Io, macchinista per un giorno

Appoggiata allo stipite, prima di uscire, con gli occhi a fessura come il boia quando regala l’ultima sigaretta al condannato ad un passo dalla sua esecuzione, Affy mi ha intimato di scrivere. Per una come lei che ama la sintesi sono bastate due parole “oggi scrivi”. Chiamatemi pure illuso ma io mi sento orgoglioso che il mio lavoro possa contribuire a dare concretezza alla sua voglia. 

Oggi il trenino … uhhhmmm che emozione …  lo conduco io, Fotograffio.

Ma come dimenticare Tomasi di Lampedusa e il suo romanzo “Il Gattopardo”? Oggi un passo di quel libro sento che mi rappresenta: “Appartengo ad una generazione disgraziata, a cavallo fra i vecchi tempi ed i nuovi, e che si trova a disagio in tutti e due”. Però Mio Dio quanto sarei oggi a disagio a stare ancora in quel blog, con chi è tornato a lisciare la “donna verde” … forse per un proprio tornaconto?

Ma torniamo a noi, a stare qua.

Grazie … a tutti Voi che mi avete in qualche modo fatto sentire la vostra presenza attraverso commenti che ho molto gradito. 🙂 Non sono un fotografo né potrò mai esserlo però è a tutti Voi che dedico questi scatti, tre gite dove non poteva certo mancare Pisa con Ivana rimasta sempre nei nostri pensieri, il Duomo di Orvieto e infine Firenze.

E come dice sempre Affi, anch’io vi abbraccio tutti.

f.to Fotograffio  😉

p.s.: questo post è una mia riflessione “alla vita” pertanto sono chiusi i commenti

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con simpatia  ……….  Fotograffio   😉

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