Ho visto le stelle ed erano tante

Buongiorno care amiche ed amici dal vostro Fotograffio,

Affy è ancora fuori ed io mi godo le stelle. Proprio così, ieri tanti di voi hanno lasciato stelline a profusione sul mio primo post da solista. Nessuno le vede eppure ci sono, splendenti come non mai. I like, i like. Sono contento innanzi tutto perché fra le stelle c’è anche la cometa e poi perché vuol dire che avete letto e quello che avete visto era sufficiente per gradire. Che poi per me equivale al massimo.

Il problema qui lo dico e qui lo nego, è che io non mi applico, sono una fava. Lo dicevano i maestri e poi i professori al mio vecchio quando si recava da loro per conoscere le mie gesta, tutti all’unisono a dire: “il ragazzo potrebbe fare, ha le potenzialità ma non si applica”. E così faccio ancora adesso che qualche lustro è passato, il vecchio se ne è andato e io come fava sono rimasto intatto.

Ho visto le stelle dicevo e le vedo ancora adesso. Ho indosso un maglione color ruggine acquistato ieri sera, venduto per pure cachemire e come tale salato all’esborso. Questa mattina appena indossato ho avvertito i primi cedimenti, un sinistro scricchiolio e qualche scintilla aerea sorvolavano la mia figura. Che fossi in odore di Santità? O quel color ruggine manifestava tutte le sue spine? Per farla breve nottetempo il cachemire deve essersi dileguato (forse ha ritrovato la sua pecorella ignuda e sotto l’alea natalizia si è ricongiunto ad essa) ed io ho indosso un maglione friggitello pagato una fortuna. Arrivato in ufficio una collega ha voluto vedere l’etichetta e su c’è scritto: lana rigenerata. Una lana cioè morta a suo tempo e poi fatta rinvenire con i chiodi appuntiti e la corrente a ventimila volts. Ah saperlo!

Distogliamoci da questi pruriti fastidiosi e parliamo di cucina. Non nel suo aspetto ergonomico, funzionale e quant’altro. Parliamo di fornelli. Dopo il felice acquisto ieri ho gustato la felice cena. Non andando in questo periodo nella casa paterna toscana, dove ritiro i miei barattoli di prelibatezze già belle e pronte dalla mi’ mamma, io mi arrangio, però mi domando e dico, quando una persona non sa cucinare che un misero tramezzino e vi chiede come si fa quel tale sugo, voi perché rispondete “con la cipolla” e vi fermate lì. Dove, come e quando va utilizzata ‘sta benedetta cipolla? Perchè vedete la cipolla ha un grande potere: voi piangete nello sbucciarla, io “a piatto finito” nel vederla tutta sbruciacchiata galleggiare in quel rosso pomodoro come un’alga del Mar Morto. La cena quindi, avrete capito che non è stata certo il top. Mia madre martellerebbe con l’ormai storica litania che è tutta colpa mia che sono single, che con una brava donna a fianco sarei un uomo felice e tanti problemi non ci sarebbero. Le mamme si sa hanno a cuore i propri figli e non certo quelli degli altri.

Avrei potuto telefonare ad Affy (voi la chiamate così ma a me sembra di chiamare un cane) per essere aiutato ma ieri l’ho già fatta sbullonare a sufficienza per prolungare lo svitamento. Che poi ieri avevo ragione io ma alla fine la supremazia maschile ha ceduto il passo alla donzella. Mi telefona verso le undici per avere notizie su un certo provvedimento a chiusura di una pratica e mi dice di prendere la cartellina rossa che si trova nel secondo archivio dello scaffale di destra. Una volta aperta avrei trovata la determina …. parlava a duecento chilometri di distanza come se fosse lì ed io che ero lì non vedevo neppure lo scaffale di destra. E lei a dire “ma Santa Lò che prima morì e poi s’ammalò ….” io da quest’altra parte che ero in bambola davanti a un mare di faldoni …. figuratevi se gli chiedevo poi della cipolla e del sugo!

Mi sono raggomitolato con quella cena sullo stomaco dentro la “copertina di Affy”. Non la sapete questa vero? Per la miseria ve la racconto subito che poi andiamo al lavoro.

Dunque, è nata la piccola Aurora, una gioia per tutti noi. Io pensavo a suo tempo fosse un maschietto e sono stato così convincente che alla fine avevamo scelto pure il suo nome. Ed Affy ha confezionato la copertina, sapete quella lana morbida morbida (mica come il maglione di cachemire), un lavoro molto particolare e di colore celeste. Celestiale come il bambino. Ecco ieri sera Fotograffio dopo il maglione al vetriolo, la magra cenetta e le baruffe telefoniche si è accoccolato sul divano davanti alla televisione con sulle ginocchia la copertina celeste morbida morbida … che adesso c’è la crisi e non si butta via niente!

Non vi porto via altro tempo, tutti al lavoro, a fare acquisti o a sbrigar faccende.

Un caro saluto a tutti

(promessa: stasera vedrete la foto con la  bella copertina celestiale  di Affy sulle mie gambette)

Il Vs. Fotograffio  😉

n.b. nei miei post abolisco i tasti dei commenti avete già perso tempo a leggere non perdetene altro a pigiar tasti.

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IM001300dietro le rovine ho trovato questa meraviglia e l’ho fotografata, non è bella?

20131206_194308 le gambe sono troppo lunghe … bucano il video!  🙂

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