è un Ducatista-dipendente, legge solo libri tecnici, storici e riviste specializzate.

Fotograffio: Affy non ha il senso dell’orientamento per cui mai lasciarla entrare da sola in un centro commerciale perché non uscirà più da quella stessa porta. Quando per strada incontra un cane a passeggio con il legittimo proprietario, anche se è in ritardo, si ferma sempre per una carezza (al cane s’intende!). Tra la grappa e il limoncello preferisce … il limoncello, ma dico “come si può”?

6 – Racconta un aneddoto del passato.
Affy: In procinto di partire per il mare durante una pausa di lavoro Fotograffio si è recato in un negozio specializzato ed ha acquistato una maschera subacquea. Tornato in ufficio,  è andato in bagno, ha messo il tappo al lavandino, ha lasciato scorrere abbondante acqua ed ha provato la maschera con la faccia immersa nel lavabo per sincerarsi della sua perfetta tenuta. Preso dall’entusiasmo, ancora con indosso sul viso la maschera di colore giallo e il tubo nero, tutto gocciolante è entrato nella nostra stanza gridando “eureka, tiene che è una bellezza”. Nella stanza era presente un altezzoso Dirigente che ci stava illustrando la possibilità di dover partecipare ad un corso sul tema della comunicazione. Alla comparsa di Fotograffio ha ritenuto bene di sollevarci da quelle sedute constatando che sulla comunicazione non avevamo niente di nuovo da apprendere, comunicavamo perfettamente “senza parole”… è andato via che rideva come non lo avevamo mai visto!

Fotograffio: Sono amante delle due ruote e sono iscritto a un motoclub. Qualche tempo fa  ho invitato Affy a partecipare ad un motoraduno ben organizzato ma piuttosto lontano, lei non sapeva che tra i vari riconoscimenti sarebbe stata premiata anche la ragazza- passeggero con il maggior numero di chilometri percorsi tra la  città di partenza e l’arrivo nella città di destinazione e vedere la sua espressione imbarazzata e stupita nel ritirare il premio è un ricordo bellissimo che mi porto dietro.

7 – Attribuiscile/gli una dote che pensi possiedano poche persone.
Affy: E’ un grande appassionato di musica e con la chitarra sa intrattenere piacevolmente gli amici.

Fotograffio: Riesce a vedere un arcobaleno nella più cupa delle giornate.

8 – Che lavoro avrebbe voluto fare da grande?
Affy: Lo scansafatiche tipo “collaudatore di materassi” 24 ore su 24.

Fotograffio: La veterinaria. Ai bipedi non dedica molto tempo ma ai quattrozampe sì.

9 – Come si è evoluta la vostra amicizia?
Affy: Tanti momenti di mutuo soccorso dovuti a cause più disparate hanno cementato un’amicizia che è andata via via crescendo.

Fotograffio: A piccoli passi ma con grande determinazione. Sapevo di poter contare su di lei e lei non è mai venuta meno … alla mia conta!

10 – L’ultima volta che l’hai fatta/o ridere?
Affy: Quando gli ho ricordato di prendersi un nuovo costume-pantaloncino per il mare. Al precedente aveva tagliato la parte interna bianca traforata (e contenitiva) perché, a suo avviso, stringeva troppo! Il risultato si può immaginare …

Fotograffio: Ieri, ora di pranzo. Compro un bel cocco consigliatomi dal fruttivendolo all’angolo della piazza: “lo prenda che è bello dissetante”. Affy sceglie invece delle pesche succulente. Tornati in ufficio, rigiro il cocco tra le mani in attesa di un’ispirazione che mi suggerisca come aprirlo. Lo giro e lo rigiro, niente da fare, prenderei volentieri  la mira dalla finestra, cocco in mano, verso la frutteria. Affy sbuccia invece con grande tranquillità le percoche :“belle dissetanti ma soprattutto tenere, non come … ” dice sibillina, sottovoce, poi me ne porge diversi spicchi. E lo fa col suo modo di fare … sempre maledettamente … ridendo!

Grazie Carla  

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Apprezzo e ringrazio   Laura   che mi ha nominata per questo insolito tag:

LE REGOLE:

Usare l’immagine
ringraziare chi ti ha taggato
rispondere alla domanda
taggare chiunque tu voglia

LA DOMANDA:

In quale opera d’arte riconosci maggiormente te stesso/un tuo personaggio/un tuo amico?

In quale opera d’arte riconosco me stessa:  mi riconosco in questa opera di un pittore sconosciuto a tutti ma non a me. L’ho conosciuto tempo fa e tra una chiacchierata e l’altra gli ho raccontato della mia Sicilia, di un posto al mare al quale sono troppo affezionata. Un luogo che è arsura in un paradiso d’acqua. Gli ho descritto le casette che scendono a picco sul mare, le barchette a vela che sostano sull’acqua limpida, i gerani e i fichi d’india che adornano i vialetti e le ringhiere. Qualche giorno dopo mi ha regalato questo quadro che mi ha lasciata proprio senza parole, ha dipinto attraverso i miei occhi!

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In quale opera d’arte riconosco un mio personaggio … e chi meglio di lui? Veee …. che bellino!  🙂

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In quale opera d’arte riconosco un mio amico.

Un’opera d’arte? E chi si azzarda! Questo è un mio brutto disegno, lo ammetto, rappresenta indegnamente la “Fontana del Tritone” di Gian Lorenzo Bernini ed io idealmente lo dedico a Fotograffio in tutto il suo splendore … ora va a capire se è lui che non splende o io che non so disegnare!   🙂

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Grazie Laura!  

Nomino tutti i miei amici-blogger a partecipare, non sono proprio in grado di scegliere.

Un abbraccio grande grande da Affy    

Toccata e fuga + due tag

Premessa

Questo fine settimana gli amici volevano andare a una mostra fotografica ed io al lago. L’acqua da sempre mi dà un senso di tregua, di pace fatta. Per loro era ancora presto bagnarsi per sottostare all’ondata di calore, io per non sottostare a quel senso d’intrappolamento che ogni tanto mi prende ho quindi deciso di andare al lago da sola.

Trama

Sulla spiaggia una bella cagnetta munita di collare trotterella senza sosta lungo la riva. Stendo il telo di mare, un pò di crema sul viso e a piedi nudi mi avvicino al bagnasciuga. Scribacchio con un legnetto il mio nome e raccolgo con cautela pigne piccolissime mentre la cagnetta osserva attenta ogni mio minimo gesto. Qualche piuma di gabbiano è sparsa qua e là. Al largo tre ragazzi a bordo di una piccola barca gialla si fermano a pescare, le loro voci mi arrivano distinte, poi fanno un fischio verso la cagnetta fulva che scodinzolando accenna qualche timido passo dentro l’acqua, subito dopo ci ripensa e annusa la sabbia. Capisco che il cane appartiene a uno di loro.

Dopo una manciata di minuti  accade l’imprevisto …

Una famigliola di cigni, padre madre e i loro quattro piccoli, nuotano lentamente sulle acque morbide del lago indisturbati dalla mia presenza ma infastiditi dai movimenti confusionari del cane. Il cigno padre improvvisamente soffia forte, apre le ali come Gesù sulla croce e compie una mossa che non mi aspetto … avanza  veloce verso me e il cane. Sembra camminare sull’acqua, porcapaletta!. I quattro piccoli immergono all’unisono la testa sott’acqua conoscendo l’irascibilità del genitore. I ragazzi sulla barca iniziano a ridere mentre il cigno si avvicina pericolosamente verso la cagnetta fulva che a sua volta si avvicina a me. Mi immobilizzo mentre il cane mi resta accanto cercando riparo a quella furia che sempre più rapida avanza. Un ragazzo dalla barca gialla si getta in acqua e gridando riesce ad allontanare di qualche metro i “leggiadri volatili”. Una volta a riva le presentazioni, qualche frase di circostanza, lega il cane al guinzaglio e se lo porta in braccio fin sopra la barca. I cigni non accennano più di tanto ad allontanarsi, fanno dei piccoli giretti e tornano indietro, sembrano addirittura divertirsi dall’insolito siparietto.

A me non resta che battere in ritirata …

Conclusioni

La prossima volta non storcerò il naso per andare alla mostra!

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Tornata a casa, ho acceso il computer per rispondere a due tag.

Il primo l’ho ricevuto grazie alla cara Trilce:

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Devo dire undici cose su di me:

  1. Mi piace il pistacchio
  2. Nella mia vita ho avuto sia cani che gatti
  3. Colleziono conchiglie
  4. Adoro il cioccolato fondente
  5. Guardo poca televisione
  6. L’Amicizia ha un ruolo fondamentale
  7. Non porto anelli
  8. Mentre parlo al telefono scarabocchio disegni a matita
  9. Mi piacciono gli aquiloni
  10. Sto bene con gli altri ma anche sola con me stessa
  11. Odio l’arroganza e la prepotenza

Queste sono le domande di Trilce:

1. Qual è la tua stagione preferita?

Ehm … ci sono ancora le stagioni? In questo momento tutte, ogni stagione ha il suo tempo migliore

2. L’ultima canzone che hai ascoltata.

Proprio poco fa … “Innuendo” dei Queen

3. In quale percentile più o meno hai letto tutti i libri che hai comprato?

Quasi totale, compro e leggo

4. Cosa mangi per colazione?

Un caffè o thè + due fette biscottate con miele di corbezzolo amaro

5. Scrivi la prima cosa che ti viene in mente.

Ho una sete pazzesca

6. Quali sono i tre scrittori italiani che più ti piacciono.

Me ne piacciono tanti e tra i tanti Roberto Cotroneo, Italo Calvino, Elsa Morante

7. Le tre città italiane che ti stanno più a cuore.

Roma, Napoli e Lipari

8. Ultimo film che hai guardato.

“La meglio gioventù”

9. Un documentario da raccomandare su youtube.

Non saprei raccomandare nulla, però sono legata al seguente documentario di ben sei anni fa:

https://www.youtube.com/watch?v=HDZ1efXSEoY

10, 11… non so cosa domandare.

… io non so cosa rispondere

L’altro tag lo ricevo grazie a Davide.

Questo tag consiste nel mostrare alcune citazioni preferite

  1. I giorni indimenticabili della vita di un uomo sono cinque o sei in tutto. Gli altri fanno volume  (Ennio Flaiano)
  2. E’ facile dire: “Eccomi!” – Bisogna anche esserci  (Stanislaw Jerzy Lec)
  3. Ogni piacere ha il suo momento culminante quando sta per finire  (Lucio Anneo Seneca)

Ringrazio Trilce e Davide per queste nomination. Nomination che giro a coloro che hanno voglia di partecipare.

Un abbraccio grande da Affy   ❤

Mi descrivo con i libri … tag

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Nominata!  Il tag è insolito e senza dubbio originale.   🙂

Ringrazio la cara Laura e passo a descrivermi attenendomi alla sola regola che è quella di rispondere alle domande attraverso i titoli dei nostri libri. Per alcune risposte i titoli sarebbero stati maggiori ma ho scritto il primo che la memoria ha ricordato, quello che galleggiava in superficie, per intenderci …

L’immagine che descrive e correda il tag è stata realizzata da Meli e non è quindi parte del Tag, non c’è un logo rappresentativo, se vi piace potete usarla.

1) Sei maschio o femmina? 

Pelle di Donna”   di Alina Rizzi

2) Descriviti. 

“Lungo cammino verso la libertà”  di Nelson Mandela

3) Cosa provano le persone quando stanno con te?

“Momenti di trascurabile felicità”  di Francesco Piccolo

4) Descrivi le tue relazioni precedenti. 

“Donne che corrono coi lupi”  di Clarissa Pinkola Estés

5) Descrivi la tua relazione attuale.

“Una solitudine troppo rumorosa”  di Hrabal Bohumil

6) Dove vorresti trovarti?

“C’è un’isola”  di Sergio Tinaglia

7) Come ti senti nei riguardi dell’amore?

“Noi due sconosciuti”  di Gianna Schelotto

8) Come descriveresti la tua vita? 

“Il freddo dentro”  di Andrea Foschi

9) Cosa chiederesti se avessi a disposizione un solo desiderio?

“Ricordati di guardare la luna”  di Nicholas Sparks

10) Dì qualcosa di saggio. 

“Punto, a capo”  di Teresa Manes

11) Una musica.

“Il segreto è nelle pause”  di Riccardo Chailly

12) Chi o cosa temi?

“Un solo abbraccio”  di Consuelo Consoli

13) Un rimpianto.

“Le rose che non colsi”  di Gianna Schelotto

14) Un consiglio per chi è più giovane.

“Splendi più che puoi”  di Sara Rattaro 

15) Da evitare accuratamente.

“Ho sposato un deficiente”  di Carla Signoris

A questo tag ho risposto con lealtà e con un pizzico d’ironia e voi siete disposti a fare altrettanto?

Siete tutti nominati!   🙂

Un abbraccio da Affy

Oggi sposi

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Seguo la cerimonia seduta su un banco in un angolo della chiesa. Ho accanto un uomo con i capelli bianchi e la cravatta di raso nera. Il viso sembra scolpito nel marmo, se ne sta immobile con lo sguardo deciso, ha la pelle tesa e non un accenno di sorriso. D’impulso allenta il nodo, io avverto un odore di muschio e tabacco.

Ascolto un’omelia piena di promesse ed è come se volessi ricongiungere una parte smarrita di me, pezzi di un puzzle che sfuggono dalle mie mani. Emozioni incluse, smorzate in gola.

Il  mio sguardo corre sugli sposi, rimbalza da lei a lui come una pallina da tennis schiacciata dalle racchette sul campo di terra rossa. Sbrigativo si spinge verso un dipinto di Cristo appeso dietro la sacralità dell’altare. Percettibile nell’aria è il profumo di rose e gigli. Gli odori possono essere però carezze o incubi. Li colleghi a una persona che hai amato, una situazione che hai vissuto. E poi questa cosa degli odori è più forte di me, ho un naso che non perdona e alla fine traspiro a getti sbandando dentro un buco nero nelle quotidiane collisioni della vita. Mi hanno raccontato che dentro certi buchi neri ci sono finiti in tanti ma poi se ne esce tutti, magari diversi, ma se ne esce. Mi sono ricordata Alessandro, per la prima volta da quando ti odio, che una volta ti amavo. E mi sono sentita morire. Chi subisce ricorda. Con la memoria sono entrata nello spazio ristretto della nostra storia deteriorata. Alzavi le mani con quel tuo modo frontale e crudele di agire, io che dicevo “non ti preoccupare” parlando come ad un malato a cui si cerca di evitare una crisi. Spesso intimavo a Dio di aiutarmi, terrorizzata da quell’abisso che mi circondava. E poi quella spinta voluta, maldestra, raccontata agli altri come una caduta accidentale dalla scala. Un pomeriggio balordo franato sul mio corpo e adesso l’ultimo intervento per restituirmi un’apparente normalità.

L’uomo dai capelli bianchi e la cravatta di raso nera sembra leggere uno ad uno tutti i miei pensieri, ha il respiro affannato per una rabbia inespressa, soffocata nel passato. Mi guarda conciliante, tra noi un’intesa complicata da interpretare, sembra  dirmi senza averne le parole “… non avere paura di volare”.

Guardo i dipinti sul soffitto di questa enorme chiesa, c’è un arciere che tira con l’arco. Mi piace. Io non amo gli sport di squadra dove si ha a che fare con una mezza vittoria e una sconfitta annacquata. Preferisco di gran lunga dar conto solo a me stessa, il che mi pone il più delle volte di fronte a un giudizio doppiamente implacabile perché tra sé  e sé non ce la si racconta.

E nel dar conto a me stessa mi viene in mente la storia di una ragazza borghesemente trasgressiva diventata donna orgogliosa di esserlo.

Storia di una ragazza che aveva sogni semplici, perfetti per la loro assoluta mancanza di problemi.

Tutto andava per il verso giusto e il mondo sembrava essere a portata di mano: gli studi, gli amici, l’amore, il lavoro.

Fino al giorno in cui dal tetto era volata giù una tegola …

L’inferno sulla terra si era costellato all’improvviso di repentine fughe e ritorni alla fede, tanti amici spariti nel nulla, un amore fatto dolorosamente a pezzi nonostante la voglia insaziabile di dare un senso a tutto ignorando gli sguardi di chi non poteva nemmeno immaginare quale guerra stava combattendo in silenzio aggrappata alla voglia di vivere.

Alessandro.

La nostra storia è stata un farmaco mal dosato,  gli effetti sono stati disastrosi. Oggi per te l’inizio di una nuova vita con Veronica inconsapevole di tutto. Chissà se le avrai raccontato la nostra realtà, con le sue incongruenze, le assurdità e infine gli strappi.

Dall’altare il prete invita gli sposi a scambiarsi le fedi. Mi viene da piangere ma non so bene per cosa. Mentalmente auguro a questa unione lunga vita e tanta, tanta felicità.

Accanto a me, in quest’angolo di chiesa,  c’è ancora la presenza di un padre con i capelli bianchi, il viso duro scolpito nel marmo e un odore di muschio e tabacco. La sua voce galleggiando nell’aria mi ricorda che nella vita non ci sono che inizi, che le brave ragazze se proprio non riusciranno ad andare in Paradiso andranno comunque lontano.

Ho sollevato la testa e ritrovato la mia storia. Anche senza fede al dito la vita mi ha regalato un nuovo spazio.