Il piacere si serve fuori orario

Questa insegna è affissa sulla porta di un locale aperto nella zona da appena due settimane.

Il locale è vicino all’ufficio e per rispettare la regola del “servizio fuori orario” io e Fotograffio siamo entrati alle quindici.

Zelanti camerieri in un ambiente informale ma con un servizio attento hanno servito pasti della cucina scientifica. Il menu oggi contemplava cucchiaiate di un brodino color albicocca e qualche ghirigoro incollato a bordo piatto. Per solidarietà con gli altri avventori abbiamo assaggiato quel liquido, abbiamo posato compostamente i cucchiai e lui con il cellulare ha scattato una fotografia.

Siamo rientrati, digiuni,  in ufficio. Abbiamo infilato una chiavetta nella macchina distributrice di cibo e bevande finchè non abbiamo letto la scritta  “credito zero”. Dal cassetto abbiamo raccolto tutti gli alimenti e ci siamo avviati ai nostri posti di lavoro.

Tarallucci, buondì, barrette di cioccolata, mini-patatine fritte ed altro valgono quest’oggi ben oltre un tesoro.

Ripenso a quella mezza dozzina di platani imponenti fuori quel locale,  a quei tavolini deserti all’aperto, alla mancanza totale di sentori di spezie, erbe e profumi di cucina e penso ancora al gusto di quel brodino color albicocca.

E penso pure che un fanculo alla cucina scientifica da parte nostra oggi ci sta, oh se ci sta!     😉

il-pasto

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60 thoughts on “Il piacere si serve fuori orario

    • Come non darti ragione, mille volte viva la cucina vera!
      Non mi tiro indietro a provare nuovi gusti, sono curiosa di conoscere altri sapori ma quello che ho assaggiato oggi aveva dell’incredibile. 😦
      Un bacio anche a te Orla ♥

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    • Me lo sono chiesta anch’io, perchè? 😦
      Sai oggi quel liquido galleggiante era talmente penoso che meno era meglio era. Su di esso gocciolava un liquido arancio proveniente da un pezzo di gomma caramellato, alla sinistra c’era una specie di fascina con striscette di carta legate da uno spago, alla destra due solitari pezzetti di prezzemolo e grossi chicchi di sale. In alto una specie di alberello con minuscole foglioline vai a capire di cosa … Muovendo il piatto i grani di sale sono affogati dentro, quell’aggeggio arancione continuava imperterrito a gocciolare e credimi, solo assaggiare con la punta del cucchiaio quell’obbrobrio mi ha fatto sentire coraggiosa.
      Da oggi il piacere lo esigo in orario e guai a sgarrare! 🙂

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  1. Confesso la mia totale ignoranza, non sapevo cosa fosse la cucina scientifica e ho googlato.
    Bah, ma vuoi mettere un piattino di gnocchi ben conditi con sugo o pesto? O un risottino ai funghi? I primi due piatti che mi sono venuti in mente e di cui sono ghiotta. W la cucina tradizionale, magari non con megaporzioni ma preparata e presentata come in casa.
    Chissà poi perché il piacere deve essere fuori orario… mah.
    Un’esperienza Affy, mettila su questo piano. 😉
    Un abbraccio
    Primula

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    • Gnocchi, risottino … che bontà, piacciono molto anche a me. 🙂
      Alla fine ho vissuto quella parentesi come un’esperienza, negativa ma pur sempre esperienza!
      Ricambio con affetto l’abbraccio ♥

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  2. Eccome se ci sta! Sono pienamente d’accordo con te: se il cibo non è piacevole al gusto come fa ad andare giù? A quel punto uno non mangia più, come nel tuo caso, e allora che cibo è? A volte certe mode sono proprio delle gran “cavolate” (tanto per stare in area culinaria, ahah).. Meno male che avevi almeno le merendine per placare un po’ la fame.
    Un bacione cara Affy. ❤

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    • Il cibo è uno dei piaceri della vita, sono pienamente d’accordo! 🙂
      Si fa presto a far intendere che la propria sia una buona cucina quando i fatti raccontano esattamente il contrario, ieri le merendine hanno placato i morsi!
      Un bacione a te cara amica ♥

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  3. Io per la pausa pranzo, sempre un panino un tramezzino ed una stecca di cioccolato tipo kinder bueno (anzi proprio quello), senza il dolce che pranzo e’? Ed i caffe’, una sigaretta e di nuovo in ufficio. Come oggi, rientro pomeridiano (martedi’ e giovedi’ nove ore raga’ ) 🙂

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  4. oggi sono in vene di “spiegone” 😀
    la cucina è scienza a tutti gli effetti. I composti nutritivi di base, grassi, zuccheri e proteine, vengono mixati e fatti reagire in vario modo: aggiustati di acidità, regolati di sale, concentrati o diluiti; raffreddati o scaldati a seconda della reazione chimica che si vuole favorire. Questa è la cucina scientifica!
    Mentre la nouvelle cousine si esprime così: il rifiuto delle complicazioni culinarie e la riscoperta della semplicità.
    · Diminuzione dei tempi di cottura
    · L’utilizzo esclusivo di alimenti freschi di stagione.
    · Riduzione delle quantità di piatti inseriti nella lista dei ristoranti. (non di quantità o qualità!!!)
    · Abbandono delle lunghe marinature e frollature.
    · Sostituzione delle salse troppo grasse con salse più leggere e digeribili.
    · Valorizzazione della cucina regionale.
    · Ricerca di una cucina dietetica e povera di grassi.
    · Valorizzazione della creatività e della fantasia nella elaborazione di nuove ricette, nelle quali vengono introdotti ingredienti mai utilizzati prima, sperimentando così nuovi accostamenti.
    · Diversa concezione dell’eleganza nella presentazione del piatto, con riscoperta del colore.
    · Cottura delle verdure fatta al dente, e abbandono dei fondi di cucina e delle besciamelle.

    Quindi, coloro che si riempiono la bocca con questi termini senza conoscerne il vero significato e spacciano sbobba per cibo, dovrebbero tacere e non entrare in una cucina, tantomeno servire pasti!!!!!!!
    Io credo che non manifestare l’insoddisfazione direttamente al cameriere o chi per lui, equivalga a dare una pacca sulla spalla del cuoco dicendo “continua così, bravo!”

    Mi sento profondamente offesa quando i cialtroni si mettono ai fornelli, perchè ormai chi non sa fare nulla esercita nella ristorazione.
    😀 😀 😀 mi sono infervorata 😀 😀
    besos
    Sally

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    • Wow Sally … che bella spiegazione hai fornito, e ci voleva, porcapaletta!
      C’è troppa confusione in giro, troppa cialtroneria! Ormai chiunque si sente capace di aprire un locale e mettersi ai fornelli con le conseguenze che ben si vedono e il tutto finisce a discapito delle persone operose, valide che se ne intendono di ristorazione a cominciare da tutto quello che c’è dietro.
      Ieri ti confesso che sia io che il mio collega avremmo ben volentieri preso a pedate camerieri e chef (la pacca sulle spalle la lascio al mitico chef Cannavacciuolo!) 🙂
      Besos ricambiatissimi ♥

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  5. Sarai stata un pochino giù tutto il pm senza un pranzo decente😨mi spiace Cara Amica anche per Fotograffio….ma sai? mi viene da pensare che probabilmente è anche grazie a certi programmi cn Grandi Chef che ci riempiono di codeste “coreografie” , che si finisce per credere di esserne ” tutti capaci”; nn so se mi spiego😉Tu e Fotograffio conoscete la strada della mia Cucina, rifocillatevi senza misura😂Felice Venerdì Affy🌻🌼🌞🌞🌞

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  6. Quando vedo, in certi programmi televisivi, piattini come questi, artisticamente decorati da goccioline colorate, erbette stitiche e bocconcini adatti all’appetito di un criceto a dieta, ringrazio sempre il mio portafoglio che non mi permette di entrare in simili locali di pseudo cucina all’avanguardia, all’avanguardia di che cosa? della fame?
    Ciao, buon pomeriggio e buona cena !

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    • … piatti così si possono guardare come fossero “opere d’arte” ma se la fame si fa sentire non sono queste le specialità da prendere in considerazione!
      La fame deve essere soddisfatta con il buon cibo cucinato con passione e non da pseudo brodaglie assemblate in un gioco di forme e colori.
      Buon pomeriggio Neda, un abbraccio ♥

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