Il pollo è entrato in forno arrosto ed è uscito alla diavola

Non ricordo quasi mai i miei sogni.

Forse all’alba li porta via il vento gelido insieme ai nugoli di foglie secche.

Stanotte però ho sognato e all’alba il mio sogno era intatto, incollato come fa il muschio d’inverno sui tronchi degli alberi, tanto simile ad un’umida pelliccia.

La tisana di sera è diventata una piacevole abitudine, quasi un rito che accompagna la notte. La notte è per me una donna alta, avvolta in un cappotto nero con una mantellina larga a pieghe ricadenti sulle spalle.

Il libro è quello della fanciullezza, quello che porto nel cuore e che spesso torno a leggere cogliendo sempre una nuova sfumatura così sottile che non puoi vedere  con lo sguardo. E’ “Il piccolo principe” di Antoine de Saint-Exupéry. E lì poggiato sul comodino, in bella vista, vive rivelando qualcosa che si vede solo di notte, con il cuore, come un notturno di Chopin.

E con quella tisana che mi scaldava il corpo e quel libro che mi ronzava in testa mi sono addormentata.

E lui era improvvisamente lì, vicino al mio letto, così vero che potevo addirittura toccarlo, abbracciarlo, sentirlo ancora vicino a me con il suo respiro, ora come allora. E capivo dal suo sguardo, dalla stretta del suo abbraccio, dalle sue mani forti, nodose, che era tornato per riportarmi in quota, proprio lui, il mio angelo silenzioso.

“Affy mi disigni, pi favuri, na pecura?”

Nonno caro Nonno, ma che ci fai tu qui? Perchè sei tornato stanotte, dimmi, perchè?

Era entrato nella mia stanza e tirava le tende che scorrevano su anelli di ottone producendo un rumore metallico. 

“Affy mi disigni, pi favuri, na pecura?” risse ancora.

Nonno iò unn’avia mai disignatu na pecura, mai nissunu armalu”. E accussì senza pinzari ci fici nautru disignu. E disignai na casa. “Chistu è ‘n blog … è ‘n blog pi mia è casa. Intu sta casa iò ‘unn’aiu bisognu di tia. E mancu tu ai bisognu di mia. Eppure niautri avemu bisognu l’uno di l’autro, uora mparu a canusciri nu scrusciu di passi chi è diversu di tutti l’autri passi. Sono i tu passi. I tu passi mi fannu compagnia comu na musica, na cosa miravigghiusa, picchè tu si mi Nonno e uora si intra mi casa”.

Lui sorrideva, era una delle occasioni in cui la sordità diventava un rifugio. Sentivo però la sua mano stringere forte la mia. C’erano dentro tutte le sue parole. E quelle parole che facevano brillare i suoi occhi e poi i miei, che mi stringevano forte quasi a volermi portare con lui erano proprio che : “… si vede bene solo col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi”. Proprio com’è scritto sul libro.

E poco importa se oggi il mio pranzo si è bruciacchiato tra il disegnare e il ricordare questo sogno.

Vado di corsa in cucina a preparar dell’altro e stasera schhhh … “insalatina di pollo”.

Perchè?!

Ehmmmm … sta scritto nel titolo del post … ‘nnaggia!   😦

2014-08-11 14.43.54

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53 thoughts on “Il pollo è entrato in forno arrosto ed è uscito alla diavola

  1. Cara Affy, da come scrivi faresti resuscitare anche i morti! Hai sognato tuo nonno? Era senza dubbio una persona speciale, anche se parlava in dialetto siciliano (E tu l’ha scritto pari pari), anche se io questo dialetto ho faticato un pochino a tradurlo, ma sta tranquilla, ho capito tutto: tra te e tuo nonno c’era un lagame speciale, senza ombra di dubbio! Non fa nulla se il pollo si è carbonizzato: succede anche ai migliori cuochi! Quello che è importante e che tu riesci comunque a trasmettere emozioni anche solo con lo scritto: vorrei conoscerti di più se possibile, per questo mi farebbe piacere avere il tuo nome Skype, qualora tu decidessi di istallare questo software.

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    • Roberta cara tu sì che mi rincuori.
      E poi “tutto è bene ciò che finisce bene” non si dice così?
      Comunque ho acciuffato il volatile appena si è freddato un po’ e nudo appariva assolutamente appetitoso. Per questo ho invitato gli amici, ho aggiunto un posto a tavola per gustare tale prelibatezza. 😉
      Mannaggia mannaggia … meno male che ho fatto amicizia con valide ottime cuoche come Te, Silva, Marilena, Simona, Ines e altre. Voi sì che ve ne intendete di fornelli 🙂
      Ci conosceremo vedrai Roberta e chiacchiererò così tanto da soddisfare ogni tuo interesse, però dai, mi sembra che sugli articoli che scrivo trapeli molto di me e non vorrei venire a noia. 🙂
      Un bacione grande grande e trascorri una buona domenica 😉

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    • Eheheheh 🙂 era entrato nel forno che sembrava si recasse a un salone di bellezza ma il lettino abbronzante l’ha fregato!
      Devi sapere che io attraverso il vetro lo guardavo, mica lo perdevo d’occhio, ad un certo punto era di un bel color nocciola sembrava un cioccolatino al latte. Un profumo nell’aria….
      Poi pensando al mio adorato nonnino e a tutto quello che ha rappresentato per me, ho perso il pollo di vista ed è così che è diventato un cioccolatino fondente. Un odore di bruciato nell’aria …
      Ho pensato allora di chiamare qualche amico per sacrificarsi con me. Si suona un pò la chitarra, si canta qualche canzone, si racconta qualcosa per stare insieme e il pennuto si fa fuori completamente! Che poi aveva del “cappone” tanto era grosso … infatti gli si è accapponata la pelle!!!!!
      un abbraccio .marta 😉

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    • Ahahahah … ti tocca ti tocca, tra l’altro è venuta fuori un’insalatona tra tocchetti di pollo, peperoni, patate e funghi che neppure t’immagini. 😆
      Pensa se avessi disegnato un paese!
      E comunque è buonissimo, appena lo assaggi ti riprendi di sentimento! 😉

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  2. Preferisco decisamente il pollo arrosto al pollo alla diavola ma a me sembra che non sia niente male questo che vedo nella foto a dispetto del titolo che vuole scherzarci un pò sopra. Ho fatto una perlustrazione leggendo qua e là i vari posts e devo dire che sei molto ironica e poi è simpatico il nick che hai. Ciao da Luciana

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    • Benvenuta Luciana, mi dispiace che capiti su un articolo un’anticchia fumè 😉
      Ti posso garantire che la fotografia non rende bene lo spettacolo, in realtà era bello “tostato”.
      Ironizzo e mi prendo in giro da sola perchè fa parte proprio del mio carattere, non nascondo le cose che non vanno o non sono andate bene, anzi accetto consigli da ogni parte e da ogni dove….
      Grazie per il commento, un caro saluto 🙂

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  3. Cara Affy, stasera passerai sicuramente una bellissima serata in buona compagnia dei tuoi amici e dell’ottima cenetta che comunque sei riuscita a preparare! A parte la simpatia che ispira il tuo pollo “alla diavola”, mi è piaciuto molto il racconto del tuo sogno. Ah sì, i nostri cari nonni che tanto ci hanno dato nella nostra infanzia! e capita che ogni tanto ci vengano a trovare nei sogni regalandoci una forte emozione, a volte una lacrima perché ci mancano tanto e a volte un sorriso perché comunque li sentiamo accanto a noi. Anche stavolta hai scritto meravigliosamente e ci hai fatto partecipi di addirittura un pezzetto della tua notte.Grazie cara Affy. By the way, “Il piccolo principe” piace anche a me e lo consiglio sempre come lettura per i bambini, da fare per loro dai grandi, così questi ci riflettono su… 😉 ai grandi bisogna sempre spiegare tutto, vero? Un bacione.

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    • Carissima che bel commento! 🙂
      Qui si scherza è chiaro, la nostra è una combriccola goliardica in fondo, quando poi ci sono di mezzo i toscani (come Fotograffio) l’allegria diventa esponenziale!
      Il pollo è stato recuperato “in estremis” e tutto sommato è diventato il pretesto per trascorrere una serata insieme, una delle tante insomma.
      “Il piccolo principe” è un libro che non tramonterà mai ed è così bello lasciarsi trasportare dalle sue parole, uscire per un attimo dalla nostra realtà e finire su un altro pianeta dove una rosa, un fiore, una volpe sono in grado di farci sorridere e commuovere un pò.
      Ai grandi bisogna spiegare proprio tutto perchè non si ricordano più di quando sono stati bambini ….
      Grazie Laura, un abbraccio fortissimo 😉

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      • “In estremis” … 😯
        noi veniamo per l’estrema unzione quindi, non per “la cena”. Una specie di “veglia funebre”, insomma!
        Ci sacrifichiamo anche stavolta, va bene Affy, ma la prima canzone che stasera suonerò sarà “Era già tutto previsto” di Cocciante. Tutti avvisati eheheheheheh 🙂

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  4. Amica mia, grazie per avermi annoverato tra le “valide ottime cuoche”!
    Ti adoro per molti motivi, lo sai, ma oggi è per la tua schiettezza, per il candore con cui confessi che il pollo ti si è bruciacchiato.
    Se eri una cuoca scafata, preparavi una salsetta (con miele, ketchup, whisky, Tabasco e olio per esempio) la spennellavi sul pollame e lo facevi passare per una ricetta esotica volutamente “abbronzata”…
    Meno male invece che sei come sei, coi tuoi sogni, coi tuoi disegni, con la tua cara presenza nel Web.
    Buona serata, Affy, a presto.

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    • Silva mia che bello sentire che non mi rimproveri! 🙄
      Ora non vorrei sembrare proprio una frana nell’arte culinaria, qualcosa di buono sono capace di tirar fuori, fosse pure perchè seguo alla lettera i consigli di chi è esperto.
      Capperi come avresti risolto brillantemente la situazione! Io me lo guardavo invece desolata … sembrava un pollo carnevalesco con tutta la pellaccia rattrappita. Una volta però spellato per fortuna era ancora salvabile.
      Grazie per le Tue parole, balsamo per le mie orecchie 😉
      Un abbraccio immenso Silva 😉

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  5. ecco…quando mi capita di bruciare qualcosa è per altro motivo, ma il tuo sogno è davvero bello. è così le persone che amiamo, anche se non le vediamo con gli occhi le abbiamo nel cuore e sono con noi come possono, ma ci sono. abbraccio forte

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  6. Il piccolo principe lo adoro,sempre bello leggere i tuoi racconti cara Affi….il pollo bruciato? ma chi se ne frega meglio sognare il tuo adorato nonno….adoro i siciliani….e adesso che so che hai avuto un nonno siculo lo faccio anche un pò mio…..grande Affi ti auguro una dolce domenica

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  7. Appena svegliata! ….fra una stiracchiata e l’altra… il mio bicchierone di acqua e limone mattutina, sono venuta subito a trovarti…mi aveva incuriosito troppo il titolo del tuo nuovo post..;)
    Grazie del dolce risveglio…della tenerezza e del sorriso che mi hai donato…

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  8. Vi sono mattine in cui ricordo tutto ciò che ho sognato,altre invece in cui mi vengono in mente solo dei flash.
    Il mio nonno paterno che amavo molto è morto che avevo solo 4 anni ,eppure ho molti più ricordi suoi che del nonno materno ,freddo come il ghiaccio e che ho avuto sino ai 32 anni.
    E’ proprio vero che non è la quantità quella che conta.
    Un abbraccio forte Affy cara♣
    liù

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    • E come posso non darti ragione? Ci sono persone che in pochissimo tempo arrivano al cuore ed altre che in anni di frequentazione si fermano alla superficialissima pelle!
      Ricambio l’abbraccio carissima Liuccia (sempre in gamba, mi raccomando!) 😉

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