Viaggiare nella vita, una sfida continua

A che può servire un viaggio?” si chiedeva Seneca.
Non libera la nostra anima dalle passioni. Non acuisce la capacità di giudizio, non cancella gli errori”.

Ma viaggiare deve per forza servire a qualcosa?

Davanti a me l’autobus di colore giallo intenso che riporta da scuola i bambini alle loro case solleva un pennacchio di terra, odore di ruggine nell’aria. C’è abbondante vegetazione coperta di polvere e gli automezzi procedono fiancheggiando cespugli e arbusti tra case più o meno anonime.

La strada cammina e il paesaggio diventa più largo da entrambi i lati, quasi a perdita d’occhio passa da un versante all’altro senza rotture, consegna l’idea di un viaggio di piacere. Non ci sono carte geografiche ad indicarmi un itinerario ma solo la voglia di spingermi più in là lasciando un punto di partenza per altre tappe, altre esperienze. Svincoli, rotonde e sovrappassi, camion e auto troppo veloci. Uscire, uscire a qualsiasi costo.

Il tempo è secco ma il sole non ferma il cicalare festoso dei bambini, fa caldo in questo sabato di settembre e loro stanno tornando a casa. L’autobus giallo vivo rallenta la sua corsa, stridono i freni, ne approfitto per sorpassarlo. Con uno sguardo rapido nello specchietto retrovisore riesco a vedere una bambina scendere e impaziente correre tra le braccia della sua mamma. I piedini non sembrano neppure toccare il terreno.

Continuo assorta la guida. Salgo perchè la strada sale. Un pioppo secolare mormora al vento, donne in bicicletta da cui pencolano sacchetti colorati restano ferme agli incroci. Hanno capelli come pannocchie tenuti su da fermagli, pantaloncini e zoccoli. Occhiali da sole e risa. Momenti unici, intimità raccolte in un’architettura che racconta la storia in pochi passaggi, tagli inaspettati e scorci improvvisi. E’ arte e storia. E’ vita. 

Oltre il parabrezza un paesaggio mozzafiato quasi sospeso mi cattura al punto che descriverei la scena con un’enfasi imbarazzante, come un cronista che si trova sulla scena di un delitto incapace di dare la giusta proporzione nell’insieme degli accadimenti del mondo.

Pensieri distratti come biglie colorate tintinnano la loro presenza, tengono in assedio la mia vita.

Una biglia colorata sfugge improvvisa al controllo, precipita in un ricordo come dentro un muro farinoso.

Mi viene in soccorso una spia rossa che si accende sul cruscotto dell’auto, è ora di fare rifornimento. E come a liberare qualcosa che soffoco dentro leggo sulla colonnina del distributore queste parole “Finchè è fresca và”.

E’ un ottimo auspicio per chi ha ancora voglia di stringere il vento, gettare lo sguardo oltre il futuro. Oltre il sogno.

E’ una sfida continua il viaggio, ma finchè è fresca và ….   🙂

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53 thoughts on “Viaggiare nella vita, una sfida continua

  1. Una volta mi piaceva viaggiare ,ero avida di vedere nuovi posti,oggi
    i mi limito a viaggiare con la mente,anche perchè come colmo soffro di mal d’auto! 😉 😀
    Un abbraccio e un bacione Affy cara ❤
    liù

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    • Oh mannaggia … il mal d’auto è antipatico, ne soffrono alcune persone di mia conoscenza e quando ci troviamo in gita insieme mi rendo conto del loro disagio. 😦
      Viaggiare con la mente permette voli pindarici favolosi anche se la realtà è tutta un’altra cosa.
      Quando si tratta di viaggiare sono “già pronta”, uno zainetto da riempire al volo e via 😉
      Ti abbraccio forte forte ❤

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  2. Io divido i viaggi in due categorie. Il viaggio per raggiungere una meta ed il viaggio per vagabondare. Tra i due preferisco il secondo, perché nel primo c’è l’ansia della meta, dell’orario. È un viaggio che rischia di non diventare un viaggio. Il secondo invece mi dà la possibilità di assaporare il viaggio e di riuscire a riconoscerlo tale.

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  3. Cara Affy, il tuo post è bellissimo… come dimostri benissimo tu, viaggiando anche e soprattutto con gli occhi e i sensi attivi si colgono attimi di vita straordinari anche se apparentemente di “normalità” (vedi l’autobus dei bamibni..) e il viaggio può essere anche a pochi chilometri da casa. Però sempre viaggio è… io sono sempre avida di cogliere il multicolore della vita, l’umanità variegata, i paesaggi splendidi, tracce del passato e della mia infanzia, i rumori, le luci, gli odori, tutto ciò che cambia appunto ad ogni svolta di strada e mi gusto sempre i miei dieci minuti d’auto che ogni giorno mi conducono al lavoro e a casa.. Emozioni nel viaggio, apprendimenti nel viaggio, non potrei farne a meno! Se disponessi di maggiori risorse economiche sarei in viaggio ogni week-end e in tutte le vacanze possibili… forse in un’altra vita ci siuscirò! 😉 Un abbraccio. 🙂
    Aurore

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    • Benvenuta Aurore. 🙂
      Come per te nei miei lunghi o brevi tragitti mi piace cogliere i particolari di ciò che incontro e dietro ogni curva c’è sempre qualcosa che sembra star lì ad aspettarci, pronta a sorprenderci.
      Viaggiare è proprio un hobby interessante, ci sono troppe cose da vedere al mondo. 😆
      Grazie per il tuo commento, ricambio l’abbraccio di cuore ♥

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  4. Ogni giorno noi tutti , i bambini che vanno a scuola, le persone che vanno a lavoro , le signore che in bicicletta piene di borse della spesa corrono per le strade, ogni giorno un viaggio nella nostra quotidianetà che ci da conferma la nostra vita ..Ma ogni tanto questi viaggi cambiano strada e allungano il percorso per incontrare paesaggi incredibili, persone diverse e storie da vivere e da raccontare come sai fare te con le tue bellissime storie!
    Un abbraccio 🙂

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  5. con tutto rispetto per il povero Seneca…. viaggiare libera l’anima, accresce le conoscenze, arricchisce lo spirito, apre la mente ! Ho viaggiato sempre e tantissimo soprattutto in moto spesso lasciandola andare dove voleva…. vorrei viaggiare ancora per altri 100 anni per vedere cose nuove, assaggiare cibi strani , stupirmi di colori …… e che Seneca mi perdoni ! 🙂

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    • Seneca ti/ci perdonerà, in caso contrario ce ne faremo una ragione. 😉
      La salute del filosofo, piuttosto cagionevole, forse è stata la causa di questo suo pensiero, pensiero rispettabile ma non da tutti condivisibile.
      Il mio lavoro ma ancor di più la mia voglia di conoscenza è da tempo che mi hanno resa disubbidiente e magari ci fossero tanti altri anni davanti a me per riconoscermi la recidiva! 🙂
      Buona settimana, un caro saluto
      Affy

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  6. Si viaggia in molte maniere ma il migliore viaggiare è quello di godersi lo spettacolo intorno a sé. Niente autostrade, niente strade panoramiche ma solo stradine umili e nascoste che serpeggiano tra campi e boschetti e che fanno sognare.
    Molto intrigante è il post dove riesci a esprimere le sensazioni che si provano viaggiando distesi e senza meta.
    Dolce serata
    Un abbraccio

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  7. Bellissimo! Il viaggio ci fa sempre crescere, ogni giorno fa parte del nostro viaggio. Anche quando non ci accorgiamo siamo in viaggio e stiamo imparando qualcosa che verrà serbato nella nostra anima, chissà perché e chissà per quale motivo. Ma è una crescita necessaria. Grazie per questo spunto di riflessione, cara Affy :*

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  8. Bah!!!😨 E questa mi era sfuggita? ?? Nn capisco😲😲….. cmq, il tuo raccontare i particolari di un momento di vita è davvero coinvolgente; è a parer mio “come fosse un viaggio”…. quando una persona si racconta, si condivide anche solo per poco, un modo, un’attitudine propria del percepire le emozioni e questo significa percorrere, anche se solo per un breve tratto “lo stesso binario”….. Grazie Affy😊 È proprio vero, basta poco per essere catapultati in un ricordo…. Un caldo abbraccio a te😉

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    • WordPress è un gran dispettoso! 😦
      Grazie Marilena per le tue parole, la mia avventura in rete la vivo proprio come un viaggio, un treno fermo alla stazione dove chiunque può salire, sedersi un pò e se ne ha voglia raccontarsi. Raccontarci.
      Per me avervi a bordo è puro piacere.
      Chiacchierare poi con te … che te lo dico a fare??? 😉
      un bell’abbraccio tutto per te 😀

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  9. Mi permetto di rispondere a te e a Seneca visto che io sono un viaggiatore di professione oltre che per passione….
    Ho aperto il mio blog proprio per raccontare dei viaggi che da circa 30 anni mi hanno permesso di conoscere larghe fette del nostro pianeta.
    Ma anche in questo caso tutto nasce da un desiderio. E se c’è un desiderio si cerca e si trova il tempo e l’impegno per realizzarlo. Se non altro per provarci perché, come diceva Nietzsche: “Ammiro quelli che cadono, se non altro perché sono quelli che attraversano”.
    Io ho avuto la fortuna di fare di un desiderio il mio lavoro. Mi è costato ma non ricordo più le fatiche.
    Oppure lo possiamo dire con un proverbio che ho sentito dire in Africa:
    “Dove c’è un desiderio c’è una via”.
    Bruno

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