Sai che esistono davvero “persone speciali” ?

Sono “persone speciali” quelle che ti attraversano l’anima, angeli che ti prendono per mano e ti riportano in quota, ti camminano accanto senza chiedere nulla e quando all’improvviso ti volti a guardarle ti sorridono così, semplicemente. E ogni volta ti si accende il cuore come una piccola fiammella che improvvisamente prende luce.

Una persona speciale era mio Nonno.

Mio Nonno ha vissuto la sua guerra ed anche se ero molto piccola e di certe cose non capivo niente a lui piaceva ugualmente raccontarmi quei fatti di nascosto dai grandi.  Ricordo quei pomeriggi d’estate che mi teneva la mano e andavamo giù, verso il bosco, dove passava il fiume. Con un bastone di legno spostava l’erba alta, allontanava i rovi e mi faceva passare. Mi raccontava di spigolatrici e della guerra d’Africa e cantava sottovoce una canzone con un ritornello che faceva: “O Baldissera non ti fidar di quella gente nera. O Menelicche le palle son di piombo e non pasticche”. Io ridevo con l’incoscienza dei miei pochi anni, tutto sembrava così pittoresco e appagante per la mia fantasia, lui era contento perchè gli bastava soltanto sapermi felice.

Un giorno mi fece vedere dove giocava da bambino. Era una specie di rudere abbandonato, diroccato, dove si respirava l’aria acidula delle vecchie soffitte deserte e silenziose, con i soffitti e le finestre sfondate. I corridoi umidi avevano l’odore dell’erba appena falciata, c’erano le scalette di legno ormai marcio e noi due che camminavamo su quelle tavolette sconnesse. La sua voce era a tratti coperta dal vento ma a me sembrava cantasse.
“Qui giocavo da bambino….” aveva cantilenato mio Nonno, poi gli occhi gli erano diventati lucidi ed aveva iniziato a tossire dando la colpa al tabacco. Ma io l’avevo visto il fazzoletto che era uscito dalla tasca e furtivamente aveva assorbito una lacrima improvvisa. Mi portò via da lì senza raccontare più niente.

Viveva in un mondo tutto suo, scuoteva la testa per un senso di negazione verso le cose della vita. Verso la vita stessa. Diceva infatti che la vita lo aveva sempre fregato.

Poi rientravamo a casa e per sottrarsi al rimprovero di mia madre che non era contenta dei suoi racconti e dei suoi allontanamenti  in mia compagnia, andava in cucina e puntualmente prendeva dal contenitore i cubetti di ghiaccio e se li metteva sulla fronte. Si dichiarava malato, a me strizzava l’occhiolino e così la faceva sempre franca.

Oggi mio Nonno mi è tornato in mente mentre ero in banca. Mi sono ricordata che anni fa lui era entrato in una filiale della stessa banca durante una rapina in corso senza accorgersi di nulla, chiedendo al cassiere terrorizzato in balia dei malviventi di cambiargli un assegno. 

Era finito sui principali quotidiani per la sua baldanza poi era entrato in una casa di cura gestita dalle suore. Non aveva con sè i soliti cubetti di ghiaccio e da quel posto non è riuscito a farla franca.

Mio Nonno è stato “speciale” per me. Ancora oggi accade di aver bisogno che mi prenda per mano e mi riporti in quota.

Semplicemente così.

Come può fare solo un angelo.

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92 thoughts on “Sai che esistono davvero “persone speciali” ?

  1. Quei nonni… quelli che ti difendevano sempre, che ti facevano i regali più desiderati, anche se non erano i più costosi, che ti avvincevano con i loro racconti e con la loro semplicità e purezza d’animo. Angeli, davvero. Hai scritto bellissime cose. Grazie.

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    • Ciao Michele, la mente di mio nonno ad un certo punto era diventata “libera” e andava per conto suo. Non ricordava i nomi, i luoghi, le persone. Non aveva più dei piani prestabiliti ed oscillava a seconda dei momenti, a volte mi riempiva di coccole e a volte sembrava non conoscermi neppure e mi cacciava via come fossi una perfetta sconosciuta, a volte addirittura gridando.
      La vita gli aveva fregato la dignità perchè dipendeva da altre persone. Peggiorava sempre più, a volte se ne rendeva conto e gli pesava da matti. Mia madre lo rimproverava molto e lui non la sopportava ed insieme davano vita ad un rapporto molto scoppiettante. Le sue storie nascondevano aneddoti che ruotavano intorno alla guerra, lui li descriveva con dovizia di particolari e certe volte erano sequenze macabre, terrificanti da recepire, difficili per me che ero all’epoca troppo piccola ma lui si ostinava ugualmente a parlarmene nonostante il veto dei miei genitori. Mi ricordo ancora quando mimava lo scoppio della bomba, il sibilo e la deflagrazione. I grandi non capivano che per me era come assistere però ad un numero di un clown, a me non faceva mica paura.
      Andare in giro con lui significava molto spesso perderci da casa, lui non lo capiva e s’incamminava comunque. Eppure per rivivere oggi uno di quei giorni con lui, dove ridendo vagavamo come due esuli in patria, darei non so cosa.
      Ridevamo meno quando mio padre veniva a recuperarci scuro in volto per l’ennesima fuga di nonno che a ruota si portava dietro pure me. Quando poi salivamo sulla macchina lui provava a spiegare a mio padre che per fare la bomba bisognava andare assolutamente in mezzo al bosco dove non c’erano persone, perchè quando scoppiava ci si poteva anche far male, molto male…. poi si girava a guardarmi seduta sul sedile posteriore e mi faceva l’occhiolino e mi diceva di non preoccuparmi perchè qualche cubetto di ghiaccio, arrivati a casa, c’era pure per me.
      Mio padre lo vedevo rassegnato sorridere dallo specchietto retrovisore e qualche volta a me mandava un bacio. 🙂

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  2. Anche se, dal tuo racconto, c’è da dire che quando si diventa vecchi si torna bambini (lo posso costatare con i miei genitori), c’è da dire che il rapporto che hai avuto con lui era speciale! Probabilmente ha sempre vissuto all’interno della tua famiglia, ed era molto attaccato a te in quanto tu eri una bambina, e lui lo era di conseguenza. Anche se ti raccontava sempre della guerra per farti capire quanto l’avevano segnato queste esperienze. Comunque ricordiamoci sempre che i nonni sono sempre persone speciali, anche se, molto spesso, possono viziare i nipoti con regali magari non costosi, ma che vengono fatti con il cuore

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  3. Ciao! grazie per il tuo commento dolcissimo! mi sembri davvero una bella persona, sia per il contenuto del tuo blog, e anche nella grafica che trovo straordinaria. Non sei per niente in alto mare, anzi, trovo che tu in solo 1 mese sia davvero molto avanti. Davvero complimentissimi! Sono felice che ti piaccia il mio blog, ma i tuoi contenuti li trovo più profondi dei miei. Dico davvero. Se può consolarti, nemmeno io ho visto le stelle cadenti. Ma… mai dire mai! 🙂 un abbraccio anche a te e Felice settimana di Ferragosto! :-* bacioni e… ti seguo in reader! non voglio perdermi i tuoi prossimi post. Ciao!

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    • Caspita quante carinerie, gentilissima 😉
      Che bello averti qui. 🙂
      Per noi nessuna stella cadente… peccato! 😦 Io ho già riposto il mio desiderio dentro il cassetto pronto per essere tirato fuori il prossimo anno. 🙂
      E sapremo com’è andata a finire perchè io e te mica ci perderemo di vista.
      E … ti seguo anch’io, ben volentieri 😉

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  4. questa volta sei tu che mi fai commuovere…scrivi aprendo il tuo cuore e lo fai in maniera egregia, e raggiungi il cuore di chi ti legge…spero che tu abbia gia’ pensato ad un libro e non solo ad un blog…hai un dono e va sfruttato…bravissima davvero!!! ❤

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    • Mi fa piacere essere riuscita ad arrivarti. 🙂
      A volte temo di non saper trasformare in parole i sentimenti e le emozioni che mi appartengono. E’ facile di persona parlare perchè c’è comunque il linguaggio del corpo, la modulazione della voce, la gestualità: scrivere è un’altra cosa.
      No, non ho mai pensato ad un libro ed anche l’apertura del blog non è stato per merito mio, infatti è il regalo di alcuni miei carissimi amici (Fotograffio in primis).
      Grazie Simona le Tue parole mi hanno fatto tanto bene.
      Grazie davvero 😉

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      • io non sono un’intenditrice…ci mancherebbe…ma divoro libri da quando so leggere….amo scrivere a livello amatoriale si intende…ma so riconoscere la bravura!!!! e tu sei davvero brava!!! Raccogli le tue storielle migliori…vedrai cosa ne uscira’ fuori…un libro!!!
        Anche a me il blog e’ stato regalato da mio fratello….mi ha detto decidi: “o il blog, o masterchef”….ah ah ah beh sicuramente il blog….anche se non poter incontrare Cracco un po’ mi spiace!!!! ciao cara…. 😉

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        • Grazie Simona ben gentile Tu sei 😉
          A me i miei amici non mi hanno proposto invece nessuna alternativa. Se mi avessero ventilato Cracco io avrei accettato perchè quel suo “uovo marinato” l’avrei voluto assaggiare.
          Io ringrazio allora Tuo fratello perchè mi ha dato l’opportunità di conoscerTi e apprezzarTi. Sai quanto mi piacciono le Tue ricette ed il modo semplice e accattivante cha hai di proporle. Ti seguo con vero piacere perchè sai essere anche un’ottima padrona di casa.
          A proposito… ma tu “l’uovo marinato” la famosa specialità di Cracco lo sai mica fare? Se provo da sola, vedo già che il tuorlo mi si scassa … 😦 ho bisogno di una guida fidata. 🙂
          Un abbraccio come sempre 😉

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          • ah ah ah carissima….sinceramente l’uovo marinato non ho mai provato a farlo…amo di piu’ la cucina semplice e tradizionale…ma chissa’ possiamo provare…magari qualcosa esce fuori…anche a me questo blog mi ha regalato la conoscenza di persone come te, che anche se “lontane” con poche parole puoi sentire vicine…sono io che ringrazio te…di cuore!!! ❤

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            • Sai… ci sono persone che pensano non sia possibile un’amicizia virtuale eppure a me questa esperienza sta veramente regalando tanta gioia anche se un pò mi manca la parte visiva, fatta di sguardi ed ammiccamenti, le parole con le loro pause e i loro suoni, la gestualità.
              Però ogni volta che apro il blog è come se mi squillasse il cellulare e dall’altra parte ci sia una mia amica. E vedo che mi è venuta a trovare Simona, oppure Sara, Liù, Caterina, Margherita, Laura come anche Pier, Marco, Marghian ecc… ed è sempre un piacere.
              Mi dispiace quando vedo che alcuni blog diventano alla fine dei veri e propri “campi di battaglia” dove la divergenza di opinioni diventa un ring. Oppure le offese, gratuite ed inaccettabili. Questa è la parte del virtuale che detesto.
              Per il resto … siamo qui non ci prenderemo sottobraccio è vero ma a me sembra comunque che un pezzetto di strada insieme la stiamo facendo. E’ la nostra vita, questi sono i nostri passi, cosa c’è di meglio di una complicità, di una condivisione? Siamo blogger è vero, ma in carne ed ossa, cosa credono quelli che stanno là fuori?
              Ciao Simo 😉

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                • Carissima Simona io sono del centro-sud, tant’è che in questo momento sono in Sicilia, nella bellissima Trinacria davanti un panorama che spazia dai campi fino al mare, con una luce intensa dall’alba al tramonto. Ci sono intorno a me carrubi dalle chiome compatte, piante di fichi maturi, olivi monumentali dalle fronde argentate, giardini di agrumi e poi mandorli e gelsi.
                  Ci sarebbe anche “il mare”, per me una storia d’amore di quelle brevi e violente che ti rimangono per sempre nel cuore, quasi fossi prigioniera di una magia.
                  Per lavoro spazio, però, in tutta Italia. Sono stata anche in Liguria: ero in servizio al quartiere Carignano di Genova ed ho abitato a Pegli (un appartamento carino carino fronte mare), ho un ricordo fantastico di quel periodo.
                  Come… qual è il mio nome? 😯
                  “Afinebinario” … non te lo ricordi più? 😦
                  (….poi, poi 😉 )

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                  • hai ragione… “Afinebinario”…scusa la mia curiosità…. 😉 mi chiedevo se fossimo vicine…ma ahime’ siamo molto molto lontane…il paesaggio che tu descrivi deve essere meraviglioso…. ti abbraccio in questa domenica postferragostiana…. 🙂

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                    • Ti abbraccio anch’io, in questa domenica di sole e di mare.
                      Noi siamo vicine …. basta che fai toc toc sulla parete del muro ed io ti sento.
                      La curiosità è legittima, io lo sono molto, un abbraccio 😉

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  5. Si, esistono persone speciali. Ma spesso, a me viene da pensare: “chissa’ quante persone sono speciali e non sanno di esserlo..e magari vivono una condizione imfima”. E credo di non sbagliarmi. Quanti santi erano, prima, dei bastardi? Ma poi… “La conversione dell’Innominato” ne “I promessi sposi”. Un capobanda che… la “specialita’” e’ come l’intelligenza, in molti individui questa “specialita’” e’..sprecata.
    —————————————————————————-***———————————————
    Ciao, afinebinario! I Tazenda composero questa canzone proprio pensando a questa piaga, e non e’ la sola che “ne parla”. Un’altra loro canzone, “sa mamma de su sole” (letteralmente significa “la mamma del sole”, per dire “l’essenza del sole”, inteso come CALDO, dovuto anche agli incendi).

    Dice cosi’: “Pitzinno ista in domo finzas a sas battòro, in fora b’est sa mamma de su sole (ragazzino-e’ una madre che parla al figlio- , resta in casa fino alle quattro, fuori c’e “la mamma del sole”, il sole che riscalda troppo). “A chent’ottanda grados, ruju ke una cariàsa, te poden salvare solu sos chèros..” (a centottanda gradi, a tutto tondo, rosso come una ciliegia- a causa dei fuochi- , ti possono salvare solo i cerri- ti puo’ salvare solo l’ombra delle querce-).

    Una piaga che si ripete tutti gli anni, colpa di disattenzioni- si’, e’ grave ma.- soprattutto del DOLO. Non immagini quante rivalita’ esistono nel mondo agricolo, e poi ci sono altri interessi che non starei a spiegare. Se accade in Sicilia, si pensa alla “mafia”, ma credo che la criminalita’ organizzata, anche qui, c’entri almeno in parte.

    Ma soprattutto sono le rivalita’. Nel mio lavoro, sono incaricato di scrivere su un file, nei “tempi morti”, dati da schede cartacee del “fondo tribunale” (lavoro in un archivio di stato), e ne leggo (e ne scrivo) di tutti i colori. Leggo e scrivo, sul file, cose tipo : “Imputato: tizio”; “reato”: “INCENDIO DOLOSO”, e nelle NOTE mi capita di copiare: “L’imputato aveva dei rancori con la vittima e, per danneggiarlo, ha appiccato il ^fuoco alla paglia stipata nella stalla che trovavasi nel suo podere, cagionando danni per £..”.

    E sono fatti accaduti nel 1860, o nel 1901, o nel 1920. Per dirti-e dirVi che la cosa e’ vecchia, molto vecchia.

    “Prima tutte queste cose non succedevano”,si sente dire spesso. SBAGLIATO, mi passano in mano delle schede (e sono una minimissima parte delle cose che succeevano) inerenti peersino a casi di FEMMINICIDIO, risalenti a..VEDI gli ANNI che ti ho scritto sopra, e vedrai-vedrete- che ANCHE l’uomo di cento anni fa non era migliore di quello di oggi, ciao Afinebinario, e grazie del commento

    Marghian

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    • Proprio così Marghian. 🙂
      Di “persone speciali” sono convinta anch’io che ce ne sono tante e magari ignare di esserlo. Il fatto poi che alcune di loro vivano anche una condizione infima personalmente me le rende più care.
      Interessante e nello stesso tempo triste lo spaccato che racconti del tuo lavoro, mi ha fatto piacere conoscerlo.
      Grazie per il Tuo commento. Un abbraccio

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  6. Mia madre, mio padre, una mia nipotina figlia di cugino, che non c’è più … ma anche persone ^senza parentela, come … Margherita, per esempio. Soltanto guardare la sua foto- ne ho una nel pc-, od anche pensare a lei, mi scioglie il cuore. E questo, semplicemente questo, senza “manifestazioni” particolari, e’ già un grande aiuto, da parte degli “angeli”. Angeli che sono anche qui, “in vita” come dei miei amici, i miei fratelli, e gente che conosco e che so… che sono speciali. Ciao.

    Marghian

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  7. In questo momento seduta davanti al computer fa caldo, ma leggendo le tue parole la mia schiena è stata percorsa da un brivido. Hai molto amato tuo nonno, come io ho amato i miei e talvolta pensando a loro provo nostalgia di quel passato gioioso.
    Bea

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    • Bea… ti ringrazio sai! Ripercorro attraverso i commenti che lasciate quelli che sono stati gli anni della mia infanzia, particolarmente felice proprio grazie ad un Nonno che ho realizzato a posteriori quanto fosse speciale. Quando avevo cinque-sei anni credevo che tutti i Nonni fossero uguali, non sapevo che quello speciale era proprio capitato a me!
      Un bacio 😉

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  8. Bellissimo e commovente il tuo post ! Con i miei nonni non ho avuto un lungo rapporto ,uno è morto che avevo 4 anni ,l’altro era un nonno totalmente assente ed anaffettivo.
    Ho amato molto invece la nonna moglie dell’anaffettivo ,con lei avevo un rapporto più da madre e figlia che da nonna e nipote.
    Un abbraccio♣
    liù

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    • Cara Liù ritengo di essere stata molto fortunata, ho voluto tanto bene alle persone che adesso non ci sono più e per quel mio nonnino speciale avevo proprio una predilezione. Quante marachelle abbiamo combinato insieme e che bei ricordi conservo adesso.
      Grazie Liù, ti abbraccio.

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  9. Bellissimo racconto, mi sono venuti i brividi. Un po’ ti invidio perché io purtroppo non ho avuto la possibilità di conoscere i miei nonni. Ma sono felice che ne esistano e ne siano esistiti di così profondi e teneri! Preserva sempre il suo ricordo, è l’unica cosa che possiamo fare per tenere ancora in vita chi non c’è più!

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  10. Esistono e come esistono ……………. chissa perchè il più delle volte danno fastidio ……….. forse perchè ti parlano di verità, di quella che fa “male”
    Buon Ferragosto

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  11. Parlo per me
    che ben venga il dolore da una verità ……….. ha un senso, se penso al dolore gratuito che poroviene da persone non certamente speciali ………….. Afinebinario, non è polemica la mia, ma solo una convinzione, che sia ben chiaro.

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    • Ma non la vivo come una polemica, tutt’altro, semmai un confronto ed a mio avviso è bello che ci sia.
      Conoscere una verità, un qualcosa che prima non si sapeva è sicuramente giusto. Se da questa verità scaturisce poi un dolore, pur di conoscere questa verità, mi assoggetterei al dolore stesso. Poi dirò a me stessa: “oggi hai conosciuto una verità dolorosa” ben cosciente che si sarebbe potuta verificare. 🙂

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  12. Scusa, ma perchè deve essere un dolore per forza, visto che questo tipo di verità proviene da una persona speciale, come faccio fatica abbinare l’amore alla sofferenza ……… è uno stato di tensione leggittimo in entrambi i casi ………. io lo chiamo Stupore, se riconosco la specialità della provenienza.

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    • Scusa ma proprio tu hai esordito con: “…perchè il più delle volte danno fastidio ……….. forse perchè ti parlano di verità, di quella che fa “male”.
      Io mi sono collegata al “male” di “quella verità”.
      Vedi, a me le “persone speciali” non hanno dato mai nessun fastidio, una di loro ha fatto proprio parte della mia vita e ne ho un ricordo bellissimo. Sono piena di racconti fatti da mio Nonno, conservo i suoi diari di guerra, mi parlava di tutto, ricordi collegati alla sua infanzia, alla sua vita spesa al fronte e mi sembrava impossibile che proprio una persona buona come lui li avesse potuti vivere. A volte per non essere cruento e preservarmi dal dolore me li raccontava come fossero una favola, solo quando sono diventata adulta mi sono resa conto quanto dolore nascondesse tanta sua verità.
      Lungi da me pensare che mio Nonno volesse scientemente farmi conoscere il dolore. Era davvero troppo speciale per fare questo.
      Spero di aver chiarito e non ingarbugliato oltre… mannaggia! 😦

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  13. Ho pianto leggendo questo racconto perché mi sono identificata con te, perché io avevo uno zio facente funzione di nonno, morto due anni fa a 88 anni che è stato davvero una persona speciale per me, soprattutto per la mia infanzia, ma anche in seguito, fino al suo ultimo giorno mi ha accompagnata “per mano”, è stato il mio punto di riferimento e un conforto continuo.
    Hai fatto un bellissimo post. Si sente che viene dal cuore. Brava.

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    • Innanzi tutto benvenuta Laura, grazie per essere qui. 🙂
      Abbiamo avuto entrambe una persona speciale nella nostra vita. Tu uno zio, io un nonno e di questo dobbiamo esserne felici.
      Molto bello il Tuo commento perchè va oltre la partecipazione, c’è un vissuto che ancora oggi è molto forte per Te e c’è una condivisione in una storia che ci vede entrambe protagoniste.
      Anche tu hai lasciato un commento con il cuore in mano.
      Non posso che ringraziarTi. Ti aspetto ancora 😉

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  14. Che bellissimo racconto. Anche io amo mio nonno. Da sempre c’è stato un feeling unico. Ci capivamo con uno sguardo.
    Poi problematiche in famiglia hanno distrutto case e legami. Persino con lui. Fatico ancora a crederci. Se n’é andato che non mi rivolgeva più la parola. Non mi capiva più, ancor prima di decadere completamente, in una ventina di giorni, per vecchiaia, forse.
    È morto da due anni. Mi manca da molto prima…

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    • Benvenuto Stefano in questo mio piccolo mondo che poi vorrei estendere a tutti voi. 🙂
      Mi fanno piacere le Tue parole, mi fa piacere che hai apprezzato. 🙂
      Grazie e passo a farmi un giretto da Te, lascia l’uscio socchiuso… 😉

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  15. La prossima volta che scrivi “non so fare questo o quello” vengo li e ti meno!!

    Mi hai fatto commuovere! Ora leggo tutto quello che mi sono perso…..non so scrivere…. Ma va va… 😘

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        • Ma dai! 🙂
          Beh … se la promessa è venir qui per “menarmi” c’è poco da stare allegri!
          Ma si scherza, suvvia, alleggeriamo col virtuale la pesantezza del reale. 🙂
          Ma oggi sei un “podista” … mi stai bersagliando di commenti, guarda che ti ripago con la stessa moneta, ahahahahah 😆
          Guarda che ti prendo, ti prendo, ti prendo…. Preso!

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          • Hahahahaha!! Hai ragione, scusami… Però mo che m’hai preso non mi mollare eh.. 😁
            Ciao “afinebinario” un abbraccio sincero di amicizia….

            Tu mi hai detto che “valgo” , vedi che tu vali ancora di più.

            Ciao treno in corsa…io sono in carrozza.

            Pier

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              • Se sei al mare, un favore, faresti una nuotata anche per me? E saluta i tuoi amici…da parte mia. Se riesco posto più tardi una cosa e la ballate stasera…. se riesco.
                Ciao! (Avevo freddo, un abbraccio serviva)

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                • Nuoterò anche per te, lo prometto. 😉
                  I miei amici leggono tutto quello che si scrive (sono stati loro gli artefici di questo blog), sono contenti dei commenti e di tutte le persone che vengono a far visita.
                  Dai, dai… metti su un pò di musica che oggi si balla! 😉
                  Un abbraccio per Te lo conserverò sempre, sei un Gigante buono in fondo … 🙂

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                    • Azz….. 😳
                      Oppssss m’è uscito di cuore! Spero lo leggerai solo Tu altrimenti passo pure per scostumata…. 😦
                      Prenditi tutto il tempo che vuoi, anch’io adesso passo e chiudo che bisogna andare a preparare un sughetto di mare per gli spaghetti …. poi torno eh…. 😉

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                    • Due minuti ritmati al punto giusto … semplici quanto basta!
                      Questa musichetta la farò uscire a tutto volume mentre mangeremo in modo da graziare anche gli altri. Lo spaghettino insugato col riccio di mare calerà che è una bellezza … sono sicura. 🙂
                      Un abbraccio a suon di musica … per non perdere il ritmo 😉

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                    • Adoro gli spaghetti con il riccio di mare! 😪😪 qui diluvia e fa freddo…
                      Scusa avrei voluto fare qualcosa di più carino. Mi farò perdonare…

                      (Perdona se ho usato nell’ultimo mio post il tuo logo, ma è un omaggio a te. Buon pranzo!)

                      Un abbraccio a te e i tuoi amici, che invidio tanto…

                      Ciao!!!!

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                    • Ecco … dunque… stavamo dicendo … no perchè… cioè … allora … mi sembrava … no ma che penso … forse … già … chissà … numble numble … no non mi guardate … eh sì lo so che divento rossa … infatti … e poi mi commuovo… ma sì è così, son così … son storta io … non sono mica forte … beh chiedo aiuto alle stelle adesso … mica son buona a far tutto da sola … ti regalano poesie e io giro il sugo … ti regalano musica e io continuo a girare il sugo … ti dedicano un omaggio, un post con un’altra poesia e io poso il cucchiaio piango un pò e chissene importa se il sugo si attacca … mica so fare tante cose tutte insieme io!
                      Te lo dicevo Pier che non so far che poco, molto poco e quel poco adesso s’è attaccato al tegame e il post con la poesia mi si è attaccato al cuore.
                      Oggi gli amici per pranzo si attaccano al tram … ehm … al treno! 😉

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                    • Mi fai sentire in colpa così…😔 Ora mi odieranno!!

                      Sii felice, sempre e comunque..il valore di un’anima è ciò che il cuore Sa regalare.

                      Ti abbraccio, ti devo (vi devo) uno spaghetto al riccio!

                      Sto bene però…sono luminoso dentro.

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