Un bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto

L’Ingegner Rinaldi è molto apprezzato nel nostro lavoro, è un anziano consulente capace di assumersi i rischi.

Ha una mentalità aperta che nel comunicare riesce a fare squadra.

Stamattina parlava di calcio con i miei colleghi ed io digiuna di pallone stavo in silenzio. Le sue parole smozzicate nei contenuti ma accese nei toni mi arrivavano come una corrente di risacca, quel riflusso tipico e ondoso del mare.

Un bicchiere è mezzo vuoto e mezzo pieno nello stesso momento.

Mezzo pieno. Per me è stato inevitabile pensare a mio padre.

Mio padre amava il calcio e quando la domenica pomeriggio Paolo Valenti commentava i risultati sportivi io accanto a lui disegnavo. Erano disegni semplici. Talvolta solo un albero spelacchiato, una casetta sghemba o un piccolo zoo dove sarebbe stata impresa coraggiosa riconoscere un cane da un gatto. Per mio padre però quei disegni erano bellissimi ed io mi ero convinta che lo fossero davvero. Mentre coloravo, lui, seduto in poltrona, s’infervorava per le azioni commesse dai giocatori. Lo sentivo gioire per un gol, stizzirsi se uno di loro faceva catenaccio o peggio ancora favorire con un falso contatto il rigore alla propria squadra. In quel caso alzavo gli occhi dal disegno e spostavo lo sguardo sul televisore senza capirci poi un granché.  Quello che vedevo erano i giocatori correre da una parte all’altra, un paio di loro fermarsi per sistemarsi i calzettoni o con le mani ferme sulle ginocchia, piegati, a riprendere fiato. Una domenica avevo anche visto l’attaccante alzare il braccio destro e mandare a Falcone l’arbitro. La squadra in quel momento perdeva punti e pezzi, il pubblico sugli spalti dello stadio rumorosamente fischiava. Mio padre masticava la rabbia, io soffrivo per lui ed allora bucavo il foglio del disegno con la punta della matita. Ogni disegno aveva i suoi forellini, le sue prese d’aria. Quando a fine partita gli consegnavo il disegno lui mi chiedeva notizia di quei forellini e io gli spiegavo che a bucare erano stati i rami dell’albero, il fumo del comignolo di una casa o un topolino che inseguito dal gatto da quel forellino era appena scappato. Mi abbracciava forte forte e mi faceva il solletico, io mi spanciavo dalle risate.

L’Ingegner Rinaldi sta adesso parlando della carriera di un grande calciatore, Tommaso Maestrelli. Apre il portafoglio ed estrae un francobollo con il ritratto del giocatore, un bel primo piano sullo scorcio di un campo di calcio con le gradinate di uno stadio “perché a quarant’anni dalla scomparsa di Maestrelli è stato così che si è voluto ricordare”.

Mio padre amava la classe esemplare di Gaetano Scirea, di Gigi Riva, di …” dico sottovoce. Avverto su di me lo sguardo comprensivo dell’Ingegnere e quasi mi dispiace aver interrotto a mezz’aria la sua ultima frase.

Un bicchiere è mezzo vuoto e mezzo pieno nello stesso momento.

Mezzo vuoto. E’ forte il peso della tua assenza. Stamattina in ufficio si parlava di calcio ed io che sono a digiuno sono rimasta in silenzio per tutto il tempo. Solo alla fine ho riempito di ricordi un pallone e simbolicamente l’ho tirato verso il cielo.

L’ho tirato lassù per te papà perché, come insegna Rinaldi …  insieme possiamo fare ancora squadra.

  ❤

 

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101 thoughts on “Un bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto

  1. Uff pero’ non è giusto, fai sempre post emozionanti ed emozionali!
    Ora però voglio distogliere l’attenzione dai pensieri tristi della grossa perdita che hai avuto e chiederti dei dettagli tecnici sull’opera che hai fatto. Che tecnica pittorica hai utilizzato? E’ un quadro digitale o fatto su carta e scannerizzato. Nel primo caso cosa hai utilizzato per disegnare e dipingere.
    Il puntino nero che c’è di fianco il pallone cos’è? Una stella visibile di giorno, un uccello, un ufo?

    Inoltre, e qui ti devo bacchettare, cosa aspetti ad informarti sul calcio? Se vuoi posso darti qualche lezione privata, aggratis ovviamente!

    Un grosso Abbraccio

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    • Uff … e pensare che non volevo scrivere nulla, poi …
      I dettagli del disegno: hai presente quel blogger che ha un papà che costruisce fantastici presepi? Ecco, pensando a quelle casette costruite da lui …
      Puntino nero? Forse un uccellino … ma dev’essere già volato via!
      Mi piacerebbe saperne di “calcio” … wow … sei disposto a far da Professore? Okay, prometto di essere un’allieva attenta! 🙂
      Abbraccio ricambiato

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      • ma invece hai fatto bene a scrivere, si si si! Di fianco al velo di tristezza c’è anche il velo di bei ricordi, quindi va bene così.
        Non ci hai svelato il segreto del tuo disegno, ma accetto la scelta di sviare l’attenzione verso certe informazioni top secret 🙂

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          • Ma quindi come l’hai fatto sto disegno colorato, che mezzi hai usato??

            Per le info sul calcio prepara le domande, sai come farmele arrivare.
            O se vuoi una lezione fatta bene da prof verso alunna, mi devi far sapere quantomeno da che basi parti, da bravo prof non devo dare nulla per scontato ed essere chiaro e semplice il più possibile.

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            • Allora … prendi il programma “Paint” disegni quello che ti passa x la testa (mentre magari parli al telefono) poi con il pennello nero colori i contorni e l’arte è là … sotto i tuoi occhi. 🙂
              Per quanto riguarda il calcio parto dalla base che in campo per ogni squadra scendono undici giocatori. Ogni tanto qualcuno s’azzoppa e l’allenatore lo sostituisce. L’allenatore spesso è più scalmanato dei tifosi e l’arbitro deve intervenire anche verso di lui. L’arbitro non sempre è un esempio di correttezza, non a caso gli viene rivolto il solito, scontato epiteto!
              Caro Professore a me non mancano le basi, temo proprio non ci siano le fondamenta! 😦

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  2. Paolo Valenti SIIII e la sigla dell’ allora 90°minuto…. si, pesante l’ assenza, sempre di più e poi in questi giorni si avvicina la Festa del Papà ogni minima cosa batte lì❤che poi è così ogni singolo giorno. .. Cara Affy , chiudi gli occhi e torna a quell’ abbraccio ” dopo partita” quando poi ti faceva il solletico e poi snvora, yorna a tutti quegli abbracci e nutriti di quell’ Amore e quell’ Energia che in te vivono e si rinnovano di nuova linfa ogni qualvolta ci pensi. .. è così!

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    • Quando scrivo di mio padre non ti nego che ho sempre un nodo che mi stringe la gola. Nel mio blog ci sono molti articoli che parlano di lui, sono stata una figlia amata e nel contempo innamorata e ritrovarmi oggi da sola senza quella luce è pesante.
      Ti ringrazio per il commento, io e te viaggiamo spesso sulla stessa onda, abbiamo molto in comune.
      Un abbraccio intenso ❤

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  3. Questi papà innamorati del calcio e delle loro figlie! Uso il plurale perché anche il mio era appassionatissimo, non perdeva una partita in tv, anche quelle minori, e ha dato vita a due squadre una delle quali ha fatto un campionato strepitoso con il passaggio alla categoria superiore. Era presidente e i suoi giocatori, allora ragazzi oggi uomini adulti, lo ricordano con grande affetto.
    Ecco, se mi permetti do un calcio pure io al pallone insieme a te. Magari, ovunque siano, i notsri papà stanno facendo una partitella insieme.
    Giornata intensa questa per te, lo so, momenti di ricordi. Ti abbraccio forte <3.

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  4. Questi papà innamorati del calcio e delle loro figlie! Uso il plurale perché anche il mio era appassionatissimo, non perdeva una partita in tv, anche quelle minori, e ha dato vita a due squadre una delle quali ha fatto un campionato strepitoso con il passaggio alla categoria superiore. Era presidente e i suoi giocatori, allora ragazzi oggi uomini adulti, lo ricordano con grande affetto.
    Ecco, se mi permetti do un calcio pure io al pallone insieme a te. Magari, ovunque siano, i nostri papà stanno facendo una partitella insieme.
    Giornata intensa questa per te, lo so, momenti di ricordi. Ti abbraccio forte ❤

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  5. Per citare il mitico Boskov:”Partita finisce quando arbitro fischia” e – ahimè – per il tuo papà e anche per il mio l’Arbitro ha fischiato per loro, ma la partita non è mai finita perché se lo conservi così vividamente insieme a te, nei pensieri, nei sentimenti, nelle emozioni, nelle tue piccole azioni di ogni giorni, sta ancora giocando un bellissimo Campionato.
    Un abbraccio a te, tuo papà e anche al mio.

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  6. Grande Affy! Il mio papa’ odiava il calcio e amava il ciclismo ma lasu’ si amano e ci amano, senza rivalità’, dispiacendosi per le nostre rivalita’ umane, di cui e’ ancora quaggiù’, e non solo nello sport.
    Ciao )

    Marghian

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  7. E’ bellissimo quello che hai scritto, Affy…poi citi nomi che hanno rievocato molti bei ricordi di un calcio sano e ben lontano da quello di oggi… anche se il tema centrale è quello del tuo affetto…davvero commovente.

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  8. Digiuna di calcio non mi pare proprio. In due parole hai ricordato dei grandi nomi come Riva, Scirea, hai parlato di quella figura quasi paterna, Paolo Valenti, che ci teneva incollati allo schermo ogni domenica. Che dire di quell’omone che s’infervora per ogni passaggio di palla e tu dolcissima bimbetta te ne stavi cheta cheta a disegnare e a carpire emozioni che sono rimaste impresse nella tua mente. Che dire di questo pallone enorme che con un calcio ha raggiunto l’uomo più caro della tua vita. Tu ci emozioni sempre tanto con i tuoi scritti e chissà che veramente non ci sia un aldilà e tutti insieme se ne stanno lì affacciati a guardare i nostri affanni. Io lo spero tanto. Bacione grosso grosso 🙂

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  9. Ciao Affy, grazie di aver commentato sul post della gatta, ne sono innamorato. “Torna”, se trovi il tempo, perche’ cliccando sopra dove ho indicato,all’inizio del post, ne vedi altri due (post) su Nives, di quando aveva ancora il figlioletto e prima ancora quando era piccola. Ciao buon weekend e buona notte 🙂

    Marghian

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    • Sono passata da te per ammirare nuovamente le fotografie di Bianchina e del piccolo Itan.
      Hai una gatta che ti invidio sai? In senso buono, ovviamente!
      E si capisce dalle tue parole che sei affezionato a lei, è una grande compagnia e poi con il suo atteggiamento si fa voler bene.
      Un cagnolino sarebbe impegnativo con la vita “di corsa” che fai, i tempi per fare tutto sono piuttosto stretti ed è anche giusto che trovi il tempo per dedicarti ai tuoi hobby … sennò che vita è?
      Un caro abbraccio da Affy

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      • Ciao Affy. Sono contento che tu abbia visto anche Itan, venuto a mancare come succede purtroppo ai gatti, incidente di macchina.
        è una grande compagnia e poi …”. Lei fa quello che puo’, poverella, manca comunque la compagnia umana, impareggiabile. Si va voler bene, questo si’. E gliene voglio 🙂
        Riguardo ad avere un cagnolino, ti riporto parte del mio lungo (ma va’! 🙂 ) commento a Fausta. Magari torni nel post per leggerlo tutto, ricorda: commento a Fausta. Ecco il commento- parte..-:

        “A proposito, avere un cane mi piacerebbe moltissimo, il cane interagisce di piu’ con l’uomo, pero’ la cosa mi e’ letteralmente impossibile. Paradossalmente (fa compagnia ma..) sarebbe solo lui!

        Pensa, lavoro fuori paese, a 25 chilometri di distanza, sto fuori tutto il giorno, ho appena il tempo di farmi le cose di casa e…se dovessi badare a un cane, “cimurro” ed altri vaccini, veterinario, eccetera. Lo vedo da una mio collega, una sera stava andando di fretta in macchina: “sto andando d’urgenza dal veterinario!”. Lei e’ nubile, come io sono scapolo ma..viveva allora con la mamma ed un fratello, e la cosa cambia parecchio. Lei telefona dal lavoro, mamma hai dato da mangiare al cane? MI raccomando e’h? Se trovi il tempo, portalo a passeggio..”. Racconto anche di una amica che, spiegatole tutto, praticamente non mi ascoltò’ (“ma ti fa compagnia..”. E di un amico che si porta il cane al lavoro (ma in campagna…) , e che potrei anche io… in ufficio, ma ci pensi?! 😆 Ciao Affy 🙂

        Marghian

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    • Carissima Francesca ti sono grata per questo commento.
      Mi manca molto papà, mi mancano le sue tenerezze, i suoi sguardi, i suoi consigli e addirittura i suoi rimproveri. Mi manca Lui.
      Posso dirti però che lo sento vicino, ogni giorno è con me come lo era prima e come dico spesso devo solo spostare il mio sguardo per ritrovare il suo. Non più orizzontalmente ma verticalmente e lui è lì.
      Grazie per il tuo abbraccio, lo ricambio di cuore ❤

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