… la barca verde

Era primavera, era un giorno di maggio. La barca era ferma e non si muoveva, sembrava così leggera da poggiare appena sull’acqua. Galleggiava ancorata come un sughero su assi leggere in una mattina piena di sole, nessuna corrente nell’onda, di colore verde era un puntino nel mare. Intorno un silenzio e una brezza che mi colmavano di gioia vitale. Seduta su un piccolo scoglio mi abbandonavo al piacere di bere il vento e guardare il mare. Blu. Poi la barca. Verde. E ancora il mare. Blu. Una barca troppo piccola per sfidare il mare, la sua tempesta, la sua corrente, il suo livore. Io lo conosco bene il mare, conosco quando l’azzurro si veste d’acciaio e all’improvviso di piombo.

Poi tutto intorno muore.

E’ inverno, è un giorno di gennaio. Fa freddo. Stretta stretta nel mio piumino caldo e gli stivali sono tornata su quel piccolo scoglio dove da tempo mi piace abbandonarmi al piacere di bere il vento. Sentire sul viso gli schizzi del mare, sentire ancora scorrere in me la stessa gioia vitale. Non c’è più la barca che poggiava appena sull’acqua, troppo leggera per resistere al livore, alla corrente, alla tempesta del mare. Oggi non è più nemmeno la stessa mattina di sole di quel lontano maggio nonostante il silenzio sia lo stesso, forse leggermente più cupo. E conosco sempre meglio il mare, il suo azzurro, il color dell’acciaio e poi del piombo.

Poco distante da me, sulla sabbia, c’è solo qualche legnetto verde. E’ l’unica cosa rimasta, è tutto ciò che della barca resta. Verde com’è il colore della speranza quando tutto intorno muore.

20140101_161009-1la barca @ Fotograffio

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47 thoughts on “… la barca verde

    • Ciao Edoardo, il capofila di questa triade è senza dubbio l’Amore, colonna portante, sorretto dalle altre due (cose). Senza Amore la vedo dura, in ogni campo, in ogni senso.
      Certo che la barca dell’Amore non viene a noi se non provvediamo a sospingerla in acqua. 😉
      Cordialità, Affy

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      • Affy, ricordati:
        “fin che la barca va, tu non remare,
        fin che la barca va, stai a guardare,
        quando l’amore viene il campanello suonerà”.
        Mi gratto a testa e mi dico: ho postato un’altro commento stupido. Sai perché commento poco da te, perché ti ritengo notevolmente intelligente, di grosso spessore intellettuale e non riesco a starti dietro. Per farti un esempio: “Tu sei una Lamborghini mentre, io sono un motorino “Ciao” della Piaggio. http://www.ilvenerdiditribuna.it/wp-content/uploads/2013/10/ciao-Piaggio.jpg ]
        Un sorriso, Edo

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        • “Ma mi faccia il piacere” direbbe Totò … 🙄
          Edoardo ma quale Lamborghini, sono soltanto un treno. Fermo, purtroppo a fine binario.
          Il motorino mi cammina accanto, mi supera e all’occorrenza sventola pure uno specchietto in segno di saluto.
          Ecco in questo momento anche un ragazzino sui pattini mi sta superando. E’ così. 😳
          E adesso SCCCHHHattare perchè tu puoi, io no. 🙂
          Un sorriso, Affy

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    • Potessimo tutti aggrapparci sempre a qualcosa di “verde” soprattutto quando niente va bene! 🙂
      Ho un amico Ines che non tollera il colore verde, a suo dire lo trova addirittura ripugnante eppure l’ho visto di recente aggrapparcisi come ad un ramo di speranza. 😦 Nel bisogno si accorciano le distanze! E’ incredibile tutto questo eppure accade. 😦
      Il mare è per me vitale, io senza non vivo, o vivo male …. 😉
      un abbraccione cara 😉

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  1. Descrizione meravigliosa, il colore della speranza immerso nell’azzurro del mare, ed oltretutto il verde è soltanto un puntino…questo significa che nella vita non bisogna mai perdere la speranza, anzi la speranza è l’ultima a morire.

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    • La speranza è uno stimolo positivo, è una carica di energia quando le forze ci vengono meno. Giusto che sia l’ultima a morire perchè dopo di essa c’è davvero il buio totale.
      Grazie cara Roberta, ti abbraccio 😉

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    • Eccoti qui Marilena cara 😉 Già “non perdere la speranza” e “non nutrirsi di sola speranza” due proiezioni della vita. Non crogioliamoci su di essa ma non esitiamo ad invocarla come ultimo atto, ultimo anello di una lunga catena.
      Mi rallegrano le tue parole e il tuo giudizio, come sempre grazie. 😉
      Un abbraccio grande, buona domenica 😉

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  2. Cara Affy, non posso che associarmi ai commenti che mi hanno preceduta: bellissimo racconto anche questo, così pieno di vita, nonostante tu dica “poi intorno tutto muore”… Intorno sì, a volte si ha l’impressione che si faccia il vuoto attorno a noi, ma dentro di te c’è ancora tanta vita e si sente! Sei sempre fantastica a farci partecipi delle tue emozioni e pensieri. L’azzurro che si mescola col verde… ah che colori che adoro! Certo che la speranza non muore mai, sa trovare piccoli segni a cui attaccarsi per mantenersi viva… sono i tuoi “legnetti” verdi… per me sono le tracce indelebili che lascia l’Amore. Un grande abbraccio pieno d’affetto e un sorriso pieno di speranza. Mi auguro che il tuo trenino riparta presto. 😉

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    • Tu sei troppo generosa nei commenti mi fai arrossire. Ho scritto questo articolo così, di getto, mi passava per la mente e poi i colori si sono mischiati con i ricordi ed ecco fatto 😉
      Il trenino è qui, fermo, in attesa …
      Ricambio il tuo abbraccio con l’augurio di una buona settimana 🙂

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  3. Mi ricorda la “Provvidenza” e i Malavoglia. Anche noi siamo barche in mezzo al mare, in balia della vita e dei capricci del destino, impotenti di fronte a forze troppo più grandi di noi, troppo più forti delle nostre debolezze e delle nostre miserie.
    Un abbraccio.

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    • La Provvidenza con il suo carico di lupini, come dimenticarla? 🙂
      La metafora della barca è molto bella, a me piacerebbe navigare in un mare calmo sotto un bellissimo sole, un venticello leggero e con l’argento dei pesci che nuotano a pelo d’acqua. E andare così con un filo di vento da un’isola all’altra, dondolando dolcemente …. che favola!
      Invece dobbiamo stare attenti agli scogli, a non fare naufragio, a non capovolgerci, al vento in poppa e proprio tutte quelle cose che scrivi tu … uffaaaa 😦
      un abbraccio Antonio 😉

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  4. Bellissimo racconto con quei colori : blu e verde .Sono i colori che preferisco. Il blu che può diventare più tenue e sfumare nell’azzurro. Il verde colore delle piante, della natura, della speranza. Il verde che rilassa, il blu che abbraccia. Ho un divano di un bel colore blu brillante in alcantara dove poter sprofondare…E per una barca ho scritto una poesia. Buona giornata Isabella

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    • Benvenuta Isabella 🙂
      Il blu e il verde con tutte le loro sfumature sono i colori “per eccellenza” della natura e, come te, li amo tanto.
      Ricordo che da bambina mi sdraiavo fuori all’aperto (al mare, su un prato) e guardavo in alto verso il cielo, fantasticavo sulle figure delle nuvole ed imbastivo sogni.
      Sono diventata grande e m’incanto a guardare il mare, i riccioli delle onde, l’orizzonte quando si unisce con il cielo, quel flusso motorio dell’acqua che sembra dondolare.
      Mi piace osservare la natura, gli intrecci che formano gli alberi con i rami, la loro chioma stagliata verso il cielo, il verde che è sempre diverso, così rilassante.
      Grazie per il tuo commento, mi farà piacere passare dalle tue parti per ascoltare qualcosa di te.
      un abbraccio
      Affy

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  5. Non so neppure come sei fatta, ma son certa che se in un giorno di sole t’incontrassi mentre passeggi anche solo vicino al mare riconoscerei nei tuoi occhi delle pagliuzze verdi, non so neppure di che colore hai gli occhi, ma so che le troverei e, sulle tue labbra, liquido il vento saprebbe sorridere ancora, chi lo beve lo sa che è come un elisir, in fondo al suo colore indefinito c’è un raccolto di stagioni, la fatica della semina e la verde speranza che s’abbandona al sorriso.

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