Il primo giorno dell’anno

E’ passato un altro anno.

Ha risucchiato in un vortice impazzito l’altalena blu che cigolava in giardino, il canapè con la stoffa a fiorellini rosa cucita dalla mamma, il guaito di un cane su un terrazzo e il quadro con il paesaggio marino comprato a marzo da un giovane artista. Ha risucchiato tanti passi e qualche buca profonda però questo tu non lo saprai mai.

Un pomeriggio su un lembo di sabbia asciutta avevamo trovato un ramo d’albero portato dal mare. L’avevo fotografato poi avevamo ripreso a camminare insieme fino alla foce.

Ieri sera ho stretto mani, credo di non aver pensato a nulla. Ho sentito il rumore del ferro che sbatteva sul portone della casa, gambe veloci sotto gli ombrelli e ho visto gente che entrava, gente che usciva, visi con le espressioni ripetute e moltiplicate. E poi sorrisi, tanti sorrisi.

C’era il caminetto acceso e la musica alta. Il suono sordo della musica risaliva amplificato alle orecchie e stimolava la voglia di ballare, un desiderio remoto di sciogliere il corpo nel mare inafferabile delle note. Ho ballato senza dire parole, il frastuono travolgeva qualsiasi linguaggio, c’era caldo, però questo tu non lo saprai mai.

A mezzanotte il brindisi, gli auguri, i fuochi d’artificio ed un grande abbraccio. Lo stesso tuo abbraccio che era per me quella rete di sicurezza che m’impediva di cadere dal bordo di un precipizio incontrollato di emozioni, quella mia lastra di ghiaccio perennemente in pendenza.

Ora ho una ragnatela di speranze intorno a me a tenermi compagnia, non sono ancora quella tua giovane pianta rimasta senza radici che non sapeva più dove abbeverarsi, è stata ascoltata quella frase scritta d’impeto su un foglio di quaderno con le molle a righe “mica è vero che si resta soli per aver preteso troppo, capita anche a chi non ha preteso niente”.

Sai … mi piacerebbe presentarti oggi i miei Amici. Ognuno di loro, parlando dell’altro, ti direbbe senza esitare: lui è il mio migliore Amico. Hanno sentimenti forti, abituati a vivere in contrasto come quelle immagini sacre vendute sulle bancarelle dove ci sono articoli di ogni genere e così ti ritrovi a stringere la mano benedicente di sant’Antonio mentre scegli il gusto di un chupa-chups, però questo tu non lo saprai mai.

Non camminiamo più insieme. Quel ramo d’albero portato dal mare è ancora là, su un lembo di sabbia asciutta.

L’unica cosa che sai.

Sei stato risucchiato in quel vortice impazzito tra altalene, canapè, guaiti e quadri.

Però ovunque adesso sei … Buon Anno anche a Te.

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49 thoughts on “Il primo giorno dell’anno

  1. Mi piace molto, la vita è fatta così. Pensieri, immagini, ricordi, incertezze, dubbi, qualche rimpianto ma la vita continua, si va avanti anche se tutto cambia e tutto resta uguale. È inutile domandarsi come potevano andare le cose se avessimo fatto scelte diverse, non possiamo cambiare il passato e allora pazienza, accontentiamoci almeno una volta nella vita.
    Un abbraccio.

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    • La vita è proprio fatta così Antonio, è un contenitore dove dentro c’è tutto. Non serve farsi troppe domande, non si può tornare sulle scelte, come dici giustamente tu … si va avanti. Accontentandosi e magari raccontandosi su queste pagine.
      Ricambio il tuo abbraccio 😉

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  2. Cara Affy, era per il tuo papà questo augurio e questo racconto così toccante? Si sente un amore grande e un altrettanto grande dolore per una perdita troppo prematura… Che bella l’immagine della rete di sicurezza che ti impediva di cadere dal bordo di un precipizio! scrivi davvero in modo stupendo e sempre riesci a farci partecipare alle tue emozioni, a sentire il battito del tuo cuore: brava! La ragnatela delle speranze non dà la stessa sicurezza, ma tu ne sei consapevole e questo ti permetterà di muoverti con cautela per non distruggere questa ragnatela. E che tu sei una persona meravigliosa anche lui “lo sa”, questo, sono certa, lo sa, ovunque egli sia. Un grande abbraccio cara. 🙂

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    • Carissima Laura nei giorni di festa quando intorno a me c’è un clima di gioia, di serenità vorrei avere accanto le persone che non ci sono più per sentirle vicine ed abbracciarle ancora una volta. Solo il loro ricordo può regalarmi però tutto questo ed allora ricavo sempre un angolino di cuore, un attimo per parlare a loro come se fossero accanto a me, come se mio padre camminasse ancora insieme a me su quella nostra spiaggia ed io gli raccontassi come da quel giorno sia andata poi la mia vita.
      ti abbraccio forte 😉

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  3. Stai continuando a camminare, amica carissima, su quella sabbia, portando con te immagini, ricordi… una presenza che non ti ha mai lasciata. E hai la testa alta e sorridi e quel luccicore che hai negli occhi è solo qualche granello che, da chissà dove, è venuto rendere i tuoi occhi più simili al mare. Un abbraccio dolce.
    Mauro

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    • Vedi caro Mauro ho sempre saputo l’importanza delle parole, del loro suono e del loro silenzio. Ho imparato dopo tanti graffi a riconoscerle e leggendo Te avverto sempre il loro grande potere lenitivo, la loro carezza.
      Sento la tua presenza vicina, il tuo calore che non smette mai di scaldare.
      Grazie Mauro per tutto questo, per le parole e gli abbracci, per il loro suono e per il loro silenzio.
      … e ci si rialza sempre, promesso! 😉
      Un abbraccio dolce, sì, un abbraccio proprio dolce senza tante parole. 🙂

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  4. Io quando mi commuovo non riesco a dire nulla, in questo caso non so più scrivere.
    Sono un dispenser di parole che a volte s’inceppa quando qualcosa lo tocca, salta come la puntina su un vecchio vinile e torna tante volte sullo stesso punto che gli ha fatto sgambetto.
    Ti abbraccio Affy…stasera è quello che mi riesce di fare.

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  5. Però sai cosa c’è che non va, Affy? Una non può mica stare qui a parlare di cotechini e di roast beef e contemporaneamente vantarsi di avere un’amica così “lirica”, così profonda (ahi ahi a volte anche sul punto di sprofondare… vero?!): non c’è parità, non c’è corrispondenza. Si dà l’impressione di essere talmente lontane!
    Un momento, fammi pensare: anche tu cucini e apprezzi la buona tavola e anch’io scrivo di affetti e di ricordi. Ma allora c’è una analogia fra noi. Mi ero spaventata.
    Buon proseguimento, cara.

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    • Capperi se c’è analogia … io parlo e tu cucini (o viceversa) e vengon su di quelle cose che non c’è “cucchiaio d’argento” che tenga! Un’alchimia di sapori cara Silva.
      Son qui ma arrivo a sbirciare sotto il coperchio cosa bolle in pentola da te … 😉
      un bacione grande

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  6. :* :* :*:*:*:*:*:*:*:*:*:*:*:*:*:*:*:*:*:*:*:*:* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :* :*
    Sono tanti baci!!;)

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  7. Mi hai fatto venire brividi e una lacrimuccia. Leggendo le tue righe ho pensato a mio padre, risucchiato anche lui da quel vortice impazzito. Ma è semrpe dentro di me, nel mio cuore. Buon anno a tutti, anche chi vive nei nostri ricordi :*

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