Bisogna essere presenti a se stessi

Quante volte vi è capitato di sentire questa frase? 

A me è capitato mille …  mille volte.  E l’ho sempre sentita a corollario di un qualcosa che, tutto sommato, si doveva evitare.

O si poteva evitare.

L’ultima volta l’ho sentita circa un mese fa mentre aspettavo l’ascensore nel condominio dove abita una mia amica. La diceva il portiere dello stabile all’adolescente che, per fare il fighetto nel premere il pulsante di chiamata dell’ascensore, aveva lasciato cadere la bottiglia di birra che aveva in mano. Frantumandosi.

In mezzo ai vetri e a quel liquido paglierino il portiere sembrava un predatore dentro un nido usurpato.

Avevo preso l’ascensore con quel ragazzetto molto imbarazzato ed avevamo spinto i rispettivi piani. In cabina gli avevo sorriso ma ancora l’eco di quel “bisogna essere presenti a se stessi” risuonava chiaro dentro l’angusto spazio.

Andavo a trovare Lucia sapendo che il giovedì successivo sarebbe entrata in ospedale e una volta a casa sua, mentre la guardavo armeggiare con la macchinetta del caffè, lei aveva iniziato a raccontarmi il tipo di operazione che avrebbe dovuto sostenere entro un paio di giorni.

“Ti ricordi lo scorso autunno quando sono stata operata all’addome?”

Certo che me lo ricordavo. Avevamo trascorso una settimana insieme in quel padiglione di medicina generale,  tra ansia e coraggio che s’intervallavano ai passi silenziosi degli zoccoli verdi degli infermieri.

“Ecco, devono rimuovermi una garza dimenticata da chi mi ha operata otto mesi fa, per fortuna non è un tampone o una pinza ma è solo una garza che imbevuta di sangue, a detta dei medici, facilmente  tende a nascondersi negli anfratti”.

Sorseggiavo in silenzio il liquido nero. Bollente.

Pensavo che c’è anche chi entra in sala operatoria con un rene malato e al risveglio scopre che è stato tolto l’altro.

Una garza dimenticata in fondo ha un esito meno drammatico però, se anche voi l’avete sentita … come recita quella frase?

bisogna essere ….

La voce mi arriva con un timbro di velluto appena ruvido, quasi un bisbiglio sommesso.

Già.

Mille, milleuno …

20130819_231045Foto  @Fotograffio

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31 thoughts on “Bisogna essere presenti a se stessi

  1. Vorrei avere un’amica come te… non per la frase; non per il chirurgo sbadato che dovrebbe scendere magari dall’Olimpo dove si piazza di solito e rendersi conto che certe cose non devono succedere; non per il portiere, il ragazzo e la birra… Ma per la settimana insieme, quella di ansia e coraggio. Un abbraccio anche alla tua amica.

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  2. Mi piace molto questo racconto di vita vera in cui tu sì eri molto “presente a te stessa” visto come ricordi ogni attimo e sensazione provata. Penso anch’io che Lucia sia fortunata ad avere te come amica. Sono contenta che alla fine le sia andato tutto bene. Buona giornata.

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    • Buona giornata 🙂
      E’ vero, ammetto di essere presente soprattutto se la circostanza lo richiede. Io e Lucia siamo fortunate ad essere amiche, è una donna molto forte che affronta con piglio deciso le avversità della vita.
      Grazie Laura di esserci 😉

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  3. Non riesco a credere che succeda ancora di dimenticarsi la garza dentro l’addome,ma quando metteranno un po’ di competenza nel difficile mestiere che fanno
    Sono molto contenta che alla tua amica tutto sia andato bene.
    Un bacio♣
    liù

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    • Eppure succede cara Liù. 😦
      In quel caso lì il chirurgo si giustificò dicendo che era sottoposto a un turn over esasperante e che c’erano da fronteggiare diverse situazioni con la cronica carenza del personale. Ci spiegò, ad esempio, che in sala operatoria una volta eseguito l’intervento ci sono delle apposite tasche dove devono essere riposte le garze usate e quelle inutilizzate per poi procedere all’opportuna conta finale. In quello specifico caso nessuno purtroppo contò.
      E’ andata comunque bene, alla fine 😉 Un bacio a Te.
      p.s. Ho provveduto a iscrivermi nuovamente sul tuo vecchio blog 😉

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  4. Il caso della tua amica bisognerebbe denunciarlo, per fortuna è solo una garza, se era qualche strumento della sala operatoria? Il caso del ragazzino è giusto che sia stato ripreso, anche se ha commesso una sciocchezza di poco conto. Pensa invece a quanti perdono la vita in incidenti stradali, magari per un colpo di sonno oppure per guida in stato di ebbrezza. Malgrado ci siano più controlli per strada rispetto al passato certi incidenti capitano ancora, e molto spesso le conseguenze sono disastrose.

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  5. Stupore e indignazione,che ancora queste cose si ripetano.In certe situazioni si dovrebbere essere molto di piu’ che presenti a sè stessi.Bisognerebbe pensare che la persona che stiamo operando siamo noi stessi.
    Per fortuna che tutto si è risolto, per fortuna esiste ancora l’amicizia,bella come la vostra.
    Un abbraccio!

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  6. santo cielo! capisco che anche i medici lavorino in condizioni sempre più inadeguate, ma dover subire un intervento in più per una distrazione (e non di una persona sola!) è proprio difficile da concepire .
    ciao, buona notte

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  7. Ormai di questi errori in sala operatoria ne parlano ogni giorno, o quasi. Mi accodo agli altri dicendoti che sono felice che alla tua amica sia andato tutto bene. Ed è meraviglioso leggere di come parli dell’amicizia. Ai tempi d’oggi (parlo per me) è un valore che tutti hanno dimenticato o è molto raro. Sono felice di sapere che ho ancora una speranza di trovare la mia amica gemella. 🙂 Un bacione a entrambe! 🙂

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    • Margherita carissima sai che da una recente statistica è emerso che circa il 9% degli eventi negli ospedali riguardano proprio le dimenticanze in sala operatoria, pazienti che vengono riaperti per rimuovere corpi estranei … quasi ci restavo secca quando l’ho letto! 😦
      Con Lucia ho un’amicizia molto forte, è vero, non sono stata però neppure io immune da sonore batoste eppure non ho mai smesso di crederci e all’amicizia ci credo ancora. Ti leggo pessimista e mi dispiace perchè penso che tutti dovremo lasciar germogliare quel seme che è in ognuno di noi, anche rischiando una sconfitta.
      Ricambio il bacione (smackkkkkete) 😆

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      • Hai ragione, parlo da pessimista, eterna pessimista. Ho preso batoste in questi 31 anni, a destra e sinistra, da amici di cui non avrei mai pensato mi avrebbero tradito. E invece…. nulla! con l’amore è diverso. Perchè magari è finita per incompatibilità, troppi litigi o motivi vari. Ma l’amicizia la vedo come un legame eterno e troppo bello per metterci una FINE! Eppure è successo. Devo prenderlo come un consiglio il tuo, anzi come una “perla di vita”: devo lasciar germogliare quel seme che è dentro di me anche rischiando una sconfitta. Perchè poi parto prevenuta e magari non approfondisco un’amicizia che potrebbe essere importante! :-* Ancora un altro bacione! e grazie per le tue parole. E comunque: Sì. Dobbiamo sempre esser presenti a se stessi. Ed io ultimamente non sono presente a me stessa. Lo ammetto. :-S

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        • Il pessimismo: la colpa non è tua, almeno non è sempre tua Margherita.
          La colpa è di quel maledetto bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto. 😦 Se siamo felici lo vediamo pieno, se siamo giù di corda lo vediamo vuoto. Eppure è sempre lo stesso bicchiere con lo stesso liquido dentro.
          Lo sego. Oggi lo sego. 😈 Basta ho deciso. Lascio solo la parte piena perchè la Vita è una, una soltanto e passa in fretta, non ci possiamo permettere di non goderla appieno. 🙄
          Scherzi a parte… le risposte a tutto le troviamo solo dentro di noi e loro sono lì, lo sappiamo che sono lì, basta solo volerle vedere.
          Il semino c’è, la terra è fertile, l’acqua non manca e allora? 😆
          Sei un bella persona Margherita, se non lo fanno gli altri, vai tu incontro a loro con la mano tesa. E vedrai … 😉
          n.b. bisogna essere …. vedo che lo sai … e allora “coraggio”! 😉

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          • Concordo al 100% con le tue parole. Il problema l’hai centrato in pieno! Hai capito perfettamente cosa volevo dire. 🙂 Devo imparare a memoria la tua filosofia: “Basta ho deciso. Lascio solo la parte piena perchè la Vita è una, una soltanto e passa in fretta, non ci possiamo permettere di non goderla appieno.” Hai ragionissimo! Grazie per le tue parole di conforto e i tuoi consigli. Quando non si sa che fare, credimi, i consigli sono sempre essenziali! Grazie! :-******

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  8. Sensibile racconto di un’esperienza che, seppur non vissuta in prima persona, ci porta all’immedesimazione ed al rifiuto del non essere presenti a se stessi. Un messaggio che sollecita l’ attenzione inscindibilmente legata al senso di responsabilità (oltrechè di amicizia). grazie. Buona giornata.

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