Mentre tornavo a casa …

c’era una signora di mezza età seduta di fronte a me sul treno.

Ascoltava le voci con l’aria di non ascoltare realmente nessuno.

Poi ha tirato fuori da una sacca rossa un piccolo pupazzetto di stoffa e con una tenerezza infinita lo ha poggiato sul sedile accanto al suo.

Mi ha guardata fragile, tra noi un breve sorriso da cerimonia.

Nel modo più indifferente che poteva, con la voce che stava per cadere e gli occhi precari mi ha detto: “Questo è tutto quello che rimane”.

Non ho fatto domande.

Non sapevo quali.

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75 thoughts on “Mentre tornavo a casa …

  1. Sai cosa mi ha colpito maggiormente in questa piccola storia di vita malinconica, Affy? Il fatto che abbia individuato in te la persona con cui accennare una spiegazione per il gesto e per il pupazzetto stesso: ha colto con uno sguardo la tua sensibilità, la tua capacità di partecipazione, la delicatezza d’animo che sono parte di te.
    Ti abbraccio, buona giornata.

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    • In un primo momento se ne stava in silenzio assorta tra sé e sé poi ci siamo guardate ed ha tirato fuori quel bamboccetto di stoffa e quasi a giustificarsi ha detto quella frase. Mi ha veramente colpita questa cosa, essere così soli in una grande città sembra assurdo eppure …
      Un abbraccio grande Silva 😉

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  2. nella tristezza e malinconia che fa da colonna sonora a questo post ci trovo anche infinita dolcezza e tenerezza, anche solo nel pensare quanto una cosa piccola e insignificante agli occhi di chi ignora possa essere qualcosa di enorme valore per chi in esso racchiude parte della sua vita…

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    • Teneva tra le mani quel pupazzetto quasi come se ne ricavasse calore poi lo ha posizionato sul sedile appoggiato a lei come si fa con le cose care. La guardavo con partecipazione e un sorriso appena accennato ma dentro di me c’era parecchia tristezza per un vuoto che avvertivo forte dentro lei.
      Un caro saluto Erik 🙂

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      • Si, comprendo, ma quel vuoto esiste perche e esistito qualcosa di magico, fantastico… Se ci pensi, per assurdo, ci fa spesso meno tristezza incontrare una persona che nn ha mai toccato la magia di una che invece ne ha perso solo la materialita’……

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        • Sicuramente l’oggetto rappresenta adesso un vuoto materiale, qualcosa d’inestimabile che la signora ha avuto comunque il privilegio e la fortuna di conoscere, d’incontrare. Magìa che è mancata, come giustamente scrivi tu, a qualcuno che incontriamo e che non ci comunica la stessa tristezza.
          Ci penso ed è assurdo questo … 😦

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  3. hai fatto bene Affy. sono certa che se avesse avuto la forza di parlarne, saresti stata un’ottima ascoltatrice. la bellezza di questo post, oltre al tuo stile, è proprio il trasmettere quanto ognuno di noi avrebbe da raccontare e quanto la vita, inaspettatamente, ci offre ogni giorno (anche con un semplice gesto, o un sorriso di vicinanza, seppur di cerimonia).
    ti abbraccio, buonanotte e buon domani

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  4. In certe circostanze mi chiedo,fino a che punto un essere umano può sopportare il dolore,qual’è il limite,e fino a che punto chi assiste a questo dolore può avere il diritto di cambiarne il corso,sono momenti che ci mettono di fronte a prove di forza molto interiore che ci lasciano senza domande,perché non ci sono. ..ci possono essere solo gesti d’affetto.Un grande abbraccio dolcissima Affy.
    Caterina

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  5. Questa storia è emozione pura. tanto che vorrei continuasse. capisco la tua reticenza, ma forse avresti dovuto azzardare un approfondimento. mi pare che la signora volesse comunicare molto più di quanto abbia fatto.

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    • Ho lasciato che la signora parlasse fino al punto di trovare nel mio sorriso una mutua comprensione. Ha deciso lei di parlare e io di tacere incontrandoci dentro la stessa bolla vuota dove il rumore era solo quello dei nostri pensieri.
      Grazie per il commento.

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  6. Sei una calamita… anche se so che quando chiudo il tuo blog mi porto sempre via un pensiero che scava dentro… e non fa sempre bene, specialmente in questo mio periodo… sai toccarmi, cara Affy…le tue parole sono di famiglia, le riconosco in ciò che avverto in mezzo alla gente e spesso mi pare di sentirli i tuoi pensieri e di vedere con i tuoi stessi occhi allo stesso modo e con lo stesso riguardo silenzioso. Sei una delle poche blogger che visiterò sempre, anche se a volte non riescirò neppure a commentare, anche se a volte arrivo e arriverò qui chiusa in me stessa come un riccio. Grazie per le emozioni che sento, per certi profumi e per la bellezza dei tuoi occhi. Ti abbraccio di cuore… la tua amica blogger divenuta silenziosa 🙂

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  7. Con questo commento hai toccato le mie corde. 🙂
    E se da un lato mi rallegra sapere di avere con te una bella sintonia che condivido pienamente, dall’altro mi spiace leggere di un momento non proprio favorevole.
    Io sono qui, non servono tante parole tra noi due perchè anche in silenzio ci troviamo sempre.
    Ricambio il tuo abbraccio Laura, un abbraccio forte forte ❤

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    • Ritrovarti mi rallegra tanto Sara. Poco fa però sono stata da te e la melodia era proprio “stonata”, mi manca la tua vitalità, la solarità, i tuoi racconti su Milo e sulla vita stessa.
      Settembre non è così lontano ed io ti aspetterò! 😉
      Un bacione grande grande, una lieta giornata cara amica ❤

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    • WOW e doppio WOW… allora non sei sparito! 😀
      ‘nnaggia a quei quattro “biscotti” che hanno scatenato un inutile tsunami! 😦
      Sei un fantasma … “luminescente” spero, non conosco la piattaforma dove dimori e una luce che faccia strada è pur sempre gradita.
      Mi raccomando Phil girando gli angoli non fare buuuuuuhhh che il cuore mi finisce in gola!
      A presto, dunque 😉

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  8. Un pensiero bellissimo raccontato da uno sguardo delicato e attento. Troppe volte ci abbattiamo per cose per cui non ci sarebbe neppure motivo di intristirsi.
    Al di là della palese tristezza dei pensieri vorrei complimentarmi con te per il modo in cui lo hai scritto, fa rivivere l’emozione del momento, fa passare i sentimenti.
    Laura.

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  9. Quanto possono toccare certe poche parole, cara Affy! Comunque non sento solo una tristezza da parte di questa signora, ma anche come una certa soddisfazione e orgoglio che le è rimasto il pupazetto e che ha potuto dirlo a te.Molte grazie, cara Affy, per questo prezioso pensiero e buon rientro a casa:)

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