Due colombe, la panchina e il bastone

Sto guidando.

Sorpasso due ragazzi in bici e un gatto morto.

Rapita guardo gli alberi riempirsi delle promesse che regala la primavera. Un gommista ha appeso un grosso pneumatico sopra un palo della luce, sembra una girandola nera immobile al vento.

Mi perdo in questo paese dove ad ogni curva la bellezza del panorama cambia e chiedo aiuto ad un vecchietto fermo vicino un semaforo spento. Mi indica la strada, mi distraggo, conto i suoi denti d’argento e non ascolto quello che dice. Proseguo e dallo specchietto retrovisore lo vedo sbracciarsi e indicarmi di procedere verso destra. Una breve retromarcia e prendo la strada giusta.

Sotto la giacca indosso una T-shirt bianca con una scritta blu, blu come la tendina del negozio di un rigattiere che vedo all’angolo della piazza. Fermo l’auto e decido di entrare. Dentro c’è proprio di tutto, vecchie radio, bastoni da passeggio e strumenti musicali, mobili antichi e lampadari in ferro. Esco con un bellissimo bastone che compro ad un prezzo politico. Mi servirà per i miei viaggi da vecchia.

Nella piazza ci sono i tavolini del Gran Caffè, un giardino fiorito e una panchina di legno dove sono seduti una coppia di vecchietti, mani che si sfiorano ormai giunte al capolinea degli affanni quotidiani. Li guardo con profonda tenerezza, cosa riserverà loro il domani? Con molta probabilità tanto freddo nelle ossa, due teste pulcinesche da portare a spasso e un femore rotto. Accenno un saluto con la mano, loro sorridono piegando la testa come fanno i bambini. Guardano il mio bastone, lo guardo anch’io e d’impulso glielo regalo. Così, come fanno i bambini quando incontrano un amico. Mi ringraziano ripetutamente ed io mi sento in totale imbarazzo.

Risalgo in auto e rivolgo loro un ultimo sguardo.

Sembrano due colombe intente a ripiegare le ali alla fine del loro volo. Mi agitano il bastone in segno di saluto.

Ho gli occhi umidi.

I due ragazzi in bici sorpassano adesso me.bastone

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56 thoughts on “Due colombe, la panchina e il bastone

  1. Hai raccontato in maniera descrittiva e toccante lo “scorrere della vita” nelle diverse fasi e noi? Nel mezzo, mentre tutto si evolve e involve, sembriamo quasi spettatori….. e invece no, siamo i protagonisti principali. CAMBIA SOLO LA PROSPETTIVA. Sogni d’oro Affy e Buon 8 marzo 😆

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    • Cambiando la prospettiva mi vedo anch’io un giorno su una panchina di legno in un giardino pubblico intenta ad osservare la vita che avanza. 🙂
      Immagino un bambino che traballante impara ad andare sulla bicicletta, un signore col cappello che legge il giornale, un ragazzo che entra in un caffè stretto nel suo giaccone, un cane al guinzaglio che annusa gli odori nel vento, una coppia abbracciata che sorride felice.
      Sulla panchina spero tanto di non essere sola mentre apro la busta col pane e lascio andare le briciole ai piccioni. 😦
      Buona domenica tenera amica, un mega-abbraccio 😉

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  2. Ci sono giorni in cui mi pare proprio di essere lì su quella panchina, con l’uomo con cui ho trascorso 50 anni della mia vita, stanca e rassegnata, in attesa che qualcuno ci regali un bastone.
    Fortunatamente però ci sono anche giorni in cui, sorreggendoci appena, facciamo ancora dei lunghi tratti di strada, neanche sempre in salita.
    Grazie per aver condiviso un altro pensiero dei tuoi, che restano nel cuore.
    Buona notte, Affy.

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    • Momenti in cui il nostro cuore oscilla fra la gioia e la malinconia. E’ soltanto un attimo, il tempo di riprendere fiato, di accordare il battito e via, la vita scorre sui suoi binari. Un po’ come un treno. 😉
      Un grande abbraccio Silva 😆

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  3. M’incanto a leggerti. Una volta sapevo descrivere le emozioni come te, adesso ho un blocco, non riesco a scrivere cosa ho nel cuore perchè mi s’incastrano le parole nell gola; trovare luoghi che danno voce a certi tuoi silenzi, come questo tuo spazio, mi fa bene. Ci sono momenti nella vita che si cercano parole luminose che ti aiutino a superare ostacoli senza cadere.Te lo dico perchè ogni volta che mi fermo qui leggo il tuo sottotitolo -voglio solo ricominciare- e poi passo sulla pagina dell tua descrizione. Ormai è un’abitudine.
    Allora ho come la sensazione che ti possa capire tante cose senza neppure bisogno di esprimertele. Sono sensazioni sottili…e mi accorgo che non sto neppure commentandoti il post, ma ci sto entrando dentro, forse mi sto sedendo affianco a te in macchina e ti sto parlando.

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    • Mi lasci quasi senza parole Laura.
      Ogni volta che entro sul tuo blog, credimi, è come se mi muovessi in una stanza in punta di piedi perchè neppure il minimo spostamento d’aria modifichi la bellezza del luogo in cui mi trovo.
      E’ un complimento troppo grande per me che sono solo un filo d’erba di un prato.
      E di quel prato tu sei uno tra i fiori più belli. Grazie davvero di cuore 🙂
      Un grande abbraccio

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  4. Io non ho mai immaginato me stesso da vecchio, seduto su una panchina a dare da mangiare ai piccioni. Non voglio neanche pensarci, non amo fare quello che fanno gli altri, non l’ho mai fatto. Li vedo gli anziani della mia città, seduti in piazza a parlare di politica, di sport, di malattie, dei loro acciacchi, ma io preferisco stare a casa, a leggere un libro o a usare il PC. Non mi basta il piccolo spazio di una piazza, posso avere l’infinito spazio della mia fantasia o il mondo intero racchiuso in tre semplici consonanti www.
    Un abbraccio cara Affy.

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    • E’ chiaro che ho “stirato” un po’ il commento perchè neppure io ho la bacchetta magica per vedermi nei futuri anni. 🙂
      Amando gli animali immagino comunque un contatto con essi, a ottant’anni con un cane volerei “a bandiera” quindi non mi sembra il caso anche perchè tornando al commento di “intorno” il femore rotto mi spetterebbe poi per eccellenza. 😉
      Da anziani si passa tanto tempo chiusi in casa e con le belle giornate, con il sole che scalda sinceramente preferei “portarmi fuori” “passeggiarmi come dicono i francesi” magari con il libro da leggere all’aria aperta.
      Io preferisco il piccolo spazio di una piazza all’infinito racchiuso in un computer dove non sento il canto degli uccellini, il vento tra i capelli, lo scricchiolio delle foglie secche sotto i piedi, il profumo dei fiori, il rumore del mare, etc etc. E poi con tutte quelle ore a disposizione vuoi che quelle tre www non le facciamo nostre? Lasciamo che anche i nostri occhi possano … guardare lontano . 🙂
      E poi … metti che incontro una nuova, altra Affy mentre piego le ali del mio ultimo volo … ma sai che soddisfazione! 😉
      Un abbraccio e grazie per aver fatto due chiacchiere con me. 😉

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      • Certo come si può rinunciare al canto degli uccellini, allo scricchiolio delle foglie secche, al vento tra i capelli, al profumo dei fiori, ma soprattutto al rumore del mare. Peccato che nelle piazze delle città sia più facile sentire la puzza degli scarichi delle automobili, il rumore dei motori e dei clacson, il cemento, gli escrementi dei cani e il vociare della gente. Io parlo poco e sono la vittima preferita dei logorroici, non vorrei trovarmi su una panchina, costretto per educazione ad ascoltare tutta la vita di qualche anziano invadente e chiacchierone. Un abbraccio.

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        • Sto ridendo come una pazza e meno male che non mi vedi e non ci troviamo seduti sulla stessa panchina magari io con il pane da sbriciolare e tu con il computer sulle ginocchia. Saremmo molto simili ad Ale e Franz: tu che vorresti essere lasciato in pace ed io che ti stuzzico. Ma sarà mica vero che il segno zodiacale fa la sua buona parte? Io sono una scorpioncina doc e mi diverto da morire a punzecchiare!

          In piazza è vero che troverò la persona che neppure vorrei incontrare, il cane che magari cercherà di alzare la sua zampa sulla sportina che ho in terra vicino a me (quella che contiene il pane per i piccioni, per intenderci 🙂 ), l’aria non sarà salubre e magari il cielo pure nuvoloso, il piccione al quale con amore ho dato nutrimento da buon lestofante mi ripagherà con una “bella bomba” sulla testa. Troverò pure il vicino che non ho piacere d’incontrare o l’anziano che non aspetterà altro che rovesciarmi la parte della sua vita nera addosso.
          Ma troverò pure il sorriso, il saluto di qualcuno che conosco e che ho piacere d’incontrare, sentirò magari una notizia che avrò il piacere di ascoltare, ci sarà il venditore ambulante che cercherà di vendermi un mazzolino d’origano o il ragazzo di colore che mi chiederà qualcosa per mangiare.

          Sentirò il pulsare della vita Antonio, guarderò le onde lontane, una barca all’orizzonte, un ombrellone che tirato dal vento vola. Non perderò la vista di un aquilone colorato, di un aereo che taglia le nuvole, il suono delle vicine campane ed altro, altro ancora.

          Se l’aria non sarà salubre a causa degli scarichi evvabè pazienza, ho in fondo vissuto, mi restano tre giorni ancora da campare ….
          Se ci sarà il rumore dei clacson e dei motori, il vociare della gente confiderò in quell’accenno di sordità che il mio udito non mi farà mancare …
          Se pesterò un escremento di cane … dicono che porti fortuna, dicono eh perchè io sarei di tutt’altro avviso ma per quei tre giorni che ho da campare … hai visto mai si allungasse la mia aspettativa di vita?
          Sulla panchina si accomoderà un anziano invadente e chiacchierone e cosa vuoi che sia? Farò qualche cenno con la testa, un mezzo sorriso e il tizio nemmeno se ne accorgerà che non l’ho ascoltato, una buona azione in fondo non si nega mica a nessuno ….

          A guardare questo pippolone che ho scritto quasi quasi mi sento anch’io logorroica, invadente e chiacchierona e se guardo bene mi sa che ti sei già alzato dalla postazione davanti al computer … no …. ehmmmm …. 🙄 Antonio non dirmi che hai preferito “andare in piazza”! 😳
          Io un abbraccio lo lascio qui, se capita che ritorni prendilo, è per te!
          n.b. sempre amici vero? 😉

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          • Tu vedi sempre il bicchiere mezzo pieno e questo è un grandissimo vantaggio. Io non so se è il mio modo di essere o se è colpa delle tante esperienze negative, ma il mio bicchiere è sempre mezzo vuoto. Comunque mi piace il tuo ottimismo 😉 e della mia amicizia non devi dubitare mai.
            Buona domenica.

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            • Wow … per mille corni d’alce direbbe il Grande Blek! Sei ritornato! 😆
              Esperienze negative … quali sono Antonio? 😦
              Quelle che ti parlano “di obiettivi sfidanti” e poi ti offrono un lavoro da … lasciamo perdere. O quelle che ti promettono “mari e monti” e poi non arrivano in fondo al vialetto di casa tua? Quelle che ti raccontano che “sei speciale” e poi non capiscono che sei a pezzi a causa della loro idiozia? Quelle che un giorno ti portano in vetta a una montagna e il giorno dopo ti scarrucolano in fondo ad un burrone? Quelle che ti lisciano il pelo perchè puoi venirgli utile per qualche loro tornaconto? O quelle che parlano male di te ad amici comuni ben sapendo di mentire? Quelle che non capiscono i tuoi silenzi e raccontano peste e corna, che non sanno nulla della tua vita ma si arrogano il diritto di pontificare, quelle che pensano tu abbia il prosciutto sugli occhi o quelle che eludono le tue domande per non far galleggiare la loro nullità.
              Ho avuto una dose massiccia di esperienze negative e proprio da quelle sono sempre ripartita, soffrendo sia ben chiaro, andando sempre in quel famoso angolo a leccarmi le ferite. E’ stata dura, non ci sono regali in quei momenti quando resti da solo a fare i conti con te stesso.
              Non ho mai smesso di crederci però, di essere la persona che leggi che, sia ben chiaro, può anche risultare “sui marroni”. Questa sono, con i pregi e con i difetti, nel virtuale come nel reale e se il mio bicchiere oggi è solo mezzo pieno … è perchè quello mezzo vuoto me lo sono già bevuto!
              Vabbè … oggi mi prende a fare pippoloni, scusami per questo, dovrò parlar di meno altrimenti non vieni più sulla panchina ed io che faccio? parlo coi piccioni? 🙂
              Ciao Antonio e anche tu non dubitare mai della mia amicizia. 😉

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  5. Cara Affy, se questa storia è vera allora è doppiamente bella… perché è già bella come racconto di fantasia ma se hai fatto davvero quello che racconti, beh, lo sai che te l’ho detto tante volte: io mi sento in sintonia con te! Leggendoti mi immedesimo, provo le stesse sensazioni e gli stessi impulsi: che bello quel gesto del donare il bastone ai vecchietti! Sono quelle cose che si fanno così di getto, senza rifletterci tanto, perché vengono dritte dal cuore e non si può tirarci indietro. Il cuore ci spinge e poi il cuore ci ripaga, perché quando agiamo così, dopo non ce ne pentiamo mai, ci sentiamo molto meglio di quando avevamo quel qualcosa tra le mani e che ora non c’è più perché l’abbiamo donato.
    Mi sono goduta anche la tua chiacchierata con Antonio: ihihih.. mi sono vista bene tra di voi nel ruolo di mediatrice diplomatica (cosa che spesso faccio nel mio lavoro 😉 ): bicchiere mezzo vuoto o mezzo pieno? In fondo è la stessa cosa, cambia il punto di vista e basta,e a volte è necessario cambiarlo, sia in un senso che nell’altro! Io sono purtroppo più propensa a vedere come Antonio, però ammiro chi invece vede come te Affy e mi sforzo sempre di capovolgere il mio sguardo perché sono convinta che solo dalla positività arrivi no buoni risultati, serenità e amore per la vita.
    Affy cara, continua ad essere ottimista e a trasmetterci positività! Un abbraccio forte forte.

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    • Quello che scrivo accade realmente cara Laura, mi fa piacere leggere che apprezzi ciò che racconto. A me piace donare, vedere la felicità di una piccola cosa negli occhi degli altri.
      Con Antonio mi sono fatta una bella chiacchierata, ogni tanto i commenti per lunghezza riescono a superare addirittura i post ma va bene così, mi fa tanto piacere il contatto che abbiamo tra di noi anime-blogger.
      Sei positiva anche tu che incoraggi sempre chiunque, sei un’anima bella. 😉
      un forte abbraccio Lauretta 😉

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  6. Ho scritto un post dal tono rapido, saettante. Tanto immediato che pareva vederti mentre sorpassavi i due ciclisti, parlavi col vecchio dai denti argentati e mentre donavi il bastone ai due anzioni.
    Complimenti

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      • Vero, sono le nuove generazioni che non possono apprezzare quei tempi, quando si giocava al telefono senza fili(con due barattoli e una corda) e la tv dei ragazzi era il momento bello della giornata, O quando da adolescente potevi andare , la Domenica, al cinema o a ballare, ora hanno tutto e apprezzano meno,danno tutto per scontato, Chissà , probabilmente quando avranno la mia età,diranno le stesse cose sulle nuove generazioni del periodo, infondo la vita è un cirolo.
        Ciao e buona giornata

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  7. e scorre di verde e d’argento la strada, è un fiume dove scrivere i pensieri, è un lago di sole dove riposare ed aspettare…però non sappiamo bene che cosa
    mi hai profondamente commossa, il tuo scrivere sono pennelate vigorose come l’arte pittorica di un macchiaiolo
    serenità, mia cara

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    • Per i bambini e gli anziani ho un debole, l’ho sempre manifestato. 🙂
      Io Roberta non mi sento una scrittrice, assolutamente. Sul blog appunto pensieri, ricordi, aneddoti della mia vita, nulla più 🙂
      Persona di cuore … no, credo di fare quello che al mio posto farebbe chiunque 😉
      un baciotto

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  8. Bello ascoltarti, ci si sente bene. Io ad esempio sento l’aria più leggera e respiro di più, ecco il prezzo che pago si fa si fa quasi sostenibile perché incontro chi come me vede il mondo quale è veramente. Abbiamo deciso di guardare con altri occhi ed abbiamo rinunciato per questo alla felicità forse, ma chi se ne frega : ci sono cose più importanti vero???

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    • Mamma mia … ho fatto un giretto nel tuo blog e quante belle cose ho visto! Fotografie che mi hanno lasciata senza parole, capperi che professionalità! 😉
      Abbiamo rinunciato alla felicità? 🙄 ma no, dai non credo, diciamo che ogni tanto ci vogliono occhi nuovi per guardare ciò che abbiamo intorno.
      Ti ringrazio per la visita gialloesse, un caro abbraccio

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  9. Ciao
    Che ti devo dire?
    Ti cito due parole di un poeta a me caro, spero che sia di tuo gradimento.

    […] fiumi azzurri e colline e praterie
    dove corrono dolcissime le mie malinconie
    l’universo trova spazio dentro me
    ma il coraggio di vivere quello ancora non c’è.

    Ti stimo, Edo

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    • Ma è mai possibile che ogni volta che arrivo sul tuo blog trovo chiuso? 😦
      Chiuso, irrimediabilmente chiuso, quel nick non esiste più. Ari_ 😦
      Ah già, che sbadata, eri in Madagascar ad acquistare il pappagallo 🙄
      Evvabè … sei perdonato! Mi hai postato questa canzone troppo bella per rimanere insensibile e poi lo sai che ti stimo anch’io.
      Grazie Edo, e che ti devo dire … un abbraccio 😉

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  10. Che tenerezza queste mani,mi hai fatto ricordare una poesia sulle mani che scrissi per mamma…ali di Angelo sulla terra….come te’che cerchi un pretesto questo bastone per volare
    un po’anche tu’….come pure anchio
    in questi giorni di risveglio della natura
    cerco un pretesto per sentirmi piu’leggera.Ti abbraccio tanto carissima Affy.Caterina

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  11. Il cerchio della vita! Il bastone è come un “testimone” dell’eterna staffetta in cui gli ospiti di questo pianeta si cimentano ogni giorno. Mi è piaciuto molto questo racconto perché ha molte sfumature di significato. Molto poetica la nostra Affy! W! :* Bacio

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