Quando sento che il cuore non batte di vita …

… ma solo per lasciarmi vivere capisco che sto vivendo un altro giorno grigio. Un giorno fatto di brandelli di conversazione, di parole che portano a fondo, di abitudini che sopravvivono al silenzio. E mi sento come un ponte traballante sulla sabbia bagnata.

Anche quel giorno il grigio mi era entrato dentro avvolgendomi tutta ma i ragazzi si sa ad un certo momento si trovano in contrasto con i loro padri. La giovinezza è superba e sprezzante poichè non conosce la vita ed è convinta, quando vi si affaccia, di inventarla. E spesso la vita è imperfetta, la giovinezza è pronta a considerare inetto chi la visse prima di lei, sicura di poter far meglio. Non mi ero sottratta alla regola.

Le sue mani rapide avevano inseguito i miei pensieri e, come bianche ali di colomba, avevano impedito la fine acerba di un volo. Quasi di peso mi aveva raccolta e a mia insaputa deciso la meta del viaggio.

Mi aveva portata ad Assisi bussando a una porta che rendeva disponibile la carità verso il prossimo consigliando la ricerca di solitudine come aiuto per il raccoglimento.

Mio padre ed io quel giorno eravamo lì, insieme, “perché il tango, mia strana creatura” diceva “si balla in due”. A me più che ballare importava avere accanto il suo coraggio e la sua sicurezza, con le prevedibili umane sfumature.

L’ho visto poi andar via, per sempre.

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Oggi da sola sono tornata. Ad Assisi c’è un vento muto che si leva improvviso. Ondeggia un ciuffo d’erba, mi chino e colgo un fiore. Ho perso il conto delle volte in cui sono stata costretta a ricominciare. Alcune volte sono stati i cambiamenti, altre le cadute, in ultimo le sfide. Mi sembra che il meglio sia rimasto tutto alle mie spalle.

Prima di bussare alla porta ritrovo chiare le note di un tango.

Cerco in cielo due ali bianche di colomba

le trovo, sto già meglio

ed entro.

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58 thoughts on “Quando sento che il cuore non batte di vita …

  1. Hai ragione Cara Affy💕alle volte nella ns vita è proprio difficile reagire…… eppure, non si sa come, non si sa dove troviamo la forza di farlo…… ci raccontiamo che non è così buio come sembra ed è realmente così perché la vita è bellissima anche quanto si soffre, ma siamo esseri umani e talvolta necessitiamo di molto tempo prima di riemergere più forti di prima; è solo questo! Prenditi TUTTO il tempo di cui hai bisogno e stringi forte a te tutto l’amore che hai dentro e che ti caratterizza, perché è proprio “grazie” a te che ce la farai ancora e ancora e ancora e……..
    Ti abbraccio con tutto il mio affetto Dolce Amica🙅💕💕💕

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    • Grazie Marilena, ti confesso che oggi è stato un pò difficile ripercorrere lo stesso itinerario da sola.Troppi i ricordi e troppe le emozioni.
      Bisogna reagire, hai perfettamente ragione, ce la metto tutta … ♥
      Un mega abbraccio e davvero grazie!

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  2. Affy cara, ti abbraccio forte… ❤
    A volte, anche se può costare tanto, dobbiamo prendere il coraggio a due mani, per "esorcizzare" (non so se sia il termine giusto, in realtà) certi aspetti della nostra vita, per accoglierli meglio nel nostro cuore ed assimilarli. Se sei voluta tornare lì, in quel luogo sacro che è Assisi, alla ricerca, in qualche modo, di te e del tuo passato, hai fatto bene.

    Fotograffio, non prendertela: certe cose vanno fatte così, di petto, senza pensarci. E poi, un po' di solitudine di tanto in tanto fa bene, credimi…

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  3. un vento muto, un muro che solo a guardarlo incide sulla pelle il riflesso di crepe abbandonate, un silenzio come disegnato e riemerso da altre vite, altre versioni di esseri umani, magari liberi come colombe nel loro incerto viaggiare … assisi e un mondo racchiuso in un mistero che non sveleremo mai

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  4. “… ma solo per lasciarmi vivere capisco che sto vivendo un altro giorno grigio. Un giorno fatto di brandelli di conversazione, di parole che portano a fondo, di abitudini che sopravvivono al silenzio. E mi sento come un ponte traballante sulla sabbia bagnata.” fantastica! non avresti potuto descrivere meglio …

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    • Nel mio caso è cambiato proprio lo scenario, dalla spiaggia mi sono sentita catapultata sugli scogli.
      Oggi ho provato uno tsunami interiore. Grazie Manu, ti abbraccio forte anch’io. ♥

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  5. Affy sono triste nel sentirti triste. Leggendo ciò che hai scritto mi è venuta la pelle d’oca. Il tuo rapporto con il tuo papi doveva essere veramente speciale e comprendo il tuo dolore. Quando cinque anni fa ho perso la mia mamma sono andata avanti per lungo tempo a pensare a lei quasi quotidianamente e, ancora oggi, i miei occhi si riempiono di lacrime. Questo dolore non passerà in fretta ma la vita è talmente bella che bisogna trovare la forza di risollevarsi e ricominciare a sorridere. Credo che Noi tutti ti vogliamo un gran bene. Un bacione Bea

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    • Cara Bea, racconto spesso su questo blog del mio rapporto col mio papà speciale, parlarne alleggerisce il peso che porto sul cuore. Grazie per capire il mio stato d’animo.
      E grazie per l’affetto che mi dimostri e che è ugualmente ricambiato, lo sai …. ♥
      un abbraccio grande!

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  6. Hai avuto un gran coraggio a ripercorrere quelle orme, ma probabilmente è stato un antidoto necessario per andare avanti!
    Un grosso abbraccio e su col morale, sei tosta e sono certo che sei anche brava a superare i momenti difficili!

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  7. Cara Affy, adesso è tardi e io non sto bene, perciò fatico a trovare le parole giuste… ma voglio che tu sappia che ti sono vicina e che ti abbraccio forte. Tornerò al più presto. Dolce notte cara amica. ❤

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  8. Cara Affy, mi dispiace sentirti malinconica, ma spesso per certe altre cose lo sono anche io e capisco che sono momenti che servono, che devono passare per alzarci più forti.
    Ci sono mancanze che non potranno mai essere riempite, persone che non potranno mai essere dimenticate, il nostro compito non è superare la separazione, ma accettarla, renderla parte di noi per poter poi rivivere quei momenti con il cuore più leggero, con una grazia ritrovata.

    Ti do la buonanotte con queste parole….

    La morte non è niente.
    Sono solamente passato dall’altra parte:
    è come fossi nascosto nella stanza accanto.
    Io sono sempre io e tu sei sempre tu.
    Quello che eravamo prima l’uno per l’altro lo siamo ancora.
    Chiamami con il nome che mi hai sempre dato, che ti è familiare;
    parlami nello stesso modo affettuoso che hai sempre usato.
    Non cambiare tono di voce, non assumere un’aria solenne o triste.
    Continua a ridere di quello che ci faceva ridere,
    di quelle piccole cose che tanto ci piacevano
    quando eravamo insieme.
    Prega, sorridi, pensami!
    Il mio nome sia sempre la parola familiare di prima:
    pronuncialo senza la minima traccia d’ombra o di tristezza.
    La nostra vita conserva tutto il significato che ha sempre avuto:
    è la stessa di prima, c’è una continuità che non si spezza.
    Perché dovrei essere fuori dai tuoi pensieri e dalla tua mente, solo perché sono fuori dalla tua vista?
    Non sono lontano, sono dall’altra parte, proprio dietro l’angolo.
    Rassicurati, va tutto bene.
    Ritroverai il mio cuore,
    ne ritroverai la tenerezza purificata.
    Asciuga le tue lacrime e non piangere, se mi ami:
    il tuo sorriso è la mia pace.

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  9. La tua buonanotte è stata un vero balsamo cara Laura. Versi stupendi in questa poesia che mi ha fatto grande piacere ricevere.
    Grazie per tutte le parole, una ad una mi hanno aiutata a star bene … ♥
    Un abbraccione

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  10. La vita a volte appare come un qualcosa di incomprensibile, di profondamente ingiusto. Così quando tuo padre ti ha lasciato, hai pensato che nonostante tutto il tuo prodigarsi, è stato inutile.
    Quando sei tornata, da sola, hai avvertito un vuoto ma è stato sufficiente alzare gli occhi al cielo per comprendere che la sua assenza è solo temporanea e lui è sempre accanto a te.

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  11. Cara Affy, mi riconosco in molte delle tue parole e, sotto alcuni aspetti, nello stesso episodio. Hai fatto bene a ritornare. Quando a ritornare sono stata io, ho capito che non ero sola anche se accanto a me non c’era più nessuno. Ho anche capito che non devo permettere a nessuno, nemmeno a me stessa, di rendere grigie le mie giornate. Perché non tornano più e il grigio è un colore che non mi voglio far piacere. Ci ho messo tanto tempo, forse troppo, a realizzare che la vita va accettata con le sue imperfezioni. Stranamente, non vorrei tornare indietro, forse per non dover nuovamente riaffrontare l’inevitabile momento del distacco o forse perché so che lui ci sarà sempre, se non accanto a me, sicuramente nel mio sangue e nella mia anima. Non vorrei tornare indietro perché ho imparato ad accettare e, non so come, in questa accettazione riesco a vedere libertà, non costrizione. Anche se mi è costato tanta tanta tanta fatica, non rinuncerei mai al presente. Perchè il presente è vita.

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  12. Pingback: “I mordenti versi e la china di Carlo” … un post per Affy | Viaggiando con Bea

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