Caro Babbo Natale …


sei arrivato finalmente!

Mettiti comodo davanti al caminetto, la teiera fumante è sopra il tavolo, coraggio, puoi riprendere  fiato.

Lo senti?  è il crepitio della legna. Le renne sono al sicuro in mezzo alla campagna e la tua slitta è custodita nel vicino capanno.

Quante lettere ti ho scritto in questi anni.

Il tuo sguardo vaga sulla cartina geografica appesa alla parete. E’ lì caro Babbo Natale che ho coltivato tutti i miei desideri di fuga.

Cosa chiedevo … te lo ricordi?

Avevo sei anni e mi piaceva l’automobile  rossa con i pedali. La mamma disse però che sulla slitta non potevi portarla ed allora ripiegai sul pane caldo per tutti i bambini poveri che non avevano niente. Sotto l’albero mio padre mi fece trovare l’automobilina dei miei sogni ma nessun telegiornale parlò mai di quel pane caldo portato da Babbo Natale ai bambini che non avevano niente.

Avevo sette anni e sognavo come tutte le bambine una bambola di pezza da cullare, poi mia mamma disse che non era bello chiedere sempre giocattoli e allora ti scrissi di regalarci la pace nel mondo. Non arrivò mai nessuna pace e la bambola di pezza me la regalò mio padre.

Avevo dieci anni, un buon profitto scolastico e sognavo di vedere Parigi, i suoi monumenti, quell’atmosfera incontrollata di desideri romantici, sentire la “erre” rotolare di bocca in bocca nelle persone. Nella letterina ti scrissi di questo mio sogno ma quando la lesse la mamma disse che i viaggi non sono beni di prima necessità e che avrei dovuto chiedere qualcos’altro. Non feci in tempo a scriverti nulla perchè finii dentro una camera, sulla parete bianca ricordo un crocifisso appeso storto. Era la vigilia di Natale e il traffico rombava, nei locali si stava già ballando. Pensavo che anche a Parigi era la vigilia di Natale e la cometa brillava bassa nel cielo e il Bambino era finalmente nelle braccia della Madonna. Il soffitto e il viso di mio padre era tutto quello che riuscivo a vedere e di te non ebbi notizie quell’anno. Se avessi potuto ti avrei chiesto un destino migliore invece chiesi a mio padre di raddrizzarmi quella croce.

Sono passati tanti inverni e tanti Natali, tanti sentimenti di disillusione e di malinconia mi sono scesi addosso. Il tempo mi ha teso un legittimo agguato e la vita ha ritirato le sue promesse. Eppure quel desiderio, quella voglia, quel bisogno di avere una fetta di felicità nessuna ubriacatura è mai riuscita a liquidare.

Conservo il ricordo di quell’automobilina rossa con i pedali.

E la bambola di pezza.

Ho ancora negli occhi la parete bianca con il crocifisso storto.

A Te Babbo Natale chiedo oggi di portar via quella cartina geografica e di regalarla a chi ha ancora desideri di fuga.

E lascia stare quel mio sogno di un destino migliore.

Certe croci non si raddrizzano mica.

Babbo … adesso prendiamoci il tè.

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in questa fotografia siamo io e Babbo Natale … io “sono il trenino”

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69 thoughts on “Caro Babbo Natale …

  1. Non ho mai scritto una “letterina” ma, combinazione, anche io a 4-5 anni avevo una macchina rossa coi pedali …. La adoravo! Sotto l’albero, quest’anno più che mai, vorrei un tozzo di pane, profumato e caldo, per chiunque lo brama, la certezza di non incrociare più sguardi disperati e stanchi. Baci

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  2. Cara Affy
    condivido ogni parola e proprio per questo non mi esprimo oltre… quando un bimbo cresce, il suo cielo prima mantellato di stelle, diviene solo immenso e carico di “perché” … Ma noi bimbe, adesso donne, non smetteremo mai di cercare quelle stelle, quella luce, quella nuova illusione che alimenti la ns linfa giorno per giorno. Ti abbraccio Cara Affy.

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  3. Un post meraviglioso Affy. Scrivi benissimo.
    Come hanno già scritto gli altri tocchi il cuore. Troppo bello è il tuo animo.
    leggerti è sempre un’emozione, un mega bacio

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  4. Cara Afy, i tuoi post toccano sempre il fondo dell’anima…soprattutto in periodi come questo che, a seconda delle situazioni, potrebbero portare felicità oppure malinconia! Bello il tuo paragone con la realtà di allora, con il chiedere un mondo migliore per tutti che anche oggi non c’è!

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    • Ciao Michele non preoccuparti, passa quando puoi, lo so che sei superimpegnato. 😉
      Mia mamma proprio donna tutta d’un pezzo, ahimè.
      Io a Babbo Natale lasciavo la pasta … e non la ritrovavo mai! Un Babbo goloso era.
      Un abbraccio a Te, a Sara e alla vostra simpatica squadra 😉

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  5. Cara Affy, che emozioni forti mi hai trasmesso con questo bellissimo post! Mi sono commossa fino alle lacrime, ho percepito il dolore che è rimasto in fondo al tuo cuore e che assomiglia molto al mio, ma ho sentito anche la tua forza, il tuo coraggio di accettare la tua “croce storta” e andare avanti comunque… in questo ti assomiglio meno, sono molto meno forte io… brava! Hai tutta la mia ammirazione: hai un animo bellissimo e sai condividere così bene momenti della tua vita attraverso una scrittura meravigliosa. Grazie, come ha detto un altro blogger, ci hai fatto un bellissimo dono natalizio. Un caldo e affettuoso abbraccio. 🙂

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  6. il tuo post è stupendo cara Affi… saresti brava a scrivere delle belle favole hai una delicatezza nell’anima…..Io a Natale o il periodo che lo precede sono sempre malinconica…..non so xkè.o forse xkè ho bei ricordi… sentivo il calore della famiglia e dei parenti…le chiacchierate con le amiche sul pranzo di NAtale e gli auguri….adesso nessuno mi chiama più le devo andare a cercare in facebook x lasciare gli auguri o un messaggio su WhatsApp,……ti abbraccio tesoro

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  7. Sai che non ho mai scritto una lettera a babbo natale?
    Forse perché n Sicilia quand`ero piccola io non c`era questa tradizione.
    Penso che anche se ci fosse stato non ero una bambina che chiedeva, la paura del rifiuto è qualcosa che
    mi porto dietro da sempre.
    Sa Affy ,più ti conosco e più mi accorgo che sei una persona che mi piacerebbe conoscere dal vivo,le poche amiche che ho sono tutte qui nel web.
    Nella vita reale mi confido solo con mia figlia.
    Ti abbraccio forte ❤
    liù

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    • Questo commento Liù meriterebbe una risposta esaustiva. Sai perchè? Perchè non è la prima volta che confessi la tua paura di essere rifiutata o di vederti rifiutare qualcosa a cui tieni.
      E a me questo fa male.
      Per carità non sono una psicologa, non sono incline al giudizio e non mi infilerò in nessuna analisi.
      So soltanto che vorrei averti qui per abbracciarti forte.
      Un abbraccio che sia come una leggera corazza.
      Per lasciar fuori almeno la paura.
      Ciao tenera e cara amica 😉

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  8. Cara Affy, ciò che scrivi arriva sempre dritto al cuore e come un bambino stupito, spalanchi gli occhi e leggi il racconto tutto d’un fiato. Quando dico che a fine lettura sento sempre un brivido che corre veloce lungo la schiena, non esagero!! E’ l’emozione che sai creare, sei magica 🙂
    Bea

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    • Ciao Ben 🙂 ti ringrazio molto!
      Emozioni anche tu con i tuoi racconti, io passo in silenzio … ma passo sempre a leggerti.
      Grande Ben! Sentirò un giorno parlare di Te ed in cuor mio gioirò … 😉
      Ricambio l’abbraccio
      Affy

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      • Sei troppo gentile, Affy. Sai, gioire adesso di uno scambio di parole e di un sorriso varrà sempre molto molto molto di più di un articolo su un giornale o di un’intervista radiofonica. Io questo lo so bene e sono sempre lì a sorridere di ogni commento. Il resto è fuffa. Nulla di memorabile, insomma, tranne i lettori. 🙂
        abbraccioni!

        Ben

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        • Ma io sono quella lettrice che passando l’altro giorno per il Vittoriano dopo aver fatto un gesto di saluto alle due guardie d’onore ha puntato decisa verso Via del Corso.
          Ho scavalcato le aiuole, un colpo d’occhio al “balcone” e sorridendo ho letto il manifesto di Chagall delle Meraviglie poi ho cercato Luca tra la gente, tra la folla che si accalcava rumorosa davanti le vetrine della Rinascente. Dritta giù in fondo alla strada Piazza del Popolo si delineava con le sue panchine di marmo bianco. Una sosta rapida, un aperitivo da Rosati e poi ho visto Sara. Accanto all’obelisco aspettava Luca. Io dietro il vetro stringevo tra le mani il nocciolo dell’oliva. Amara come le mie lacrime. Di felicità.
          ‘nnaggia mi lascio prendere le mani col Tuo romanzo … troppo bello Ben! 😉
          ti abbraccio forte

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    • Benvenuta Kristina 🙂
      Il blog … cerco di fare del mio meglio (coadiuvata dal mio amico Fotograffio) e sono contenta ti piaccia.
      Non sono speciale, sono una donna che tra queste pagine impasta i propri sentimenti. I condimenti veri li regalate voi con i commenti che apprezzo molto. Molto. 😉
      Un abbraccio Kristina, spero a presto 😆

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  9. Ti ringrazio per quello che hai scritto, anche se per me è un Natale senza gli affetti più cari, ti Auguro di
    ricevere meno Auguri via SMS, e che le persone veramente care bussino alla tua porta per un caffè, due chiacchiere e un abbraccio.
    Ciao Max

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  10. Come padre ho sempre cercato di esaudire i desideri, renderli reali con un po’ d’impegno “in cambio”, purtroppo ci sono realtà che neanche i genitori con tutto il loro cuore, desiderio ed aiuto possono risolvere.
    Un altro tuo bel post. Ti abbraccio.

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  11. Vero, certe croci non si raddrizzano, altre te le puoi raddrizzare solo te 🙂 I miei sogni di bambino li posso ricordare senza malinconia: erano così esagerati che era ovvio non li avrei ottenuti 😀 Quelli dell’adolescenza, al contrario, iniziavano ad essere concreti e perfino di “profilo basso”… basso per gli altri, per me rappresentavano tanto. E devo dire che quelli li ho ottenuti 🙂

    Un caro saluto 🙂

    http://www.wolfghost.com

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