La stampella è in un angolo pieno di sole

Seduta sulla poltroncina verde guardo l’interno del salone attraverso lo specchio di cristallo.

Su una rivista ci sono  fanciulle appoggiate a grossi alberi che dispensano sorrisi e indossano le creazioni di uno stilista famoso. Una ragazza vestita succinta tiene tra le mani un nuovo profumo. Sorride ammiccante.

Poca è la mia voglia di stare con il casco sulla testa e socializzare in questo posto così pieno di musica in sottofondo, luci lattiginose e riviste di solo gossip. Sento il rumore di un paio di forbici che cadono, un suono sordo che risale alle mie orecchie amplificato.

Ci sono capelli per terra castani e ondulati raccolti in un mucchietto.

Accanto alla mia poltroncina la ragazza arrotola una permanente dentro bigodini colorati a un’anziana signora in preda a un’incontenibile voglia di comunicare. La posiziona quindi veloce sotto il casco e si allontana per raggiungere una nuova cliente ferma sulla porta. L’anziana donna riflessa dentro lo specchio di cristallo cerca con sguardo insistente il mio, vorrei ignorarla, mi sento in dovere però di ricambiare almeno il sorriso.

E’ solo un attimo.

La sua vita me la rovescia addosso come una folata di vento impetuoso. Racconta di un marito che l’aveva lasciata in mezzo a una strada, i suoi occhi dilagano ancora spaventati al ricordo, assumono lo sguardo di un animale da selva in uno spostamento continuo. Sento un’irrequietezza muovermi dentro, un senso di sfinimento all’idea di ascoltare così tanto e soprattutto a vuoto.

Poi la domanda lasciata cadere con un’espressione strana mi raggiunge e mi spinge nella realtà solida delle cose senza offrirmi un minimo spazio di fuga.

“… e lei è sposata?”.

La mia irrequietezza ora ha l’odore della ruggine dentro i cardini di un cancello corroso dalla salsedine. Ad ogni raffica di vento stride come il lamento dei gabbiani quando sul mare incombe il maltempo. Inghiotto la saliva.

I suoi occhietti aguzzi come quelli di un volpe sono nell’attesa compiaciuta di un gioco stretto.

E allora le racconto di una stampella rimasta vuota nella mia vita.

Anticipo le sue domande in un clima oscillante tra l’immobilità dei nostri corpi e il logorio dell’attenzione. Lei ascolta in silenzio le mie parole come farebbe un fotografo angosciato all’idea di sciupare una pellicola. La rassicuro con un’espressione cordiale perchè in fondo sono sopravvissuta ai miei progetti irrealizzabili.

Torna finalmente la ragazza a liberarmi dal casco e dal mio ricordo. L’anziana donna è stranamente in silenzio.

Ben pettinata con un taglio simile a quello della giovane ragazza in posa ammiccante accanto al grosso albero mi dirigo alla cassa. Pago e torno dall’anziana signora per salutarla un’ultima volta.

La malinconia ha scacciato tutta la sua esuberanza, sembra un aquilone rimasto solo e impigliato tra i rami di una quercia con qualche filo legato ancora alla nuda terra. La sua storia, la mia storia sono trapezi di carta stracciata che non volano più a dispetto del vento, a dispetto del tempo. Sotto il casco sembra un animale prigioniero dentro il suo destino.

Le stringo la mano e prima di andar via le sussurro piano che nel cuore c’è sempre un angolo pieno di sole e prima o poi la pellicola riprenderà a scorrere. Come in un film arriverà un protagonista ad occupare il suo ruolo, porterà colore in una vita in bianco e nero.

Poi attraverso rapida la porta a vetri del salone, una volta fuori le mando un ultimo bacio. Lei sorride e si porta le mani sul cuore in un’ipotetica forma di stampella. C’è adesso una luce speciale nella pelle del suo viso.

Ho dentro me il suo augurio di un nuovo abito da poggiare sulla stampella rimasta vuota.

Cammino per la strada con i capelli che volano leggeri.   🙂

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97 thoughts on “La stampella è in un angolo pieno di sole

  1. Quante persone hanno bisogno di parlare con qualcuno per non sentirsi sole…Poi non si sa mai quello che può uscire dall’incrocio dei discorsi e come alla fine di tanto parlare si possa rimanere,o allegri, o stupiti, o freddi o…chissà. Buona domenica cara Affy. Isabella

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    • C’è molta solitudine intorno a noi Isabella, una comunità che quasi vive in apnea senza una mutua comprensione e questo è pazzesco.
      Me ne accorgo nei rapporti di lavoro, nei rapporti con i vicini e addirittura tra le persone care. A volte manca soltanto un gesto, una parola o un sorriso per intrecciare la ragnatela dei sentimenti.
      E quando il bisogno ha carattere di priorità si rovescia il mondo addosso investendo chi è di turno in quel momento.
      Trascorri una serena domenica, ti abbraccio forte 🙂

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    • Nuuuuuu 😦
      Era un fiume in piena quella signora lì, arginarla sarebbe stata impresa dura.
      E vederla con quei capelli azzurrini che sembrava una fata turchina, un viso paffutello, la veneranda età … trasmetteva tenerezza.
      E poi come me la potevo svignare con il casco in testa 😯 … ohibò! 😦
      Comunque tra leggere quelle riviste demenziali e lasciar chiacchierare a ruota libera quell’anziana signora diciamo che ho scelto il male minore, l’opzione numero due, la busta numero tre.
      Meno male che il parrucchiere mi vede poco, ogni volta che medito di andarci penso che i capelli mi stanno così bene!!!
      Serena domenica Vittorio 😉

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  2. a volte si incontrano persone che hanno bisogno di parlare in quanto non hanno la possibilità di avere reti di amicizie ed in casa sono sole; questo loro atteggiamento può essere sia un bene che un male. Con te questa signora ha fatto bene ad aprirsi in quanto tu l’hai ascoltata con umiltà e modestia, ed inoltre nel suo racconto e nel tuo ci sono stati intrecci di vita per fatti successi a te ed a lei! Sei così dolce cara Afy, ed il tuo modo di esporre le cosa fa capire quanta bontà e modestia tu abbia nel tuo cuore. Ti ho nominata per un premio, non appena puoi passa da me. Buona domenica. Roberta.

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    • Credo di non aver fatto nulla: ho semplicemente ascoltato una persona che aveva voglia di raccontarsi un pò, l’ho lasciata parlare, forse è proprio quel luogo che stimola conversazioni personali dove è facile “far saltare il tappo” anche tra sconosciuti.
      Ti ringrazio tanto per la nomination e passo da te. Aspettami che arrivo. 😉
      Un grande abbraccio 🙂

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  3. ti auguro anche io un nuovo abito appoggiato su quella stampella e poi mi complimento per ciò che hai scritto,meglio ancora per come l’hai scritto. davvero brava. un abbraccione. Lud

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  4. E’ davvero strano come, certe volte, si riesca a parlare meglio con delle persone che ci sono del tutto estranee.
    Almeno per alcuni funziona così. Io non riesco ad aprirmi se non con i miei amici.
    Un bacio tesoro.
    Luna

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  5. Solitamente sono lusingata quando una persona sconosciuta decide di aprirsi con me e raccontarsi come se fossimo amici di vecchia data! Adoro ascoltare e provare a capire gli stati d’animo altrui… Hai fatto bene ad accogliere nel tuo cuore i racconti di questa signora 🙂 Un bacione! :-*

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    • Dobbiamo trovare per forza una luce che illumini la nostra strada, il nostro cammino. Per andare avanti, per vivere, per credere. 😉
      E’ stato un piacevole incontro quello di ieri. Grazie Ines.
      Ti auguro un buon inizio settimana, ti lascio un abbraccione. 😉

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    • Lo penso spesso sai Marta che non costa nulla tendere una mano, un piccolo aiuto, una parola al momento giusto. Sono briciole del bene che tutti possediamo e dividerle con gli altri ci arricchisce, ci fa star bene e ci rende migliori. 😉
      Grazie, ti abbraccio

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    • I rapporti li costruiscono le persone e purtroppo non tutte conoscono la lealtà, la sincerità, la coerenza, la bontà. Un rapporto ha bisogno di solide fondamenta altrimenti è solo un castello di carte che al primo colpo di vento miseramente crolla. 😦
      La solitudine è un fardello pesante da sopportare, riesce ad oscurare la vita, non mi tiro indietro quando una persona ha bisogno di essere ascoltata e sono contenta quando riesco a regalare una parola di conforto, di serenità.
      Un abbraccio grande Antonia 🙂

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  6. LA SOLITUDINE….penso che sia un male di questo millennio….penso che ascoltare una persona sola non costi nulla…..ma ci può far stare bene se si ha la sensibilità di capire di aver fatto del bene con pochissimo….ciao cara amica!
    Simi

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  7. molte persone vivono in solitudine e molti rapporti sono spesso inaffidabili….forse è la vita che porta a questo viviamo un momento difficile..ma anche io sono sola però sto bene con me stessa…e come vedi la mia unica valvola di sfogo è il blog e i miei amici anche virtuali siete voi…..tvb Affy

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    • Sai Sara anche a me la solitudine non pesa perchè non mi sento sola con i miei libri, con i miei pensieri e con i miei ricordi. E’ una solitudine amica, la mia.
      Però capisco chi non riesce a vivere dentro spazi che sembrano vuoti e incolmabili e se posso, per come posso, non nego il mio aiuto.
      Il blog dici bene rappresenta un’ottima valvola di sfogo, non è un mero riempitivo perchè ogni volta che ti colleghi è come se dicessi “ciao, sono qui” ed apri la porta di casa. Qualcuno stai certa all’uscio arriva. 😉
      Un abbraccio tenera amica 😉

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  8. Lo sai, ormai sono più vicina ai 70 che ai 60, ma non cedo ai capelli azzurrini e al casco. Ho le mèches e la lunghezza dei miei capelli richiede l’uso del phon, che fa un chiasso infernale. Meno male, così non cedo alla tentazione di raccontare la mia vita alle vicine di poltroncina e prendere su di me tutta la tristezza di certi racconti…
    Mi hai spezzato il cuore oggi, sai Affy. Sei troppo abile nelle descrizione degli stati d’animo delle persone.

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  9. Dolce la mia (permettimi) Affy:-) Ho letto e riletto quelle parole sulla “l’ irrequietezza che ha l’ odore della ruggine”quanta intensità e quanta sofferenza ci sono dentro….ma come hai ben detto all’anziana Signora con cui hai avuto il buon cuore di ascoltarne le pene, la vita ci sorprende proprio quando non ce l’aspettiamo e alle volte ci toglie il fiato ” anche di gioia” . Ti auguro un Buon inizio settimana. P.S. Io t’immagino così carina, ma così carina che sicuramente potresti anche fare a meno della “tortura” casco:-)

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  10. Un bel post che narra della solitudine delle persone, che vogliono riempire la stampella con un vestito. Dal parrucchiere si parla, si socializza e si devono nostro malgrado ascoltare gli altri.
    Ma è tutto lieve e reale quello che hai scritto e ti sei sentita leggera come i capelli al vento.
    Dolce serata
    Un grande abbraccio

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  11. Ho percepito in questo post tanta solitudine e tanta tristezza.
    La solitudine era quella dell’anziana signora,ma la tristezza era tutta tua a causa della stampella vuota.
    Ho letto il tuo post 2 giorni fa ,ma non sapevo cosa dire ,mi sentivo inadeguata.
    Un bacio dolce Affy♥
    liù

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    • Tu inadeguata … non voglio neppure che lo pensi. 😦
      Vedi la stampella è vuota eppure è lì, è presente nella mia vita, non la sento come un ingombro o una mancanza, la guardo con tenerezza pensando che c’è ancora tempo per vestirsi di una stagione matura e consapevole.
      Sono serena Liù, credimi. 🙂
      Un abbraccio grande.

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  12. Cara Affy, come sempre sai cogliere sensazioni e riflettere anche da e su eventi della vita quotidiana, apparentemente di nessuna importanza e poi attraverso i tuoi post sai comunicare emozioni e far riflettere anche noi. Ti sei dimostrata per quella persona sensibile e sempre aperta verso gli altri che ormai conosco.
    Vorrei che tutte le persone fossero così! E’ vero che a volte ci pesa prestare attenzione a persone che ci sembrano un po’ noiose o di nessun interesse o addirittura di disturbo in certi momenti, capita spesso soprattutto da parte dei giovani verso i meno giovani, ma alla fine aver portato un po’ di pazienza cosa ci è costato? Abbiamo fatto felice una persona, forse anziana, forse sola, con un gran bisogno di non sentirsi ignorata, messa da parte… e magari alla fine ci sentiamo soddisfatti anche noi per quello che ne è uscito dalla conversazione (o dall’ascolto). Se avremo fortuna, diventeremo vecchi anche noi e potremo trovarci nella stessa situazione un giorno… Un grande abbraccio carissima. 🙂

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    • Già … cosa ci costa in fondo?
      “Se avremo fortuna diventeremo vecchi anche noi ….”ci vuole proprio fortuna Laura anche per invecchiare perchè neppure il viale del tramonto è garantito a tutti. Per questo una parola, un sorriso è meglio donarli in anticipo. 🙂
      Grazie per il tuo commento, profondo e sensibile come te. E come sempre.
      Un bacione 😉

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  13. Scrivi in modo coinvolgente, delicato e bello. Ti porgo i miei complimenti del tutto sinceri. Sappi che, seppur la mia presenza è incostante (anche nei commenti), ti leggo sempre molto volentieri.Un caro saluto e buon proseguimento. Albardili

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  14. istantanea nitida e malinconica che mi ricorda certi racconti di carver.
    (mi sfuggiva il senso della stampella, pensavo a quella ortopedica, mentre tu fai riferimento alla gruccia per abiti maschili. Almeno così presumo dalla foto.)
    ml

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  15. Bel racconto… ho riempito la mia vita di pacchi, molte volte inutili. Forse per dare un senso alla vita, per non pensare , per non chiedermi effettivamente dove stavo andanddo, cosa stavo facendo. Scusa se scrivo cavolate, ho 2 figlie che mi fan domande mentre scrivo… comunque… la vera vita mi ha investito quando Virginia è andata in cielo, quando ho sbattuto il culo per terra e ho avuto la sensazione di avere i sassi in bocca. Dopo quel momento ho trovato la fede e Dio ha fatto si che anche Sara la trovasse. Ora tutto ha significato ma non necessariamente si devono fare 5 figli per trovare significato alla stessa…. bisogna , secondo me, cercare dnetro di se, leggere il Vangelo e parlare con Lui pregando… il tutto poi vien da se’.

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    • Perdere un figlio, restare orfano di un figlio ritengo sia un tributo enorme da pagare, una perdita inaccettabile razionalmente. Sono altresì convinta che il vostro angelo Virginia vi stia aspettando serenamente in un altro posto e nell’attesa vi abbia fatto avvicinare con convinzione alla Fede, vi abbia indicata la Luce vera da seguire per afferrare in pieno il senso della vita.
      Grazie per il commento Michele, ti abbraccio forte

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        • Ne sono convinta anch’io per questo ho preso l’abitudine di guardare sempre il bicchiere mezzo pieno.
          Nessuna strada è liscia e scorrevole ma c’è la guida del Maestro ad illuminare la via e ad incoraggiarci dopo ogni caduta.
          Lo tengo bene a mente Michele. 😉

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  16. disorientano le idee/risposte che non riusciamo a fare nostre, gli sguardi pieni di paura, il risultato della somma di due corpi e la luce in certi volti che non rivedremo più … forse è come cercare di entrare in uno specchio, bisogna capovolgere i sensi ed accettare i titoli di coda di quel film …

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  17. Io sono un “animale” solitario anzi “sarei”..perché non so per quale strano equilibrio sono una calamita per le persone che mi rovesciano addosso la loro vita..A me non riesce mai aprire bocca..posso provare un accenno di :”ah si anche a me è succ” così per dire qualscosa..per partecipare al “banchetto” ma niente, sono subito interrotta perché a loro è successo di più. Allora mi rassegno ad ascoltare, a consolare e certe volte ti dico la verità anche a “sbuffonchiare”. Molto probabilmente è come dici tu, la solitudine spaventa.e per questo ogni attimo di “comunicazione” è sfruttato parlare , ascoltare la propria voce ed accontentarsi di avere due occhi perplessi che ti fissano davanti.!
    Comunque 😉 devo dirti la verità? Con te comunico proprio bene! E anzi, adoro sentirti “parlare”
    Un bacio

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  18. le ho trovate le parole..le ho cercate per un pò inutilmente ma poi mentre ti rispondevo da me sono arrivate da sole…
    ti leggevo e pensavo che sei bella e non importa che non ho mai visto il tuo viso.. sei bella e punto.
    A rileggerti presto

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  19. C’era una volta un sarto… con mani abili confezionava cappotti, giacche, gonne… e tra gli abiti lasciava anche, spesso, pensieri, auguri, sorrisi. Portò un giorno un abito, perfetto, pieno di belle cose infilate tra stoffa e cuciture… lo lasciò così, presso la casa vicino al ponte, in attesa di chi, raccogliendolo, lo portasse oltre la porta. Sulla spalla del vestito c’era, lasciato ad arte, un piccolo ricciolo di capelli, come appena tagliati…

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