Come può una vita stare dentro un trattino?

“Camina latu mari” mi gridava Antonio quando il mugghiare rabbioso delle acque investiva il viale. Ed io camminavo ubbidiente dalla parte del mare dimenticando il freddo e le strida dei gabbiani che volteggiavano bassi sopra le nostre teste. Da una parte il rosso ocra delle case e dall’altra il grigio acciaio del mare. Più che vederlo noi due amavamo soprattutto ascoltarlo il mare, sentirne l’odore.

Dieci anni più di me, Antonio era figlio unico del migliore amico di mio padre, per me era il fratello che non avevo avuto e che avevo tanto desiderato.

Le mattine d’agosto quando i colori del luogo prendevano vigore e il mare sussurrava la sua nenia scivolando tra i sassolini lucenti Antonio arrivava nel vialetto di casa mia e insieme andavamo alla gelateria del porto per la prima granita della giornata. Caffè con panna e brioche con coppoletta. Prima di uscire ne ordinavamo due ai frutti di bosco ” ‘ncartate i puttari” (incartate a portar via) confezionate nei bicchieri di plastica da consumare sulla spiaggia dopo il primo tuffo quando intorno a noi c’era solo il profumo d’acqua salmastra e l’intenso e penetrante odore di alghe e salsedine.

E mi portava sempre con sè quando anni dopo prendeva la barca del padre e diceva “Affy  ‘nchiana supra a bacca chi ssappamu i rizzi” (sali sulla barca che andiamo a tirare le reti) e tornavamo a riva col pesce fresco ancora saltellante, c’erano  i “pisantunedda”, le ope, i saraghi che i nostri genitori insieme sotto il grande patio la sera cuocevano e poi condivano con il salmoriglio, un misto di olio, aglio, sale, prezzemolo, limone e origano. Ancora oggi ricordo quel fumo odoroso nell’aria. E le risate festose, le voci allegre, la gioia immensa di essere tutti lì.

Così crescevamo, uniti da un’amicizia inossidabile. Avevamo poi preso strade differenti, seguito i nostri sogni, i nostri lavori, la nostra vita. Lui era andato a lavorare a Sassari in una solida impresa che ben presto aveva rilevato diventandone proprietario.  Si era sposato con Anna, una ragazza sarda, bruna, molto cordiale e simpatica e in pochi anni avevano avuto tre figli. Ci sentivamo spesso al telefono o tramite mail e alla prima occasione ci ritrovavamo sempre con la stessa gioia degli anni spesi insieme.

Ed ora Antonio non c’è più, venerdì notte un infarto se l’è portato via.

Fuori piove, dentro ho una tristezza che non conosce parole, solo la mente vola piena di ricordi che sono pugni violenti nello stomaco.

Inclini come siamo a dare per scontato che il domani ci riservi nuove scorte di tempo non ci siamo resi conto che il tempo non aspetta proprio nessuno. Il tempo è poco più di un trattino.

Lo stesso trattino sulla lapide che distanzia la sua data di nascita da quella della sua morte.

In quel piccolo trattino c’è dentro tutta la sua vita.

Ed è incredibile pensarci adesso.20140303_210824

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56 thoughts on “Come può una vita stare dentro un trattino?

  1. Sono tanti gli amici, i parenti, i conoscenti che, man mano che la nostra vita è andata avanti, abbiamo visto fermarsi, restare indietro. Li abbiamo visti andare via, senza avere neanche il tempo di salutarli, ci hanno lasciati soli nel nostro dolore. Il vuoto che hanno lasciato dentro di noi non è stato mai colmato da nessuno. Ma la vita va avanti, la conosciamo, sappiamo che prima o poi verrà il nostro turno. Anche noi ci fermeremo e vedremo i nostri cari proseguire, raccogliendo le forze e asciugando le lacrime. È così da sempre e non sarà né il nostro dolore né le nostre lacrime a cambiare le cose.
    Condoglianze cara Affy.

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  2. e Come è brutto vedere quel trattino accanto al nome. Quando si perde qualcuno a cui si vuol bene è come perdere un pezzettino di cuore che, da quel momento,rallenta i battiti. Mi spiace, a tenerlo vivo restano i ricordi ma fanno male anche loro. Coraggio, ti sono vicina.
    Un abbraccio, Ross

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  3. Perdere una persona cara, perdere una persona vicina, una persona conosciuta non ci cambia la vita ma cambia a volte la nostra percezione della vita. Ci fa riflettere su quanto poco possiamo contare su noi stessi per continuare a scegliere la durata del nostro futuro.
    Ti sono vicina Affy, con un grosso abbraccio.

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  4. (La mia risposta…sull’argomento del mio ultimo post )

    Ciao, Affy. Prima di tutto, grazie per aver apprezzato il post (una cosa improvvista, sai, di quelle che ti vengono cosi’, spontaneametne, e che butti giu’ sulla carta- oggi sullo schermo del pc).
    “..così come mi riesce difficile pensare ad una umanità destinata a non vedere mai tutti quei puntini luminosi..”. Avrai capito che non mi riverivo a ^questa umanita’, ma ad una ipotetica umanita’ di un altro pianeta che, a differenza di noi, vive in un pianeta dove non e’ possibile vedere cio’ che sta oltre la coltre di nuvole e di aria dell’atmosfera. Una situazione del genere potrebbe esistere, da qualche parte, ed io mi sono domandato quale evoluzione scientifica, culturale , tecnologica ed anche filosofica avrebbe una specie intelligente di tipo umano.

    Tu pensi magari che una situazionie del genere potrebbe verificarsi in futuro, dopo una modifica dell’ecosistema, magari dopo una saturazione dell’atmosfera da parte di vapori di vario genere (supponendo che l’umanita’ abbia a conservarsi per il tempo necessario a che tali evoluzioni si verifichino. Ma non credo ci saranno problemi circa l’orientamento, dato che avremo delle tecnologia di cui gia’ ora abbiamo delle cose . Non servira’ piu’ guardare il cielo per orientarci, ma del cielo stellato avremo tanta nostalgia. Considera poi che, se dovesse verificarsi tale stiuazione in futuro, sarebbe triste ma le cose sarebbero differenti rispetto a quanto ho espresso nel post, dove ipotizzo una situazione “senza stelle” da sempre, cioe’ sin dalla “preistoria” di questa ipotetica umanita’ aliena. Per quanto riguarda noi, da qui a che accada una cosa simile, se accadra’, avremo gia’ popolato la Luna, Marte ed altri posti…gli uomini vivranno in grandi e complesse strutture orbitanti nello spazio, e le stelle non mancheranno. Tutto questo, pero’, se non ci distruggeremo con cose che possono succedere molto prima /guerra nucelare o distruzione dell’ambiente cdove viviamo. Ciao Affy 🙂

    Marghian

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  5. Mi dispiace tanto, Affy…. In certe circostanze non si sa mai cosa dire, a parte il “condoglianze” di rito… Ma a volte questa semplice parola non basta; ci vorrebbe qualcosa di più. Un abbraccio, forse. Ma tutti e due ci rendiamo benissimo conto che non si possono far passare le braccia attraverso uno schermo, anche se a volte (come in questo caso) sarebbe opportuno…
    Forse sto parlando troppo, Affy. In questi casi forse il silenzio sarebbe opportuno. Non il tuo, ma il mio… E allora me ne sto in silenzio, ma con il mio cuore ti dò un abbraccio grande grande, e piango con te il tuo amico Antonio…

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  6. Cara Affy ,nessuno di noi purtroppo è in grado di prevedere quando quel momento arriverà , ma sappiamo di non avere scelta. Come avremo vissuto è ciò che resterà di noi, ed è questo che ci deve far riflettere. Se la nostra vita verrà ricordata, sarà perchè saremo stati in grado di essere vicino alla gente con affetto e amore. Ed è l’unica cosa che conta. Lui ti è lo stesso vicino, non ti preoccupare. Ti abbraccio forte. Isabella

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  7. Cara Afy, capiscoil tuo senso di smarrimento e di dolore, soprattutto se si tratta di una persona a te cara e giovane. Purtroppo questo è quello che la vita riserva ad ognuno di noi, ma vedrai che il tempo e medico, e con il passar del tempo il dolore si attutisce, diventa meno lacerante, e piano piano si trasforma in un dolce ricordo della persona che hai conosciuto e che ha lasciato questa vita terrena. Ti abbraccio forte forte. Roberta

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  8. Mi dispiace tanto cara Affy,il dolore e sempre in aguato un mostro che ci
    strappa l’anima mettendoci a dura
    prova facendoci capire quando siamo
    di passaggio su’questa terra.
    Ti stringo forte forte dandoti un po’
    di conforto,ti sono vicina col mio
    affetto cara Affy.Caty

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  9. Come si riesca a sopravvivere a cio’ che la memoria (e non la vita) ci rimanda e’ una cosa che mi lascia costantemente sorpresa…una forza da leoni, ci vuole… un’incredibile esercizio nel restare saldi in se’ stessi, nel proprio presente… E non e’ mai facile, quando la malinconia dei ricordi preme…Quando, ripercorrendo i momenti felici che non torneranno, non in quelle stesse situazioni e con le stesse persone, ci sentiamo defraudati di una preziosa parte di noi stessi… Io non ho parole per consolarti… posso solo dirti che, a dispetto del dolore, un respiro dopo l’altro si va avanti…. fosse anche solo per riconoscere quella stessa scintilla di vita ovunque, in ogni cosa. E’ una staffetta, non un trattino. Portane il testimone al mondo con amore e a testa alta. Un abbraccio ❤

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  10. cara Affy ti avrei scritto le stesse cose di Antonio tomarchio…pensa che domenica sono stata ad un funerale di un ragazzo di 24 anni morto causa di una leucemia nel giro di un mese ,il figlio di un collega di mio marito,e conosco tutta la famiglia, ti lascio immaginare lo strazio di quei genitori,è facile dire la vita va avanti……io non oso nemmeno pensarci ……mi fermo,ti abbraccio forte

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  11. Ho pianto pensando a te e al dolore che provi,è una cosa orrenda quando ad andarsene è un ragazzo e ancora più dolorosa se con quel ragazzo ci sei cresciuta!
    Ti abbraccio forte forte.♥
    liù

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    • Un carissimo amico con il quale ho condiviso tante cose Liù e sapere che oggi io son qui a digitare queste parole su di lui, mi spezza il cuore.
      Ti abbraccio forte forte anch’io, ti sento vicina come non mai.

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  12. Quando una persona amica, legata a noi da saldi legami di amcizia, se ne va all’improvviso, allroa comprendiamo quale vuoto s’è creato dentro di noi e non riusciamo a percepire come un trattino, minuscolo granello in un mare di sabba, possa condensare un’esistenza.
    Commosso ricordo di tempi felici, che le distanze e scelte di vita non hanno cancellato.

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  13. Cara Affy, ti sono vicina per questo dolore che ti ha colpito così improvviso e la mancanza che sentirai… penso che quello che scrisse J. Donne sia vero per ogni persona sensibile: “Ogni morte di uomo mi diminuisce”, vale per la morte di tutti ma ancora di più quando si tratta di una persona che ci è cara. A volte mi sento davvero smarrita, impreparata davanti a questi eventi, malgrado capitino sempre più frequentemente, ovviamente, avanzando gli anni; non riesco ancora ad accettarlo del tutto e mi sembra che mi si faccia lentamente il vuoto intorno, che un pezzetto di me muoia insieme a quella persona… non so se succede così anche a te. Dobbiamo farci forza tenendo nel nostro cuore i bei ricordi che ci hanno lasciato e pensando che comunque loro continueranno a camminare al nostro fianco. Tu qui hai fatto rivivere un pezzetto della vostra vita… un forte abbraccio, cara amica.

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    • Forse è vero che una parte di noi muore con la persona cara.
      I ricordi sono tanti e sono adesso un bene prezioso.
      Ti sono grata Laura per le tue bellissime parole, mi danno conforto.
      Ti abbraccio davvero forte

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  14. Mi lascia triste e senza parole, ne ho avuti due di infarti, e ricordo bene che in quei momenti ti passa tutto davanti soprattutto i rimpianti e il pensiero va alle persone che lasciamo o che rischiamo di lasciare. Portalo sempre nel cuore Affy, così che i bei momenti possano colmare i rimpianti, ma poi, ogni parola che si può spendere non serve a niente, spero solo serva a non farti sentire sola, che il tempo è maestro, e piano piano lenisce il dolore. Un abbraccio sincero.

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  15. buongiorno!!!! volevo informarti che mio marito Fabio, è diventato un fan del tuo blog, pensa, lui che legge solo il corriere per sapere della sua amata roma!!!! gli piace tantissimo quello che scrivi e come lo scrivi….GRAZIEEEE!!!!!! buona giornata

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  16. gia’…un piccolo trattino che divide…la nascita e la morte…….nel mezzo tutta una vita….momenti vissuti…belli…brutti…angosce….delusioni…poche le volte che siamo stati davvero felici…o forse in quei momenti non abbiamo saputo afferrare la felicita’…….
    son tutti ricordi che rimangono dentro…..in quel trattino…..bello……buona giornata

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  17. Sono pietrificato nel finale. Quell’abbandono ai ricordi avrebbe dovuto farmi presagire il triste finale. E invece no, ci sono rimasto. Mi dispiace per Antonio. Hai ragione, la vita di tutti noi è racchiusa in quel breve trattino. Quel trattino non è assolutamente da sottovalutare. Apparentemente invisibile ma così essenziale e significativo.

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