Frammenti di vita

“Noi la gente l’aiutiamo sempre e la tempestività con cui interveniamo in qualche caso determina la salvezza di una persona. Io però preferisco dire soccorsa, “salvata” mi sembra un po’ troppo cinematografico.”

La ragazza sul treno è annoiata, digita nervosa messaggi sul cellulare, ravvia una ciocca di capelli e mastica un chewingum a bocca aperta. Mi sembra troppo in movimento.

“Ricordo ancora il mio primo intervento. Era una giornata piena di nebbia e verso l’alba soccorremmo un signore anziano che era uscito fuori strada. Riuscimmo a portarlo vivo in ospedale, poi però venimmo a sapere che non ce l’aveva fatta. E quel giorno per la prima volta mi fermai a riflettere su quanto fosse fragile la vita umana”.

Alzo la testa dalla rivista che sto leggendo e cerco gli occhi del giovane di fronte.

Tace improvvisamente e guarda fuori, con la mano accarezza le labbra, il pollice s’infila tra i suoi denti, lo sguardo versato nel vuoto. Chissà se sta pensando a quel giorno.

La ragazza ha un’espressione di impercettibile ripugno mentre allunga indolente le gambe sul sedile di fronte, frena a stento uno sbadiglio. Incrocio il suo sguardo che subito precipita a terra.

Attraverso il cristallo del finestrino scambio col giovane un sorriso affettuoso, mi alzo piano dal sedile, lascio scivolare nella borsa la rivista e mi appresto a scendere.

Prima di abbandonare il vagone mi volto a sorridergli nuovamente, ancora piena di gratitudine.

Quell’anziano signore, in quella giornata di nebbia, potevo essere anche io.

Lui, quel vigile del fuoco che ricorda ancora con tenerezza il primo intervento.

Tutt’intorno la fragilità della vita umana.20131124_120006

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27 thoughts on “Frammenti di vita

  1. Nessuno pensa di poter morire da un momento all’altro, tutti viviamo come se fossimo immortali e invece dovremmo renderci conto di quanto siamo fragili, dovremmo vivere senza pensare al domani e goderci ogni istante di questa nostra piccola esistenza.
    È dai tempi del militare che non prendo un treno, mi hai messo un po’ di nostalgia con questo tuo post …
    Ti abbraccio cara Affy.

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  2. Bellissimo post cara. Hai descritto magistralmente pensieri, gesti, sensazioni che è possibile percepire durante un viaggio in treno. Capita anche a me talvolta di fare attenzione alla varietà umana seduta nel mio compartimento del treno e di immaginare “frammenti di vita”. Buona giornata. 🙂

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    • Raramente prendo il treno, stamattina l’ho fatto per raggiungere una filiale. Ho cercato poi di mettere nero su bianco la sensazione che mi ha lasciato l’incontro con quei due ragazzi. 🙂
      Un bacione cara Laura, sempre così presente 😉

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  3. la vita è un attimo, è vero! Bisognerebbe agire come se dovessimo andarcene domani, ma pensare, progettare come se non dovessimo morire mai. Siamo umani però, ed il nostro limite più grande sta proprio nel non renderci conto che è TUTTO in un attimo! Ti abbraccio Cara AFB e ti auguro di riposare bene questo fine settimana, visto che lo scorso non hai dormito a sufficienza a causa del lavoro. Felice Week-end xxx

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    • Wow questo fine settimana sta sorgendo sotto i migliori auspici … sarà proprio grazie al tuo affettuoso augurio? 😉
      Non bisogna dimenticare di essere umani, ci mancherebbe Marilena, dobbiamo solo ricordarci che la vita è una sola e dobbiamo riuscire a spenderla bene. Non devono mancare i progetti certo, ma, alla base, non deve mancarci l’entusiasmo, lo stupore, la meraviglia per tutto ciò che abbiamo e che ci circonda perchè, come giustamente scrivi e pensi tu … bisognerebbe agire come se dovessimo andarcene domani. L’immortalità ancora non ci appartiene quindi anche oggi, anche adesso … voilà un bel sorriso, anche se non ce n’è tanta voglia, facciamo uno sforzo per noi stessi e per chi quel sorriso non riesce proprio a regalarlo. Fai conto che sia una terapia per andare incontro al buon umore, ecco … 😉
      Un abbraccio carissima e … me lo fai un sorriso? 😉

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  4. Sono solare, positiva, ma ciò non toglie che vivo in un perenne stato d’ansia. Anch’io percepisco moltissimo questo stato di fragilità della nostra vita e di quella delle persone che amiamo.
    10 volte like su ciò che hai scritto,. 🙂 Bea

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  5. Sono così fragile, che ogni giorno che passa, attraverso quel finestrino, vedo la speranza di comunicare svanire.
    La Vita ci comunica la sua grande magia, ma io stento a trasmetterla e riceverla.
    Ogni giorno è carico di aspettative per me, mi sveglio allegro, con la voglia di combattere e farcela sempre, ma alla sera, quando faccio il riassunto, ben poche cose rimangono.
    Solo la Gioia del mattino successivo.

    Ciao.

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    • Ciao Stefano,
      la speranza è quella che ci aiuta sempre.
      E’ lei che ci aiuta a credere e a lottare, a tirare fuori le unghie quando tutto sembra crollare. La speranza è quel carico positivo di aspettative che scopri di avere ogni mattina quando ti svegli allegro con la voglia di combattere e sperare.
      Proprio ieri attraverso il tuo blog parlavo dell’importanza di non ingabbiare i pensieri verso ciò che è stato negativo guardando al passato e rimuginando sugli avvenimenti. Ciò che non è stato, non è stato e poco importa capire se la colpa è stata tua o sua. Restare prigionieri di una storia o di un destino cercando continuamente sensi di colpa o spiegazioni verso il nostro o l’altrui atteggiamento non contribuisce nè a farci star bene nè a vivere, bisogna saper guardare avanti, andare oltre, tendere l’orecchio al passato e l’occhio al futuro. Ho imparato a mie spese che in ogni relazione c’è sempre uno dei due che impiega più energie rispetto all’altro ed anche il dolore, alla fine di ogni rapporto, non è mai uguale.
      La speranza è quella di monopolizzare in questo momento tutte le tue forze verso te stesso, verso la tua persona per uscire illeso da una storia che rischia altrimenti di produrre ulteriore dolore. Il senso di sconfitta e di sconforto che in questo momento ti sembra insuperabile vedrai sarà la spinta per trovare nuove forze e nuove energie di fronte alle innumerevoli gioie che in ogni campo la vita sempre ci riserva.
      Nelle storie degli altri ho sempre voluto entrare in punta di piedi perchè sono convinta che tutte meritino rispetto nell’imprevedibilità della natura umana.
      Mi sono seduta virtuamente accanto a te, sulla panchina di un parco, ad ascoltare la tua storia e i tuoi pensieri. Ho visto tanti lampi di luce nelle tue parole che tengono vivi la speranza che puoi benissimo ricominciare a vivere.
      Non si perde mai nulla quando si ritrova noi stessi.
      Un abbraccio forte Stefano 🙂

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  6. E’ bello poter vedere negli sguardi delle persone la storia che nasconde nella quotidianità. Spesso “rotoliamo” senza pensare, senza cogliere le sfumature, senza soffermarci.
    Basta poco per gioire nel porgere una mano o semplicemente nel sorridere ad uno sguardo perso nel vuoto che con stupore incontra il tuo e perplesso comprende che lo stai ascoltando .
    E’ difficile però farsi avanti, poter oltrepassare l’esito che ti “blocca” e ti fa pentire di non aver parlato, di non aver chiesto “hai bisogno?”
    Il timore di fraintendere mi lascia sempre il dubbio di farmi prendere da idee di storie che forse appartengono solo a me.
    Anche la ragazza che mastica chewuingum mi fa chiedere che realtà possa trovare una volta scesa e tornata nella sua casa. che certezze di superficialità o di disperazione.
    Forse mi faccio troppe domande.
    Un abbraccio

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    • E’ giusto farsi domande sulla vita che ci scorre intorno, non sarebbe giusto lasciarla scivolare passivamente.
      Tendere una mano, sorridere o porgere un banale aiuto diventa spesso un’azione difficile, un gesto che si preferisce non fare. Presi dalla nostra quotidianità, dai nostri affanni, dai nostri pensieri quasi non ci avvediamo neppure del vicino che ci cammina a fianco e se ci accorgiamo che sta vivendo una situazione di disagio restiamo perplessi se offrire o meno il nostro piccolo aiuto.
      Forse per quel timore di essere fraintesi come dici tu oppure per una sorta di egoismo che dilaga prepotente.
      Occorre un piccolo sforzo per superare queste invisibili barriere e dopo, credimi, ci si sente anche meglio. Persone vere.
      Ricambio l’abbraccio, anche se è virtuale, è donato col cuore 😉

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  7. Sempre belle le storie di vita vissuta che racconti. Belle e molto edificanti. Attraverso le tue parole ci ritroviamo trasportati assieme a te sui vagoni del tuo trenino e di volta in volta conosciamo i suoi viaggiatori. E a me piace tanto viaggiare e conoscere persone nuove e le loro storie! 🙂

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  8. In questa stagione della mia vita, ho ripreso a viaggiare in treno… mi piace moltissimo condividere con altri un piccolo spazio mentre li guardo, immagino, e mi invento i caratteri, poi stacco e mi prende il paesaggio, hai mai notato quante cose vedi da un finestrino di un treno? e non soltanto i luoghi, ma ricchezza o povertà, operosità o incuria, e tanta tanta bellezza
    é una goduria venirti a trovare.

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    • Dal finestrino di un treno si vede uno spaccato di vita, a volte piacevole altre meno. E attraverso il vetro il paesaggio sembra prendere fiato, si affolla e movimenta i propri lineamenti. Sì piace moltissimo anche a me vedere tutto questo.
      Un abbraccio stregabugiarda 😉

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