continua a dirti … Uomo!

Ho appena terminato di leggere un libro.

“Affondata sul lavoro” scritto da Gabriele Polo.

Racconta in modo semplice il dramma della nuova povertà che all’improvviso ha investito migliaia d’italiani, quelli che erano alla dirigenza di un’azienda, quelli che avevano un lavoro specializzato, quelli che portavano avanti le piccole imprese. Povertà che ha investito anche chi era prossimo all’età della pensione. Senza guardare in faccia nessuno ha agguantato nelle sue spire i padri di famiglia, quelli che pagavano gli studi universitari ai figli, che mantenevano con dignità la propria famiglia, che avevano un mutuo in corso per pagarsi quella benedetta prima casa sogno di tutta la vita.

Non si è poveri soltanto perché si vive per strada. Ci sono i lavoratori poveri che si chiamano esodati, pensionati col minimo della pensione, i giovani precari, gli “over 50” quelli giovani per la pensione e vecchi per il lavoro.

Ci sono anche gli uomini divorziati.

Tu non sei abituato alla povertà e quel giorno ti ho riconosciuto subito. Guardavi in basso mentre camminavi per strada. Ti ho salutato con lo stesso spirito gioioso che caratterizzava il nostro rapporto. Ho capito che mi stavi evitando e per parlare cercavi adesso solo chi stava peggio di te.

Proprio come è scritto molto bene sulle pagine di questo libro.

Abbiamo amici in comune che ti parlano di me, che mi parlano di te. Questo blog è un posto neutrale dove puoi affacciarti in modo anonimo, la porta è sempre aperta.

Non ho dimenticato chi eravamo noi.

in due e binario

(dedicato a Te)

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28 thoughts on “continua a dirti … Uomo!

  1. Una realtà scomoda questa che hai raccontato e che nessuno di chi potrebbe fare qualcosa, ha voglia di guardare. E’ la prova della loro cattiva coscienza, quella di una classe dirigente sorda, cieca e indifferente che non ha ancora capito che gl’interessi di una comunità sono anche i loro interessi, un legame così stretto che è impossibile da non considerare.

    Alle volte penso che mi piacerebbe andare altrove, ma poi rifletto e mi accorgo che una voce, la mia, può fare la differenza, la voce di chi ha voglia di ricominciare a credere che ridare dignità a chi l’ha persa è una prova di coraggio oltre che di speranza, per un mondo che non si gira dall’altra parte solo perché ha paura di guardare.

    Sincero, profondo, intenso questo tuo post.

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    • Eh già Arthur sono proprio a queste realtà che, oggi più che mai, dovrebbe guardare la politica incapace ormai di collegarsi con le vere emergenze del nostro Paese.
      E’ un’Italia abbandonata e violata dalle istituzioni, troppo occupate a trovare equilibri complicati per dare uno sguardo al di fuori delle finestre del potere.
      Sull’idea di non andarmene la penso esattamente come Te. Anche una voce può far la differenza ed io voglio esserci, voglio consegnare una piccola speranza ai giovani, al nostro futuro.
      Grazie e buona serata 🙂

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  2. Molto bello! vorrei solo aggiungere alla lista le donne povere, quelle che i figli li hanno fatti in due ma se ne occupano da sempre da sole…quelle a cui i padri non versano gli alimenti per i figli ma spendono i soldi per fare la guerra con gli avvocati, e non paghi prendono anche i soldi degli assegni familiari dell’inps e se li tengono…e avrei tante altre piccole chicche da raccontare…cmq tanto di cappello a quei padri che si fanno in quattro per i propri figli ce ne sono pochi ma ci sono…ma per mia esperienza diretta e per conoscenza direi che la maggioranza una volta fuori dalla porta (e qualcuno anche quando è ancora dentro la casa) se ne fregano altamente…
    Spero di non aver invaso il tuo spazio con un commento poco gradito…in quel caso ritieniti pure libera di cancellare il commento…il mio è solo uno sfogo perchè sento sempre parlare di uomini e mai di donne che si ammazzano e affannano per cercare di tirare avanti facendo lavori di ogni genere e grado, ma forse sarà che questa categoria non fa parte dei nuovi poveri ma di quella che è sempre esistita…
    ciao

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    • Carissima Amazzonia70 il Tuo non è un commento poco gradito … semmai è un commento amaro. Perchè mai dovrei pensare di cancellarlo?
      Donne povere o separate che tra mille difficoltà crescono da sole i propri figli è cronaca, non è leggenda, e forse non se ne parla mai abbastanza, qui entriamo addirittura nella negazione dei diritti.
      Di fronte a uomini che se ne fregano altamente di aver un giorno generato la loro prole ci sono però anche veri padri, e non sono pochi, che si spaccano la schiena per assicurare il pane sulla tavola e sovente sono loro la parte lesa nelle unioni, il volto della moderna povertà, costretti a dover lasciare la propria casa pagando un mantenimento a coniuge e figli.
      E non sempre riescono ad alzarsi, oppure solo a rialzare lo sguardo per riscattare quel minimo di dignità necessaria per continuare a dirsi uomini.
      C’è stata sicuramente una crisi economico-finanziaria che ha determinato l’estensione dei fenomeni di impoverimento ad ampi settori di popolazione che non sempre hanno coinciso con “i vecchi poveri del passato”.
      Purtroppo.
      Grazie per il Tuo commento. Ti abbraccio.

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  3. io lavoro in uno studio che si occupa di consulenza commerciale di piccole e medie aziende…..e una delle mansioni è telefonare ogni santo mese per far pagare tasse/iva/contributi dipendenti/inail/inps……
    è triste, vedere come queste piccole aziende cercano di tirare avanti, che magari hanno un paio di dipendenti che non vogliono licenziare perchè per loro son come figli ormai…..
    Ci “hanno” messo in questa situazione è vero e tutti, almeno la classe media, stiamo vivendo situazioni critiche, ma, credo anche che in questi anni ce la siamo un pò “spassata” vivendo al di sopra delle nostre possibilità e non negandoci mai niente.
    Non voglio generalizzare assolutamente.
    Ma per molti è così.

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    • Nel tuo lavoro immagino allora che situazioni aberranti ne sentirai diverse. Ed è triste vedere imprenditori, professionisti, manager fare gli equilibristi per assicurare ossigeno a chi collabora con loro e a loro stessi. Ho assistito a vendite scellerate d’immobili personali, beni di famiglia, pur di fronteggiare cartelle esattoriali, mutui, salari, contributi e pagamenti ed ho visto, purtroppo, anche altro (ne parlo nel post “i colori della vita” dedicato ad un mio carissimo amico imprenditore che ha preferito pagare con il tributo della vita).
      E’ vero, nel passato avremo fatto anche qualche passo più lungo della gamba, spassandocela al di sopra delle possibilità, ma oggi da chi ci governa siamo stati sparati letteralmente in aria in un allunaggio che non abbiamo chiesto nè voluto. E non sappiamo quando avverrà, se ci sarà, la caduta libera.
      Troppo sarebbe poi pensare di contare su un paracadute.
      Un abbraccio 🙂

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    • Ingegnere… lei ha un occhio che non perdona! 😯
      Scherzi a parte, è vero Michele, ho preferito cambiare la foto, mi sembra più bellina, tu che hai l’occhio del mestiere, che ne dici? 🙂
      Ogni tanto torno sul post del tuo blog e guardo ancora quel tuo disegno, così ispirato, così ricco, mi sembra abbia un’anima dentro. Bello, troppo bello, è veramente un cammino verso qualcosa…
      E certo che te li darei gli anni per un disegno, quelli che vuoi, tsè, mica lo possono dire tutti “Io ho un disegno dell’Ing. Michele Orefice…” 😳
      Sei sempre gentile con tutti ed è stato un onore, oltre che un piacere, conoscerti.
      Averti tra le mie pagine poi, un privilegio.
      Grazie davvero 🙂

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      • Ok, penso a qualcosa e ti mando il preventivo 🙂

        Ma che esperto dai, è un hobby… Mi piacerebbe dedicargli più tempo ma tra famiglia e lavoro è un casino
        A parte gli scherzi, butto giù un’idea e magari te la mando…. Dall’idea al disegno finale però passerà un pò di tempo. Immagine tragica o più pacifica…. del fine binario?

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        • Trop(P)po buono! 😆
          La famiglia, il lavoro sono priorità nella vita. Gli hobby sono le opzioni.
          Ho un’immagine “pacifica” della mia fine binario. Sono pronta a ricominciare ed ora che sono approdata in rete, con la magia di navigare insieme a tutti Voi, inizia la festa.
          Grazie Michele.

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  4. Wow end WOW, un blog appena nato e già così in fermento, complimentissimi, ma che dico, dippiù, dippiù.

    Ma in effetti ero passato solo per augurarti una buona giornata. 🙂

    *** Ciao! ***

    ps: devo presentarti un amico, si chiama Alan, sono sicuro che ti piacerebbe. 🙂

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    • Credimi sono attonita anch’io 🙂 all’inizio avevo tante perplessità, una su tutte quella di apparire una persona alla ricerca di falsi plausi o frasette di circostanza. 😦

      Ho voglia di comunicare con Voi, condividere pensieri e riflessioni, trovare complicità nell’ascoltare e parlare di noi stessi e di quello che ci ruota intorno pur se attraverso una semplice tastiera, tutto però nel reciproco rispetto: un dogma di questo blog è infatti “quello di non offendere persone gratuitamente o coloro che non hanno alcuna possibilità di contraddittorio”. Lo trovo vile e meschino e solo in quel caso attiverò lo strumento dello “spam”.

      buona giornata anche a Te. 🙂

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  5. Sono felice di essere approdato in questo blog. Mi chiamo Fabrizio e vorrei tanto conoscerti.
    Tratti temi delicati quasi come se li accarezzarsi, hai veramente molto garbo che di questi tempi non è cosa da poco.
    Mi piace moltissimo come scrivi e vorrei proporti di collaborare con me, se ti fa piacere, per scrivere qualcosa insieme.
    Lasci il segno con le tue parole. Bravissima.
    Fabrizio 🙂

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    • Grazie Fabrizio e benvenuto 🙂
      Arrossisco. 😳
      Non ho fama di essere un caterpillar e non amo la prevaricazione. In nessun campo e di nessun tipo.
      Sono lieta che tu abbia apprezzato i miei scritti e che dire della Tua proposta… parliamone.
      Io sono qui. 🙂
      Grazie per essere tra noi.

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  6. Io lavoro in un mondo di donne, dove quelle che prima faticavano per fare in modo che la famiglia avesse un po’ di superfluo, ora sono l’unico sostentamento. Fanno un lavoro faticoso, emotivamente duro e sono tutte, chi più chi meno, meravigliose. Il tuo post è molto bello, di gente come quella che hai descritto ne trovo tutti i giorni. Grazie per aver ricordato così il problema, spero molto che ci si riesca a risollevare e che un giorno si possa ricordare tutto ciò con il sollievo della tranquillità ritrovata. Buonanotte!

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