Sai esiste un’isola dove …

Sai esiste un’isola dove i muretti a secco sorreggono terrazze costruite dai contadini per strappare la terra alla montagna e che si erge nuda sulla macchia mediterranea avvolta in un abbraccio colorato di gerani, tra le siepi di fichi d’india e le agavi, solleticata dal respiro del vento.

E’ un’isola dove i fondali sono sassi neri striati d’argento, dove una manciata di scogli sono stati gettati sulla sabbia per arginare il potere erosivo del mare e dove i colori forti e contrastanti regalano il giusto rilievo al paesaggio. Sotto un cielo pulito, le falesie color ocra intenso si spingono nell’acqua formando faraglioni aguzzi e sgretolati.

In quell’isola brilla il mare, la terra si allarga e il cielo è più basso.

Se mai tu potessi vedere gli scogli di granito levigati dal vento quando assumono la forma inquietante di misteriose sculture riconosceresti subito l’identità di quelle baie dal fondale basso e dell’acqua color giada che contrasta con il profondo blu del mare circostante dove i gabbiani nidificano ed i cormorani sostano a lungo con le ali spalancate per asciugarsi le piume intrise d’acqua.

Certe sere d’estate, al tramonto, stavo lì a guardare il disco rosso del sole mentre sprofondava nel mare.

Sai c’è da perdersi nelle notti primaverili quando il profumo del gelsomino sale, in quei luoghi dove l’acqua è cristallina le spiagge sono piene di frammenti di corallo e conchiglie depositati a riva dalle correnti e l’arenile alterna lunghi tratti di sabbia a piccole insenature, bizzarre aperture nella roccia da cui filtra il magico riverbero del mare e dove ciuffi di palme nane crescono sparute quasi a sfidare le onde.

Se mai tu potessi vedere i paesini arroccati sulle pendici abitati da uomini semplici e tenaci, pescatori capaci di riconoscere l’importanza e il sacrificio della vita di tutti i giorni, ritroveresti i loro gesti lenti e cadenzati perfettamente in sintonia con quel senso di irrealtà del tempo. Tempo che lavora una pietra porosa adatta alla costruzione e all’ornamento, pietra che è materia e cultura.

Sai voglio raccontarti di un villino con le cancellate di ferro battuto dipinte di nero,  i mattoni con gli archi che si guardano chiudendo l’aia in mezzo, una scala in pietra a lato e dove un gatto randagio vaga indolente accanto la pianta di limoni. Te la ricordi la nostra pianta di limoni? Era un alberello ben radicato e ramificato, pieno di promesse. Tra le promesse che ci eravamo fatte c’era anche quella che appena ci fossero stati sui rami otto splendidi limoni io e te insieme avremmo fatto dell’ottimo limoncello.

Adesso voglio raccontarti di questa umidità che mi sale dentro ogni volta che penso all’isola dove  brilla il mare e dove ho portato qualche mese fa l’albero di limoni, al centro, nel cortile interno della casa. E’ stato un peso emotivo enorme da sollevare, credimi, nella memoria ho incise le orme di quei miei tanti passi, dalla metropoli al mare. Il tempo è un gran livellatore ma è inappellabile, non ci riserva nuove scorte di tempo.

Se mai tu potessi leggere queste righe sapresti che dopo tanto tempo sui rami di quell’albero ci sono finalmente otto splendidi limoni, quelli che volevamo noi per fare un ottimo limoncello, a malapena sufficienti oggi per dissetare la mia anima ubriaca di lacrime che mai si è sentita, neppure per un secondo, abbandonata da te. Devo soltanto abituarmi a cambiare prospettiva perchè non dovrò più cercarti per orizzontale, ma per verticale.

Devo imparare a cercarti lassù dove il cielo è più basso e dove anche gli angeli possono toccare il mare.

Ciao pà.20140126_222332

l’albero di limoni  @Fotograffio

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105 thoughts on “Sai esiste un’isola dove …

    • Liù ogni tanto il vento sposta il velo dei miei ricordi ed è dura, immagino lo sia anche per te.
      Stanotte non dormivo e ho scritto di getto questo articolo, senza correggerlo, senza pensarci più di tanto. Un momento un po’ così. 🙂
      un bacione anche da parte mia 😉

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      • Allora ci accomuna lo stesso pensiero ed io l’ho perso già nel lontano 1988. Eppure anche se lontano parlo ancora con lui e lo sento nell’aria che vaga, che osserva anche se non è presente visivamente. La perdita di una persona cara, e per me all’epoca come ho raccontato nel post ”Un altro natale” fu sconvolgente, è un distacco a volte inaccettabile. Ma questa è la vita e dobbiamo essere forti per tutto quello che ancora verrà. Per ora teniamo stretto ciò che abbiamo e curiamo i nostri sentimenti e affetti. Ti penso. Isabella

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  1. Dolce e Cara Affy, ero giunta neanche alla metà del tuo scritto, che ho pensato ti rivolgessi a lui… sai? L’albero di limoni è anche nella mia casa paterna, ormai abbandonato, ma lui, imperterrito continua ancora a produrre frutti. Vero, il tempo è impietoso, vola via e non torna più, ma più passa e più si radicanobin noi “le perle” del suo scorrere. La “prospettiva”, tutto può cambiare, adottando quella giusta! Ti sono tanto affezionata Affy:-) Ciao e Buon pm.

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  2. Carissima Affy, hai scritto un racconto bellissimo, davvero toccante e le immagini che ci hai regalato attraverso le tue parole sono realistiche e da sogno allo stesso tempo.. sono riuscita a vedere tutto quello che hai descritto attraverso uno sguardo incantato e mi sono emozionata attraverso il tuo cuore. Sei davvero un’ottima scrittrice e una persona di sensibilità eccezionale, il tuo papà è lassù ma è anche sempre con te, cammina al tuo fianco, continua a parlare al tuo cuore ed è sicuramente fiero di una figlia come te. Ti abbraccio forte forte.

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    • Lauraaa sei riuscita ad esserci, avevo letto che hai problemi con il pc e pochissimo tempo in questo periodo per stare in rete. 😦 Passerà 🙂
      Come al solito mi lasci sempre commenti confortanti, carezze virtuali che gradisco molto.
      Di mio padre ho parlato spesso quindi sai quanto sia stato forte il mio legame con lui. Quando mi torna alla mente un ricordo inizio a scrivere come se lo sentissi accanto e parlassi ancora con lui come un tempo.
      Ti sento molto vicina e questo mi fa bene, grazie Laura, un abbraccio forte forte 🙂

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  3. un’isola dove il mare è cartapesta, naufraghi nel colore chè il dolore lo abbiamo lasciato sul fondo della barca, pittori dei ricordi e guardiani di ogni affetto … se l’orizzonte è solo un miraggio che ci lasciano vedere, oltre l’orizzonte sopravvive ogni bellezza che abbiamo conservato … un abbraccio

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  4. Grazie per il passaggio dal mio blog.
    Ho letto il tuo post dedicato al pafre che non c’è più. E’ toccante e pieno di amore verso un padre, che ti ha lasciato. Niente di lacrimevole ma semplicemente un ricordo appassionato delle speranze, dei progetti che insieme avete formulato.
    Complimenti. Ripasserò

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  5. Sai cara Affy ad ogni persona a noi cara che non ce piu’ la ricordiamo nel
    posto a loro preferito..hai miei erano gli alberi dei fichi che avevano nel loro giardino in America gli ricordavano la loro cara Italia.Un forte abbraccio carissima……Caterina

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  6. Sai cara…quanto mi manca il mio caro babbo. Sai cara…anche noi facevamo il limoncello …la passata di pomodoro. Sai cara….quando rinasco ho deciso di rinascere cormorano e visto che mi hai descritto così bene la tua isola ..ci volerò. Per immergermi in quell’acqua cristallina illuminata dal sole, per asciugarmi le ali in quella spiaggia piena di frammenti di corallo . Sai cara ….spero di ritrovarlo e di abbracciarlo con le mie ali umidiccie e di volare con lui verso il tramonto .
    Sai cara….ti voglio bene

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  7. Bellissimo! e voglio dedicarlo anche al mio che a Gugno mi ha lasciata.
    Ho ricevuto i tuoi complimentisul mio blog, ma onoestamente non mi ricordo di te, hai per caso cambiato nome? mi hai scambiata per un’altra?
    Comunque grazie e complimenti
    Ross 😀

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    • Grazie Rossana per il tuo commento, questo post lo dedichiamo anche al Tuo Papà 🙂
      Come … non ti ricordi di me? 😦 ci siamo scritte una mail a Natale… porcapaletta non mi hai traghettata nel nuovo anno! ‘nnaggia! 😉
      Ti scrivo subito una mail, in privato 🙂
      un abbraccio

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  8. E’ bello come sai raccontare, afinebinario. Come va? Allora, esiste una terra… e’ la Sardegna? Se ho sbagliato, e si tratta della Sicilia, ho sbagliato di poco. C’e somiglianza fra le due isole, ed i muretti a secco, con le terrazze costruite dai contadini esistono anche in Sardegna, anche da noi il cielo e’ basso e lo si puo’ toccare con un dito, come cosi’ magari fanno anche gli angeli, che sfiorano con le loro mani e le loro ali la terra di Sardegna..o di Sicilia, perche’ la bellezza non e’ diversa, nelle due isole. Ciao 🙂

    Marghian

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    • Ehilà caro Marghian, hai ragione, le due isole hanno tratti comuni di grande univoca bellezza. 🙂
      In questo post parlo della Sicilia, una terra a cui sono particolarmente legata, che amo molto.
      Ti abbraccio forte 😉

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      • “In questo post parlo della sicilia, una terra a cui sono particolarmente legata..”. Mi ricordi le tante volte che io ho scritto: “scrivo cose sulla Sardenga perche’ ci vivo, ma allo stesso modo farei per il Giappone se fossi giapponese. Io amo tutto il mondo, ed essere sardo e’ solo “un accadimento”. Fossi inglese parlerei o scriverei sull’inghilterra. Io amo tutto il mondo. Anzi di piu’, dato che scrivo tante cose, nel blog, sulla vita aliena, sugli altri pianeti. I pianeti, isole nel mare detto “universo”. La nostra isola, la Terra, e’ solo una delle tante. Bella, ma non la sola ad esserlo. Ne convieni? Ciao.

        Marghian

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      • Ciao afinebinario, sai che la gatta mi da’ la zampa come fanno i cani? Si’, e’ simpaticissima.

        “A fine binario”. Sai di quella striscietta di carta che tu, dopo che torci la striscia fai combaciare i lembi, ottieni una striscia con una sola faccia (che e’ la somma delle due precedenti), un solo bordo (anch’esso la somma dei due precedenti) e dove una formica, senza mai fermarsi, la percorre tutta infinite volte? Si chiama “nastro di moebius”. Ecco, questo e’ il tuo binario, un cammino senza…fine binario. Ed e’ il cammino di tutti, andiamo avanti sempre, senza mai vedere la fine. Ricominciamo il percorso senza rendercene conto. Avanti, dunque, nel binario della vita 🙂

        Marghian

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        • Orpo 😳 stai dando un senso al mio “fine binario”. Devo riprendere a credere, ad aver fiducia, a pensare che la fine è soltanto l’inizio di un nuovo percorso.
          E’ un po’ dura, sai, ma ce la sto mettendo tutta, ho ancora tanti chilometri di binari da percorrere ed il trenino ha ripreso il suo cammino, credendoci ancora.
          Grazie Marghian per la positività che sempre trasmetti 😉
          un grande abbraccio

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          • Certo, non e’ facile percorrere il binario della vita. Ma se noi non vediamo davanti a noi una “fine” ma l’ennesima stazione (e nelle stazioni i treni si fermano ma anche ripartono..), ecco che si ha la forza di continuare il cammino.
            https://www.google.it/search?hl=it&site=imghp&tbm=isch&source=hp&biw=1280&bih=920&q=nastro+di+mobius&oq=nastro+di&gs_l=img.1.1.0l10.1203.2627.0.5225.9.9.0.0.0.0.191.1096.3j6.9.0….0…1ac.1.34.img..3.6.597.yKqxNMltJek#facrc=_&imgdii=_&imgrc=ujSRkx5ntduBGM%253A%3BjGLWzq9ghQhxxM%3Bhttp%253A%252F%252F4.bp.blogspot.com%252F-LJf6shzmIhU%252FUb7xVuFDqGI%252FAAAAAAAAH1s%252FyUZPr5xRX1Y%252Fs1600%252Fmoebius%25252Bblog%25252B1.png%3Bhttp%253A%252F%252Fwww.futurix.it%252F2013%252F06%252Fswallows-nest-centro-culturale-come_4542.html%3B910%3B514
            Questo link lungo lungo-come un binario- ti fa vedere il binario che ti ho descritto io. Un percorso senza fine ne’ limiti (nonostante i nostri limiti, viviamo nell’infinito). Ciao 🙂

            Marghian

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            • Sapete che forse l’universo e’ davvero fatto cosi’, a prescindere dalle metafore? Si’, come il nastro di Mobius (e non moebius come ho scritto prima). Non lo dico io, ma il signor Einstein: “l’universo e’ costituito da uno spazio-tempo curvo, al punto tale che un raggio di luce, partendo da una pila che, tenuta nelle nostre mani, illuminasse davanti a noi in teoria..arriverebbe ad illuminare la nostra schiena”. In teoria, perche’ il raggio di luce di uan pila non arriva certo tanto lontano (e la luce incontra tanti ostacoli). Una ipotetica astronave che percorre una linea retta per miliardi di anni, torna al punto di partenza, insomma. Quale che sia direzione presa. Ciao 🙂

              Marghian

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                • L’idea che “non sia finita” ti rende euforica? Ah, non lo sapevi? (che non e’ finita?).
                  Oggi è sabato, ed ho trovato finalmente il tempo di fare un post. E’ proprio su un binario, il binario dell’universo. Una metafora, se vuoi. Ho preso spunto da quella figura geometrica strana di cui ti ho scritto. Lo dedico a te questo post..anche se li’ non c’e l’ho scritto.
                  Se non ricordi bene il link… marghemarg.wordpress.com/
                  Ciao 🙂

                  Marghian

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  9. Nessuno si perde, quando è stato così amato… è solo un soffio di vento più in là e ti guarda e sorride. Se chiudi gli occhi e trattieni il respiro, puoi sentire la sua presenza vicino a te… nel tuo cuore, lui e il mare.

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  10. Ciao Affy, ero passata per vedere come stai… non immaginavo che mi sarei trovata a fissare, oltre la tua spalla, cartoline dense di colori e profumi, indugiandovi per la paura seguire la pianta di limoni. Quel che non oso nemmeno immaginare, me l’hai appena mostrato tu. Con il tuo sguardo franco, con la tua mano ferma. Ti abbraccio forte, fortissimo.

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  11. Affy cara, questo post è un’isola colma d’amore, affetto, ricordi, valori, emozioni, piccole e semplici ma enormi cose e persone e non aggiungo altro, ma spero che tu possa sentire la mia vicinanza almeno un po’ (ché certe cose e persone non si riescono mai a spiegare abbastanza). abbraccio forte, Lud

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  12. Se esisteun’isola.. ora ci ho pensato!!!

    “Ma la sicilia c’e!” ..giusta obiezione, e c’e anche la Sardegna. Ma dobbiamo andare oltre, sempre oltre…a quello che c’e (o che…si vede). Ciao Affi 🙂

    Marghian

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  13. Prendo alcune delle tue parole e le tengo per me. E per lui che non c’è.
    Ci sono cose che si devono imparare per poterle continuare a vedere. Sono i piccoli gesti cari di ogni giorno che altrimenti, da soli, non avrebbe più senso fare.

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    • Innanzi tutto voglio ringraziarti per la tua visita.
      E voglio ringraziarti per il commento perchè le tue parole esprimono il mio stesso pensiero.
      Ho fatto una rapida fermata dalle tue parti, sei una piacevole scoperta, tornerò a fermarmi.
      Buona domenica gAs 🙂

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  14. Io vivo in Sicilia. Riconosco molti degli aspetti del tuo racconto di un posto che deve essere per forza del sud.
    Quello che portiamo dentro può assumere forme sublimi se cantato con l’intensità che dimostri tu ma sono sicuro che ognuno di noi saprebbe dare forme meravigliose a questi ricordi e a questi legami che ci hanno dato la vita e l’indirizzo della vita e continuano a indicarci e a consigliarci nelle nostre scelte anche quando siamo costretti a vivere con il dolore che ci da la mancanza di una persona a cui dobbiamo quello che siamo.

    Grazie per le emozioni Affy.
    Bruno

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    • Benvenuto Bruno 🙂
      Certo, è proprio della Sicilia che racconto, che spesso parlo, è la mia isola che porto nel cuore.
      In questo articolo parlo con mio padre che non c’è più, che mi manca terribilmente, a lui racconto della mia vita e di tutti i sogni che noi due non siamo più riusciti a realizzare insieme.
      Ti ringrazio molto per il commento. 🙂
      Affy

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  15. Quindi sei anche tu qui in Sicilia? Sai, il mese scorso ho accompagnato sei insegnanti dell’Emilia Romagna in un giro letterario per visitare la casa di Verga a Catania, quella di Quasimodo a Modica e quella di Pirandello vicino Agrigento (sorvoliamo su Sciascia, Bufalino, Capuana ed altri….).
    Poi hanno voluto vedere la mostra di quadri di Franco Battiato.
    E tutto
    “Avete tutto qui in Sicilia” mi hanno detto. E’ un isola di tesori. Siatene orgogliosi e degni.

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    • Quando ho letto Modica ho sentito in bocca il sapore di quel cioccolato artigianale particolare … ‘nnaggia alla gola che mi frega sempre! 😉
      Giro letterario in posti meravigliosi. Catania, Modica, Agrigento e le altre province per capirle bene devi provare ad entrare nel cuore della gente, devi saper scoprire le città con occhi sempre nuovi.
      In Sicilia c’è davvero tutto, laghi e mare, montagna e collina, cultura e la sua gente, un popolo davvero generoso. 😉

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