“Pronto … sono Francesco”

Stamattina alle sei e un quarto, in attesa che i miei amici si svegliassero, passeggiavo sulla spiaggia. Le finestre delle loro camere avevano le imposte chiuse, segno tangibile e inequivocabile della presenza in loco dell’amico Morfeo.

Passeggiare al mattino sulla sabbia ancora fresca è per me una sensazione impagabile perchè c’è tutt’intorno la quiete inebriante dell’alba che assorbe l’aria viva, rinnovata e piena di luce. Il mare poi con il suo pallido azzurro luccicante d’argento lambisce la spiaggia e  rilascia attraverso il lento movimento delle onde qualche carezza leggera. Ecco, è proprio in un momento come questo che riesco a godermi in pieno l’immobilità prima di lasciarla cadere nel giro di un paio d’ore investita dal manifestarsi di problemi pratici che mi assediano.

Guardare il mare assorbe la mia attenzione come la più stupefacente delle sostanze. Riesce a darmi un senso di ubriacatura ed i pensieri vengono fuori a scia, maniacali e ripetitivi vanno verso l’orizzonte senza un preciso riscontro.

Questo senso di ubriacatura, dilagando incontrollata, stamattina mi ha fatto addormentare sulla spiaggia. Un sonno leggero paragonabile a un dormiveglia distaccato dove mi sentivo una che si vede trasformare il paesaggio che ha intorno in una manciata di secondi.

Avevo con me il cellulare e in quel dormiveglia inesplorato dei sensi lo sentivo chiaramente squillare. E mi sembrava di rispondere e poi … sentire “quella” voce:

” Pronto … sono Francesco “.

Un balzo ed ero in piedi. Spiazzata, incredula come poche volte in vita mia e con l’aria allucinata di chi ha davvero il dubbio di averla sentita, di essersela immaginata nella stanchezza confusa dei giorni precedenti, un’esaltazione travolgente verso un’idea infondata.

Le finestre come occhi assonnati erano finalmente aperte. Qualcuno poco distante mi stava chiamando ed io ascoltavo l’energia viva della voce con tutti i sensi disponibili. Sudavo freddo nonostante il caldo e non riuscivo a dare nessun equilibrio ai miei pensieri, andavo a strappi, non c’era nessun rapporto con il tempo perchè nulla al momento poteva dare significato alle parole per descriverle.

Poi accanto a me si è materializzato Fotograffio. Un debole cenno di saluto mentre assorbivo con gli occhi ancora socchiusi il suo respiro tiepido misto a preoccupazione per la mia prolungata assenza.

“Ti ho cercata dappertutto, poco mancava che ti chiamasse anche il  Papa !

Lui ha iniziato a camminare, io agganciata al ritmo dei suoi passi ho cominciato a ridere a crepapelle.

Mentre ridevo evitavo con le forze ancora disponibili di guardare il mare per paura di un’altra ubriacatura. I problemi pratici stavano in fondo con lui già manifestandosi, investendomi completamente.

Il cellulare però l’avrei tenuto acceso tutto il giorno. Per pura scaramanzia.  😉papa-francesco_h_partb

 

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34 thoughts on ““Pronto … sono Francesco”

    • Ma te l’immagini Roberta … che scoop sarebbe!
      Sua Santità che … mi vengono i brividi a pensarci, eppure nel breve sogno si avverava. 🙂
      In quella grotta andiamo spesso a curiosare, sapessi quant’è bella e grande dentro, soprattutto … fresca!
      Buon prosieguo di giornata 😉

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    • Perdere i contatti per divergenze d’opinioni, di idee o di credo mi sembra assurdo Liù. Assurdo.
      Il rispetto verso gli altri sta anche nell’accettazione, a qualunque titolo o ragione.
      Nel mio spazio puoi esprimerti assolutamente come vuoi, con la massima libertà, non censurerò io nè permetterò ad altri di farlo. Men che meno vorrei perdere il Tuo gradito contatto.
      Questo cara Liù ci tengo a precisarlo davvero.
      Essere atea è una scelta, libera e rispettabile. Fino a prova contraria.
      Ricambio l’abbraccio e da me sentiti sempre “a casa tua” 😉

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  1. aaah ma Francesco era proprio quel Francesco! sono un po’ tarda, mica l’avevo capito subito 🙂
    cellulare acceso. sempre acceso! 😉 malgrado il mare birichino.
    bel racconto. ciao, caro saluto

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  2. sai? leggendo le tue parole che così bene descrivono la grande magia che il mare sa trasmettere, non potevo non condividere con te la stessa emozione. Quel suo inarrestabile moto ondoso, che sembra seguire il medesimo ritmo del tuo animo….. Amo il mare profondamente, ed il mio sogno più grande è sempre stato avere una casetta sulla spiaggia dove poter vivere anche d’inverno, quando fuori è in tempesta e, magari tu hai il camino acceso che scoppietta….sono un’inguaribile romantica, sigh!!! un abbraccio.

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  3. Ciao., Afinebinario, come va? Ho scritto questo post in gran fretta, dovevo ancora fare il pranzo, e riposare un po’ (la settimana lavorativa mi ha stancato..) e poi…ho fatto qualche “faccenda di casa”, Anche stasera ho poco tempo da dedicare al blog, quasi zero…vorrei fare a tempo a godermi la festa, la sua parte finale, con il ritorno del simulacro (quello accadra’ quando io staro’ ancora cenando.) e lo spettacolo musicale in piazza. Quello no, non me lo perdo.

    Su “Artinsieme” (che e’ in tema con il post in quanto la mostra e’ stata organizzata in occasione della festa) ho fatto qualche altro post-vedi “giugno 2011″, e nel post “festa di San Pietro” troverete maggiori dettagli su questo gruppo di pittori.
    Ciao, Ora vi lascio, se no ceno alle calende greche…:lol:

    Marghian

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      • Per te…per voi…io sono tranquillissimo, so che capite :).
        E’ che mi fa incavolare non aver tempo per le MIE cose; vale per il blog come per le altre cose che vorrei fare (non sto suonando quasi niente, leggere non ne parliamo..a proposito, da domani si ricomincia con il lavoro..).
        Sono appena tornato da dare una mano alle signore (sono soprattutto donne) per la mostra di “Artinsieme”- e adesso devo far da mangiare.

        A presto, cara amica 🙂

        Marghian

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  4. IL mare e l’assopirsi alla sua musica, quasi l’alba ed in essa il momento mediatico del dormiveglia.
    Bel racconto fra l’onirico, le nostre capacità percettive ed il sogno. Mi piace, non so se ho capito giusto ma quello che ho percepito mi piace proprio.

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  5. Scuriosavo nel tuo blog e mi sono buttata a capofitto in questo bellissimo racconto. L’ho letto tutto di un fiato, mi hai fatto vedere il mare, ho sentito il suo profumo. Mi si sono socchiusi gli occhi e c’è mancato poco che sentissi suonare anche il cellulare!

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