Ho conosciuto Martina …

Ho conosciuto Martina un paio di anni fa, un pomeriggio di domenica mentre portavo a spasso il cane. Ricordo che faceva freddo e gli alberi non avevano più le foglie.

Lei era seduta, stretta nel suo cappottino su una panchina di legno insieme ad una donna, presumibilmente la madre. Mi aveva sorriso in un modo molto gioviale, poi aveva cercato di accarezzare il cane.

Mi ero fermata con loro sulla panchina per permettere a quella simpatica ragazzina di giocare un pò con il pincher, ci eravamo presentate e una volta vicina a lei avevo capito dai lineamenti e dal suo modo di parlare che era una persona con la sindrome di Down. Non molto alta, nasino piccolo, capelli lisci e fisico un pò rotondetto Martina si faceva voler bene per la sua innata allegria, la sua dolcezza, quella sua certa fretta di dire le cose. Una famiglia perbene la sua, di tanto in tanto c’era un silenzio che non aveva bisogno di essere tradotto ma piuttosto condiviso.

Da quella prima volta c’erano stati altri incontri soprattutto al parco e al supermercato. Durante quegli incontri Martina mi aveva raccontata la sua grande passione per le farfalle. Ne parlava con un’enfasi straordinaria, ne mimava la leggerezza e il volo con le sue manine. Le adorava al punto tale che erano protagoniste sia nel cerchietto che fermava i suoi capelli, sia pencolanti da un braccialetto e fintanto in una piccola spilla che portava spesso appuntata sugli abiti.

Oggi pomeriggio al parco c’ero io con il cane e c’era Martina con i suoi genitori.

Martina.

Domani 12 ottobre si celebra la Giornata nazionale delle persone con sindrome di Down con più di 200 iniziative in piazze cittadine, convegni, mostre tra viaggi di musica e parole. Un appuntamento importante per diffondere informazioni, ricordare diritti e rendere la società più accogliente nei confronti di queste persone. Io domani ci sarò, sarò con loro.

Non è di quest’amicizia che però avrei voluto parlare nel post. Essere portatori di handicap non rende speciali, non c’è bisogno di false parole seducenti e sguardi compassionevoli come se non si fosse degni di essere amati ma di suscitare solamente pietà. Perchè allora sto parlando di Martina?

Perchè accadono cose che non sempre trovano una spiegazione o forse siamo noi che vogliamo attribuire ad esse un significato diverso.

Qualche giorno fa ho acquistato per lei una farfalla di cristallo, di colore giallo, il suo preferito ed oggi durante il nostro appuntamento pomeridiano gliel’ho regalata. La sua gioia incontenibile è stata disarmante, mi ha stretta forte forte baciandomi e mi sono veramente emozionata nonostante sia ormai preparata ai suoi slanci sempre affettuosi. Con le braccia attorno al collo mi ha sussurrato: “ci sarà sempre anche per te una farfalla che ti vorrà bene” ed io ho annuito, commossa per quelle sue tenere splendide parole.

E poi stasera, a casa  …   🙂20140826_095722

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63 thoughts on “Ho conosciuto Martina …

  1. La farfalla, mamma mia Affy, mi sono emozionata, e’ troppo bello quello che hai raccontato, molto bella l’iniziativa di cui parli, nella mia citta’ ci sara’ uno spettacolo teatrale, ti mando un bacione e ti abbraccio, buona domenica, con affetto Laura, ❤

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  2. So benissimo cosa si prova a conoscere persone che qualcuno potrebbe definire “diverse” da te, da me e da tanti altri che si considerano persone “normali”. Questo è un pregiudizio che – purtroppo, ahinoi – non è stato ancora sfatato.
    Dicevo: so benissimo cosa si prova, perché anche io ho conosciuto una persona così: non con la Sindrome di Down, ma comunque con altri problemi (sarebbe troppo lungo da spiegare qui, ora, ma non temere che lo farò!). Ebbene, anche lei è una persona straordinaria; ed anche lei, come la “tua” Martina ha in comune le farfalle…
    Persone come te, me, e tutte le altre persone “normali” di cui sopra, avrebbero tante cose da imparare da persone come loro, e non – invece – relegarle ai margini della società, come spesso succede…
    Non scordiamoci di queste persone, anche loro hanno bisogno di affetto, e di tenerezza…

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    • Vedi Luca quelle persone che in modo sbrigativo vengono definite “diverse” le ho conosciute. Ho cercato, per quanto più possibile per la mia voglia di comprendere di approcciarmi col loro mondo, con le loro fantasie, le loro paure, con i loro sogni. La disabilità non è mai uguale, ognuna fa storia a sè, lo sappiamo bene tutti. Avvicinarsi al loro mondo, al loro modo di essere, alla loro assurda discriminazione vuol dire anche imparare da loro, salire al loro livello. E non a caso ho scritto salire. Se con i ragazzi down riesci ad interagire nonostante l’apprendimento, l’handicap, i problemi relazionali legittimi e comprensibili con i ragazzi autistici, ad esempio, hai davanti un muro. Un muro invalicabile dove le parole non hanno alcun senso, lì ci sono soltanto i pensieri. E se i nostri pensieri camminano i loro volano e diventano imprevedibili, inconsulti, impossibili.
      Non ho mai scansato o allontanato da me coloro che attraverso un giudizio troppo semplificato, attraverso assurde lenti deformanti o più semplicemente perchè usciti da schemi che dettano le regole sono stati etichettati con un valore negativo di normalità. Conosco il significato del pregiudizio, una trappola automatica molto pericolosa che semplifica le valutazioni ricorrendo a modelli prestabiliti, una trappola meschina che etichetta senza mai lasciare alla conoscenza il giusto passo.
      L’assurdo è che la discriminazione la crea la società a cui spetta poi l’indispensabile impresa che è l’integrazione.
      Il mio affetto incondizionato è relegato alla “persona” e dentro il termine persona c’è proprio tutto.
      ti abbraccio forte caro Luca 😉

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  3. Eh mia cara Affy, mi hai fatta emozionare anche questa volta! Nelle tue parole c’è una dolcezza infinita, la stessa che immagino tu abbia percepito dall’abbraccio che ti ha regalato Martina… 🙂 Ti auguro un felice weekend… Tanti baciotti ❤ ❤ ❤ :-*

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    • A me emozionano i vostri commenti per i quali non posso che ringraziare, davvero tanto!
      Martina è tremendamente affettuosa, già da lontano appena vede qualcuno di sua conoscenza, regala un sorrisone che illumina. E’ di una sensibilità mostruosa, riesce a capire quando qualcosa non va e ti viene vicino, cerca di confortarti in una maniera simile a quella dei cuccioli … come fai a non volerle bene, a non strapazzarla di coccole? 😉
      Una felice domenica anche per te dolce amica.
      ti abbraccio, come farebbe Martina, strapazzandoti un pò, eheheheh 😀

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  4. Io una MArtina l’ ho incontrata in treno mentre andavo dai miei,una chiacchierona piacevole,raccontava di tutto era felice xke stava andando in vacanza al mare,raccontava del suo fidanzato e dei suoi amici,avevo 18 anni,sua madre la richiamava xke pensava potesse infastidirmi,mentre io dialogavo con lei in modo affascinata x il suo modo di raccontare tutto con amore e entusiasmo,e’ stato uno dei viaggi piu belli che ricordo….un bacione cara @Affy

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  5. Una coincidenza che ha dell’impressionante!
    Penso che questi giorni dedicati non servano a nulla !
    servirebbero strutture più adeguate e non giorni sul calendario!
    Un abbraccio Affy ❤
    liù

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    • Se certe cose non accadono a te, stenti a crederci. 🙄
      Mai avrei immaginato di trovare ieri una farfalla sull’anta di un armadio. Una coincidenza che mi ha lasciata attonita anche perchè in quell’armadio stavo andando a prendere il vestito che indosserò oggi.
      Tu pensi che giornate dedicate, come questa di oggi, non servano a nulla.
      Certo, strutture adeguate troverebbero il giusto incastro eppure io credo che bisogna agire, impegnarsi, mettersi in gioco anche tra noi per creare fiducia. Penso sia una questione d’amore, è partecipare al cambiamento, alla promessa, alla speranza che oltrepassi preconcetti, pregiudizi di ogni genere. Non si può essere perdenti solo perchè diversi, non accettati, estromessi.
      Lo slogan di questa manifestazione è “essere differenti è normale” e su questo pensiero punta oggi la campagna di sensibilizzazione.
      Una goccia d’acqua o un granello di sabbia sono niente eppure il mare è formato da gocce d’acqua e il deserto da granelli di sabbia.
      Senza quella goccia, senza quel granello sarebbe molto peggio.
      Grazie mille Liù per la bella farfalla, graditissima! 🙂
      ti stringo in un abbraccio ♥
      Affy

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      • Non intendevo dire che non servono a nulla perchè
        “essere differenti è normale”
        Ma per il motivo che il Governo e altri enti che si dovrebbero interessare se ne fregano altamente !
        Guarda come sono lasciati a se stessi migliaia,milioni di giovani e meno giovani senza un lavoro ,ecco perchè ormai ho perso fiducia in tutto!
        Nel 1989 ,il 28 febbraio ebbi un aborto terapeutico a causa dei fortissimi farmaci che prendevo da anni,volevo quel bambino ,ma ero terrorizzata dall’handicap con cui poteva al 99% nascere,non ho avuto il coraggio e la forza di rischiare.
        Dopo sono caduta in depressione ,piangendo in continuazione per il mio bambino non voluto.
        Non so perchè ho voluto raccontarti questa storia che pochi sanno,forse lo capirai tu,perchè io non lo capito.
        Un bacio♥

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        • Ho letto il Tuo commento Liù, il Tuo lungo doloroso commento, la tua esperienza amara, forte, personale che merita rispetto.
          Posso però dirti che se in passato abbiamo fatto delle scelte, esse sono state dettate dalla logica del momento e devono restare lì. Ognuno di noi ha esercitato scelte che rivederle oggi ci creano perplessità eppure ci assolvono Liù, perchè davanti a un bivio tutti abbiamo preso la strada che, in quel momento, magari egoisticamente ci è sembrata l’unica da percorrere, la nostra strada migliore.
          Anch’io credo che non si tornerà a vivere come prima dove il troppo ha preceduto un’evidente crisi economica e dove il niente minaccia concretamente il nostro futuro. Stringiamo i denti senza cedere all’impotenza, oggi dobbiamo riuscire a stabilire la giusta misura che sta tra il troppo e il niente. Cominciamo da noi, dai nostri comportamenti virtuosi, mettendo da parte una montagna di perplessità, già questo sarebbe un grande passo in avanti, non voglio credere che per far cambiare la situazione servano davvero guerre o rivoluzioni. La fiducia da instillare ai giovani dipende anche da noi.
          Un abbraccio grande Liù 😉

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  6. La farfalla ci ricorda quanto colore e magia può nascondere qualcosa che solo un minuti prima non aveva attratto la nostra attenzione. Chissà che Martina non le ami proprio per questo… Grazie di avercela fatta conoscere. Buona giornata!

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  7. Pingback: Rita | letteraturando

  8. Tanti baci e abbracci anche da parte nostra alla dolce Martina.
    Dico sempre che dovremmo prendere esempio da questi Angeli scesi sulla terra per regalarci la dolcezza e farci riflettere …Angeli che sorridono sempre ..ecco perché le farfalle…non e forse in altro segnale? Grazie per averci resi partecipe di questa realta molto sentita cara Affy Ti abbraccio affettuosamente.
    Caterina

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  9. Un post che mostra tutta la tua sensibilità nel parlare di Martina e del suo handicap.
    Niente di straordinorio dici, eppure non è vero perché vedi in Martina una persona normale, piena di voglia di vivere e molto più sensibile di tanti altri.
    Un abbraccio ideale a tutte e due.

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  10. Cosa dire? Che questa storia di Martina che ama le farfalle è molto dolce e tu hai ragione,.Non servono parole, sguardi compassionevoli, ma solo vivere con semplicità e amore e pensare poi che una farfalla è proprio questo : semplicità e levità. E trovarne una lì al tuo rientro è stata una coincidenza bellissima. Un abbraccio cara Affy. Isabella

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  11. Cara Affy, hai scritto un bellissimo post che sensibilizza sui problemi delle persone portatrici di handicap molto più di tanti discorsi “preconfenzionati”. Ho un cugino e una cara amica che sono stati privati dell’uso delle gambe a seguito di incidenti stradali all’età di 18-20 anni e sono persone meravigliose, che amano la vita, che sanno dare molto a tutti e dai quali io ho sempre da imparare. E poi ho lavorato qualche anno con nella mia classe una bambina down dolcissima e carina, un po’ come la tua Martina, che amava ballare e cantare… in quella classe si respirava un’atmosfera diversa, i bambini erano tutti responsabili, altruisti, generosi e credo che il merito fosse in gran parte di quella bambina amata da tutti.
    Mi è piaciuta tanto la magia della farfalla che ti sei ritrovata sulla porta di casa… per me non è una coincidenza, è un segno speciale… magari gli scettici mi diranno che sono naif, ma non mi importa, io credo in questo tipo di segni, ne ho esperienza spesso e mi aiutano molto ad andare avanti. Un grande abbraccio. .-) ❤

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    • Mi ha fatto piacere Aurore leggere il tuo commento e ritrovare sempre la tua sensibilità.
      Mi sento naif anch’io e di questo non m’importa, certe coincidenze le immagino frutto di un disegno ben delineato che spetta soltanto a noi riuscire a decifrare. Nulla è mai per caso.
      Conoscere, condividere la nostra vita con persone portatrici di handicap non può costituire che un arricchimento, una risorsa impagabile, una scoperta sempre nuova, abbattere le barriere mentali è fondamentale per raggiungere quell’integrazione sociale dove la differenza è anche conoscenza e la conoscenza diventa poi uguaglianza.
      Ti abbraccio stretta stretta 😉
      Affy

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  12. In mezzo
    all’indifferente
    folla
    un grido
    ho visto
    un’angelo
    del paradiso!
    Tutto contorto
    ed abbandonato
    si lasciava
    guidar dalla
    sua stella
    e non volava
    ne’ le sue grandi
    ali al vento
    dispiegava…
    Col cuore
    gli ho mandato
    il mio messaggio
    d’amore,
    e certo l’ha sentito
    se sul suo muto
    viso s’e’ disegnato
    flebile
    un sorriso..

    l’ho ricercata tra i miei appunti, quando l’ho scritta ero poco più che bambina, il mio piccolo angelo mi era sconosciuto, e lo è rimasto, l’incontrai in una mattina di sole primaverile mentre correvo per andare a scuola, non dimenticherò mai quel sorriso ( o quello che a me sembrò esserlo…)
    mi hai profondamente commossa, grazie Affi, con affetto Ven

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  13. Cara Afy, è stupendo il tuo racconto; kil rapporto che hai con questa ragazzina è qualcosa di eccezionale! E’ comunque vergognoso da parte del nostro Stato che questi soggetti vengano visti come “Oggetto di discriminazioni” in quanto ancor oggi vengono emarginati a causa del loro handicap!

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